Visualizzazione post con etichetta Delacroix. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Delacroix. Mostra tutti i post

giovedì 15 gennaio 2015

TEMI STORICI NELLA PITTURA ROMANTICA (Historical themes in painting romantic)

 Antoine-Jean Gros - Bonaparte al ponte di Arcole (Vedi scheda)


TEMI STORICI NELLA PITTURA ROMANTICA

Nella prima metà dell'Ottocento, durante la Restaurazione, in Italia la pittura di storia ebbe una straordinaria fortuna. Il periodo più rappresentato fu il Medioevo, cioè I'età in cui si poteva trovare I'origine di un sentimento nazionale italiano. In questo modo, i pittori partecipavano alla causa per I'indipendenza: non potendo, per ovvie ragioni di censura, dipingere opere apertamente critiche verso la dominazione straniera, erano costretti a rievocare la grandezza antica d'Italia oppure mostravano episodi di rivolta, uccisioni di tiranni, manifestazioni di orgoglio. 
Francesco Hayez per esempio dipinse, su commissione della nobiltà lombarda, quadri come i Vespri siciliani e la Congiura dei Lampugnani; Giuseppe Bezzuoli (Firenze, 28 novembre 1784 – Firenze, 13 settembre 1855) nell'Ingresso di Carlo VIII in Firenze mise in evidenza la figura del Machiavelli che volta sdegnosamente le spalle al re straniero alla testa di uno sfarzoso corteo. 
Era ben difficile per un artista rappresentare un episodio di storia contemporanea: Hayez si limitò a ritrarre il conte Francesco Arese - che era stato imprigionato dagli austriaci - all'interno della sua cella, e si fece anche prestare le catene originali dalla polizia per ottenere una maggiore verosimiglianza. 
Per la maggior parte delle opere il rischio era però che il messaggio, allusivo, espresso per metafora, non venisse recepito da tutto il pubblico.

Quando venne proclamata I'unità d'Italia, le cose mutarono profondamente: i pittori poterono rappresentare liberamente momenti della storia a loro contemporanea, soprattutto le grandi battaglie risorgimentali. Spesso però gli artisti cedettero alla tentazione dell'enfasi celebrativa oppure sottolinearono troppo gli aspetti patetici e sentimentali; solo pochi - come Giovanni Fattori  - seppero vedere le cose in maniera disincantata e realistica.
Un Paese dove la pittura di storia nell'Ottocento ebbe molta fortuna fu anche la Francia dove, non sussistendo il problema dell'indipendenza, gli artisti (da Antoine-Jean Gros a Géricault a Delacroix) riuscirono ad affrontare sempre la realtà presente e le sue contraddizioni. 



Vespri siciliani, una delle opere dipinte dall'Hayez per la nobiltà lombarda e che intendevano contribuire ad una presa di coscienza politica: anche nell'Ottocento gli italiani subivano angherie, alle quali sarebbe stato giusto ribellarsi.




I martiri cristiani portati in cielo dagli angeli, un quadro dipinto nel 1851 da Domenico Morelli (Napoli, 4 agosto 1826 – Napoli, 13 agosto 1901), ha un contenuto religioso ma anche un significato politico: allude alle sofferenze dei patrioti napoletani, condivise dal pittore che nei moti del 1848 era rimasto ferito.




Nella Battaglia di Magenta, dipinta nel 1862 dopo uno visita accurata dei luoghi, Giovanni Fattori non rappresenta il momento culminante dello scontro, ma si sofferma sul movimento confuso delle retrovie, rinunciando così ad ogni retorica.




Nel 1809 genitori di Charles Legrand ordinarono nel 1808 ad Antoine-Jean Gros un Ritratto del figlio, ucciso in Spagna nel corso di un'insurrezione popolare contro le truppe francesi.




Delacroix dipinse La Libertà che guida il popolo sulle barricate (vedi scheda)  per celebrare la rivoluzione del 1830 che portò al potere Luigi Filippo. Un critico ha definito l'opera "il primo quadro politico nella storia della pittura moderna", ma in realtà il pittore, in alcune lettere private, espresse sulla rivoluzione del 1830 un giudizio tutt'altro che positivo.



mercoledì 17 aprile 2013

Eugéne Delacroix e Jean-Louis-Théodore Géricault - La pittura romantica francese (The French Romantic painting)

Eugéne Delacroix - Autoritratto

Eugéne Delacroix e Jean-Louis-Théodore Géricault sono gli esponenti più simbolici della pittura romantica francese.


