Dei rimatori del "Dolce stil nuovo" tre spiccano sugli altri..., uno è Dante Alighieri..., l'altro, il più grande amico della sua giovinezza e che morì prima di lui... Guido Cavalcanti...., il terzo, Cino da Pistoia, che sopravvisse invece alla morte del nostro più grande Poeta.Cino da Pistoia (soprannome di Guidoncìno de' Sighibùldi), nato a Pistoia nel 1270, fu un grande giurista, e ci ha lasciato un commento ai primi nove libri del Codice di Giustiniano, col nome di "Lectura in Codicem", aperta agli influssi della legislazione contemporanea.
Insegnò diritto a Siena, a Perugia, a Napoli, poi di nuovo a Perugia..., morì nella sua Pistoia verso il 1337.
Con Dante Alighieri ebbe corrispondenza di sonetti.
Scrisse una canzone in morte di Beatrice..., e una in morte del poeta.
È sua anche una canzone per la morte di Arrigo VII, in cui Dante e lui, e quanti deploravano le discordie e il disordine d'Italia, avevano riposto tante speranze.
Nella mossa è piena di nostalgia per la patria lontana un'altra canzone scritta da Napoli ("Deh, quando rivedrò il dolce paese"), una vera satira, come dice il poeta, dei costumi di quella città.
Ma Cino da Pistoia fu soprattutto poeta d'amore.
La donna da lui amata ha il nome di Selvaggia..., probabilmente rispondente alla sua indole di donna ritrosa ai desideri e alle preghiere del poeta, come si rileva da molte rime.
Le quali cantano di lei viva, e, con accenti talvolta strazianti, di lei morta.
La poesia di Cino è una analisi ricca e profonda della passione dell'amore non corrisposto..., non più beatitudine, come negli altri poeti del "Dolce stil nuovo", ma travaglio e tristezza..., e la disperazione trova espressioni nuove e fortissime.
Si è già nel mondo poetico del Petrarca, che Cino da Pistoia ammirò molto e da lui derivò più di una ispirazione.
Una curiosità raccolta da Wikipedia..., in onore di Cino da Pistoia è stato battezzato nel luglio 2005 l'asteroide 36446 col nome di Cinodapistoia.
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