Ferdinand Victor Eugène Delacroix, è noto più semplicemente  come Eugène Delacroix (Saint-Maurice, 26 aprile 1798 – Parigi, 13 agosto 1863).
Fin dall’esordio al Salon del 1822, con La barca di Dante, le opere di Delacroix dividono la critica e il pubblico e sono al centro di un vivace dibattito, che riguarda tanto le sue ardite scelte stilistiche, quanto i temi rappresentativi.

Egli ama e ammira i dipinti di Peter Paul Rubens e di Paolo Veronese, ma nello stesso tempo studia con attenzione le novità stilistiche di Turner e Constable e stringe amicizia con Géricault, per il quale posa per uno dei naufraghi della Zattera della Medusa e da cui impara ad amare i cavalli e le tinte accese, violente.

Il viaggio in Marocco e Algeria nel 1832 segna una tappa importante nella sua formazione e apre il periodo migliore nella sua maturità espressiva, che tocca il culmine nei dipinti a tema orientalista e nei grandi cicli decorativi parigini per il Palazzo Borbone, per quello di Luxembourg, nell’Hotel de la Ville e per la galleria di Apollo al Louvre.
   
Théodore Gèricault - Autoritratto   

Nella sua breve esistenza (è morto a soli 32 anni) Géricault ha svolto un ruolo fondamentale nell’evoluzione dello stile e delle tematiche dell’arte europea dei primi decenni del secolo.

Nel 1811 viene ammesso all’Ecole des Beaux-Arts e nel 1812 esordisce al Salon, dove riceve una medaglia d’oro nel 1820.

Ossessionato dalla morte e dalla malattia, fisica e mentale, egli crea opere di fortissimo impatto emotivo, che suscitano scandalo e polemiche, ma anche una grande impressione.

All’inizio della sua carriera si appassiona al tema dei cavalli, che rappresenta in dipinti, litografie e sculture, dove ritrae gli animali imbizzarriti, impennati o al galoppo, simbolo di energia e libertà.

Tra il 1820 e il 1824, anno della morte, esegue una serie di dipinti su invito del medico psichiatra Etienne-Jean  Georget, in cui raffigura dei malati di mente, indagati con straordinaria abilità introspettiva.
  
Morte di Sardanapalo (1827Eugène Delacroix 
Musée du Louvre a Parigi 
Olio su tela cm 392 x 496 
(VEDI SCHEDA)     

Questa è una delle opere più celebri del periodo orientalista di Delacroix: il re Sardanapalo, prossimo alla morte, ordina ai suoi funzionari di uccidere e distruggere tutto ciò che aveva posseduto nella vita: i cavalli i cani e perfino i paggi e le donne del suo harem. Egli è appoggiato sul grande letto e osserva la strage con atteggiamento distaccato e indifferente.

Rispondendo alle critiche dei classicisti rivolte a questa tela, ironicamente ribattezzata “La morte del Romanticismo”, Charles Baudelaire osserva che nelle donne di Delacroix lo spettatore avverte il fascino del delitto e l’aureola del martirio
.  
La Libertà che guida il popolo (1830) - Eugène Delacroix 
Musée du Louvre a Parigi 
Olio su tela cm 260 x 325 
(VEDI SCHEDA)







Il quadro è ambientato durante i moti liberali del 1830. Delacroix fa parte della guardia nazionale anche se non viene mai coinvolto in scontri armati si raffigura nel personaggio con il cappello a cilindro ed il fucile tra le mani.

Tutta l’attenzione dello spettatore è concentrata sull’allegoria della Libertà, al centro del dipinto, per mezzo di una luce chiara e intensa che la circonda come un’aureola.

Il quadro, presentato al Salon del 1831, viene acquistato da Luigi Filippo per tremila franchi. Nel 1855 Napoleone III lo presenta all’Esposizione Universale di Parigi.
  
La zattera della medusa (1818-1819) - Théodore Géricaut 
Musée du Louvre a Parigi 
Olio su tela cm 65 x 83 
(VEDI SCHEDA)


  
L’artista trasforma un fatto di cronaca in un evento epico: partita dalla Francia il 18 giugno 1816 e diretta nel Senegal con quattrocento uomini a bordo, la fregata “Medusa” naufraga sulla secca d’Arguin il 2 luglio. In cinque giorni i marinai costruiscono una zattera su cui salgono in 149; la fame, la sete e la disperazione li decimano a tal punto che dodici giorni dopo la nave “Argo” raccoglie solo dodici superstiti.

L’artista raffigura il culmine del dramma, quando i naufraghi, allo stremo delle forze, scorgono all’orizzonte una nave a cui tentano di segnalare la loro presenza.

Il quadro è esposto al Salon del 1819 e suscita scandalo e polemiche per il crudo realismo del soggetto e lo stile rivoluzionario, lontano dai canoni accademici.

giovedì 28 febbraio 2008

MORTE DI SARDANAPALO - Eugène Delacroix - DEATH OF SARDANAPALO

  

MORTE DI SARDANAPALO (1827)
Eugène Delacroix (1798-1863)
Pittore francese
Museo del Louvre
Tela c. 392 x 496
Risoluzione 2.544 x 1.788 - Kb 985


Assediato dai rivoltosi Sardanapalo è chiuso nel suo palazzo. Sdraiato sull’ampio letto ricoperto di lenzuola rosse, il re sorveglia che gli eunuchi eseguano il suo ordine di sgozzare le schiave, i paggi e persino i cavalli e i cani preferiti, affinché non cadano nelle mani del nemico.
Una serva sulla sinistra, incurante del massacro, serve delle vivande, mentre sulla destra Aisceh pur di non piegarsi alla volontà del re, preferisce togliersi la vita impiccandosi; insensibile spettatore del crudele bagno di sangue, il re sembra non accorgersi delle donne che si accasciano prive di vita sul suo letto, dell’invocazione di aiuto a lui rivolto dallo schiavo raffigurato sull’estrema sinistra, dello sguardo pietoso della bellissima schiava in primo piano che sta per essere uccisa dal soldato.
Il tema narra la tragica fine dell’ultimo re della seconda dinastia assira, avvenuta nel 788 a.C. e s’ispira a un racconto di Byron pubblicato in Inghilterra nel 1821, forse conosciuto da Delacroix durante il suo viaggio a Londra, dove si era recato nella primavera del 1825.
Alla presentazione al Salon del 1827 la grande tela (cm. 392 x 496) fu oggetto di feroci attacchi, tanto da meritarsi l’appellativo derisorio di “massacro della pittura”; è vero che Delacroix ha agito in piena libertà (vi sono palesi errori di prospettiva e di disegno, lo spazio è reso sommariamente e l’interno è descritto troppo minuziosamente, tanto che i corpi e gli oggetti si confondono), ma che, comunque, al disinteresse per le regole accademiche si oppongono la straordinaria resa cromatica e la raffinata cura dei particolari, tanto che il quadro offre una delle più suggestive visioni della pittura del Romanticismo francese.
Le critiche, comunque, addolorarono profondamente Delacroix che il 26 aprile del 1828 scriveva con grande amarezza…
…”Possiedo una rara genialità che non mi permette di vivere come un commesso…. Lavori e incoraggiamenti non se ne devono attendere…”
Dopo la sua apparizione al Saloon del 1827, l’opera scomparve per un lungo tempo dal mercato d’arte fino a quando non riapparve nella collezione di Maurice Audéoud; acquistata nel 1921 dallo Stato francese è oggi esposta al Louvre insieme allo schizzo preparatorio che raffigura il volto di Sardanapalo colto in primo piano.

Eugène Delacroix nacque a Charenton-Saint-Maurice il 26 aprile 1798 (secondo alcune fonti sarebbe il figlio naturale di Talleyrand, che l’aiutò molto agli inizi della carriera). Nel 1816 entrò nell’atelier di Guérin e l’anno successivo si iscrisse all’Accademia di Belle Arti, dove fu fortemente attratto dalla pittura di Gèricault, tanto che il primo importante dipinto di Delacroix, LA BARCA DI DANTE (1822), rivela chiaramente l’influenza subita. L’artista raggiunse grande fama e ricevette numerose commissioni: la biblioteca del Palazzo Bourbon, gli affreschi della chiesa di San Sulpicio, il soffitto della galleria di Apollo al Louvre, la cupola della biblioteca del Palazzo del Lussemburgo e il Salon de la Paix all’Hotel de Ville di Parigi. Nel 1855 presentò 42 tele all’Esposizione Mondiale; nel 1857 aprì il suo atelier al n. 6 di Place de Furstemberg (oggi Museo Delacroix).
La salute iniziava a peggiorare e l’artista fu costretto a lunghi soggiorni in campagna; morì il 13 agosto 1863.


VEDI ANCHE . . . 




venerdì 1 febbraio 2008

LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI (Greece on the ruins of Missolonghi) – Eugène Delacroix

 
LA GRECIA SPIRANTE
SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI (1826)
Eugène Delacroix ( 1798-1863)
Musée des Beaux – Arts di Bordeaux
XVIII – XIX secolo
Tela di cm. 209 x 147
CLICCA IMMAGINE per un'alta risoluzione
Pixel 2500 x 1750 - Mb 2,02



LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI, opera firmata da Delacroix, venne esposta per la prima volta nel 1826 alla galleria Lebrun, in una “Exposition au profit des Grecs”. Successivamente fu esibita a Londra nel 1828 insieme al dipinto MARIN FALIERO e ancora nel 1829 al Musée Colbert.

Fu acquistato dalla città di Boredeaux nel 1852 per la considerevole somma di 2.500 franchi e possiamo ammirarlo nel Musée des Beaux - Arts della stessa città.

La Grecia è rappresentata da una fanciulla in costume su un masso da cui spunta la mano di un caduto; in fondo a destra si scorge la presenza di un soldato turco.
L’allegoria si riferisce ai difensori di Missolungi che il 22 aprile del 1825 preferirono saltare in aria con le donne e i bambini piuttosto che arrendersi ai soldati turchi.

Insieme a Byron, Delacroix era rimasto particolarmente scosso dagli episodi della guerra per l’indipendenza greca, e aveva partecipato attivamente agli avvenimenti esaltandone gli eroismi a partire dal 1824, attraverso una serie di opere come IL MASSACRO DI SCIO e quindi LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI.
In questi dipinti si individua una adesione completa agli ideali patriottici ed insieme al gusto esotico e romantico tipici di quegli anni.
Sono questi infatti gli anni nei quali Eugène stringe rapporti di amicizia con i Romantici quali Victor Hugo e Charles Baudelaire, grande ammiratore della tecnica di Delacroix, della quale diceva:

- Une véritable explosion de couleurs.

Sono anche anni cruciali che porteranno ai moti parigini del 1830 e alla conseguente rottura del fronte conservatore delle grandi potenze europee.

Nella figura femminile che personifica la Grecia si può identificare M.lle Laure, una delle modelle preferite da Delacroix, che ha posato anche per il dipinto DONNA CON PAPPAGALLO, del 1827, al Musée des Beaux – Arts di Lione.
La posa della giovane, nel suo gesto così eloquente, quasi monumentale, ricorda l’atteggiamento di certe immagini religiose del Quattrocento.
Del dipinto in questione esiste un primo abbozzo ad olio nella Collezione Reinhart di Winterthut.
Nel 1870 fu copiato da Odilon Redon.

Il periodo del sopravvento popolare si esaurisce con il rinnovato slancio rivoluzionario del 1848.
Il 3 settembre 1857, Delacroix scrive sul “Journal” :
- Il mondo nuovo, buono o cattivo, che cerca di farsi luce tra le nostre rovine, è come un vulcano sotto i nostri piedi: permette di riprendere fiato solo a chi, come me, comincia a considerarsi un estraneo a quello che succede e limita le proprie speranze a un buon impiego del giornale.



DUE NOTE SU DELACROIX

Eugène Delacroix nacque a Charenton-Saint-Maurice il 26 aprile 1798 (secondo alcune fonti sarebbe il figlio naturale di Talleyrand, che l’aiutò molto agli inizi della carriera). Nel 1816 entrò nell’atelier di Guérin e l’anno successivo si iscrisse all’Accademia di Belle Arti, dove fu fortemente attratto dalla pittura di Gèricault, tanto che il primo importante dipinto di Delacroix, LA BARCA DI DANTE (1822), rivela chiaramente l’influenza subita. L’artista raggiunse grande fama e ricevette numerose commissioni: la biblioteca del Palazzo Bourbon, gli affreschi della chiesa di San Sulpicio, il soffitto della galleria di Apollo al Louvre, la cupola della biblioteca del Palazzo del Lussemburgo e il Salon de la Paix all’Hotel de Ville di Parigi. Nel 1855 presentò 42 tele all’Esposizione Mondiale; nel 1857 aprì il suo atelier al n. 6 di Place de Furstemberg (oggi Museo Delacroix).
La salute iniziava a peggiorare e l’artista fu costretto a lunghi soggiorni in campagna; morì il 13 agosto 1863.


VEDI ANCHE . . .

MORTE DI SARDANAPALO - Eugène Delacroix

IL MASSACRO DI SCIO ( The massacre of Scio) – Eugène Delacroix

LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO - Eugène Delacroix 


giovedì 24 gennaio 2008

IL MASSACRO DI SCIO ( The massacre of Scio) – Eugéne Delacroix

  
   
IL MASSACRO DI SCIO (1824)
Eugéne Delacroix (1798-1863)
Pittore francese
Museo del Louvre a Parigi
Tela cm. 419 x 354



Delacroix si è ispirato ad un episodio storico a lui contemporaneo… il massacro perpetrato dai turchi nel 1822 su 20.000 cittadini greci inerti, durante la guerra d’indipendenza greca, conflitto che infiammò gli spiriti romantici.
Il dipinto esalta la sofferenza e la dignità dell’uomo e denuncia l’assurda atrocità della guerra in maniera così vibrante che è stato definito “la GUERNICA del XIX secolo”. Delacroix si orienta verso un utilizzo diverso della luce, che si fonde con le tonalità più calde e teatrali da lui preferite in quel periodo. Un aneddoto racconta che il pittore, dopo aver ammirato il CARRO DI FIENO di Constable al Salon del 1842, rimase talmente impressionato da ridipingere lo sfondo del paesaggio e lo splendido cielo di questa sua opera, già esposta. Alcuni lampi di luce ed effetti di colore più tenui rimandano a Tiepolo.
Delacroix preparò con fervore questo quadro… ne sono testimonianza i numerosi schizzi, l’attento studio dei nudi e dei costumi greci e turchi.
L’opera presenta analogie con dipinti di artisti a lui contemporanei quali gli APPESTATI DI JAFFA di Gross o l’Ufficiale dei cavalleggeri della Guardia Imperiale alla carica di Géricault. Il grande realismo di questa scena, popolata da figure sofferenti, che preannuncia già l’interesse per il Marocco e che si inserisce nell’orientamento latente dell’epoca, fa comprendere il motivo per il quale il MASSACRO DI SCIO è considerato come una delle creazioni più interessanti di quel periodo, al punto da aver segnato una svolta decisiva nell’arte del XIX secolo.

Il dipinto venne esposto al Salon del 1824 e suscitò immediatamente vivo interesse, insieme a forti critiche. Venne tuttavia premiato e fu acquistato dallo Stato per 6.000 franchi,quindi fu esposto al Lussemburgo.

Delacroix è il capo riconosciuto della scuola romantica francese.
Amico di Géricault (per cui posò, giovanissimo, per la La zattera della medusa), Baudelaire, Chopin, Dumas e Hugo, assiduo frequentatore dei salotti parigini, fu un personaggio noto e ammirato dai suoi contemporanei.
Nella sua pittura prevale l'interesse per la storia contemporanea (IL MASSACRO DI SCIO del 1823 ne è un esempio) e il culto per gli eventi di grande impatto e suggestione emotiva, capaci di riassumere, nell'alta tensione drammatica di una figura eroica o nel gesto assoluto e pieno di pathos, un profondo significato morale e concettuale.
Delacroix raffigura borghesi e popolani che, insieme, lottano per la libertà e la Costituzione, obiettivi fondamentali del romanticismo rivoluzionario di cui il pittore era grande sostenitore.
Certamente la sua concezione di pittura, moderna e spregiudicata, si evidenzia appieno nei quadri sul mondo orientale (DONNE D'ALGERI del 1834), il cui linguaggio pittorico (pennellate vibranti, colori accesi) costituì il punto di partenza della straordinaria ricerca innovativa che, qualche decennio dopo, avrebbero condotto gli Impressionisti.


VEDI ANCHE . . .

LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO - Eugène Delacroix

LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI - Eugène Delacroix

MORTE DI SARDANAPALO - Eugène Delacroix   



lunedì 14 gennaio 2008

LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO (Liberty Leading the People) - Eugène Delacroix


LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO
( 1830)
Eugène Delacroix (1798-1863)
Museo del Louvre - Parigi
Romanticismo (Particolare)
Olio su tela cm. 325 x 260


La tela, eseguita nel 1830, pervenne al Museo del Louvre solo nel 1874, dopo un percorso alquanto travagliato che l’aveva tenuta lontana dal pubblico a causa del suo contenuto rivoluzionario.
L’opera raffigura una scena dell’insurrezione che, nel luglio del 1830, pose fine al "terrore bianco" instaurato dall’ultimo dei Borboni, Carlo X, e alla Restaurazione (nel tempo... parlerò ampiamente di questo periodo storico).
Essa è considerata dalla critica come la prima composizione politica nella storia della pittura moderna.
Fu eseguita nello stesso anno in cui avvennero i fatti cui fa riferimento e fu acquistata dal Museo Royal nel 1831: Luigi Filippo non ebbe tuttavia il coraggio di esporla e la collocò provvisoriamente al Lussemburgo.
L’opera non può non essere considerata un vero e proprio quadro storico, in quanto la scena non riporta un fatto preciso, realmente avvenuto, ma si può ritenere semmai un dipinto realistico per la rappresentazione dei personaggi veristicamente ritratti con quelle caratteristiche proprie del ceto sociale di appartenenza. Su queste figure, tese nello sforzo rivoluzionario, spicca quella della Libertà, che è però resa in modo più allegorico che reale.
Da notare che Delacroix ha raffigurato se stesso nella veste del giovane studente con il fucile in mano. Proprio nella perdita della solennità classica sta la differenza più evidente tra i personaggi che compaiono nell’opera di Delacroix e quelli che animano LA ZATTERA DELLA MEDUSA (1818-1819) di Géricault, con cui la critica ha sempre visto alcune assonanze. E se ci sono analogie nella posizione assunta dai protagonisti e nella resa in crescendo del movimento, nell’opera di Delacroix questo movimento si trova invertito, culminante nello slancio della Libertà che si protende in avanti verso lo spettatore; i dati realistici, presenti in entrambe le opere, sono esaltati dalla caratterizzazione della condizione sociale dei soggetti.
Per quanto riguarda il colore, si possono cogliere riferimenti a Rubens: esso infatti si presenta fluido, con ampie possibilità di timbro e di tono, e avvolge le figure in un’atmosfera carica di emotività.
L’artista sembra così partecipare, almeno sperimentalmente, ai moti del 1830, testimoniando il suo impegno personale e la sua adesione al dramma della rivoluzione.
LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO, personificazione di tutte le rivoluzioni, ha goduto di grande fortuna in tutto il mondo ed è stata più volte riprodotta con varie tecniche, soprattutto dopo il 1848, quando fu utilizzata per il frontespizio del giornale "Le Salut Public", e successivamente per "La République".
In tempi a noi più vicini, fu impiegata dal generale Charles de Grulle per invitare i Francesi a partecipare al referendum del 21 ottobre 1945.
Renato Guttuso, nel 1957, si ispirò ad essa per il suo disegno LA LIBERTA’ GUIDA IL POPOLO ALGERINO.



LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO

Immagine completa in cui vediamo Delacroix, a sottolineare la propria adesione alla rivolta, che si ritrae in primo piano, nella figura del giovane insorto con fucile e cappello a cilindro.
Al centro della composizione sventola il tricolore francese sorretto da una giovane donna che avanza decisa: è l'allegoria della Libertà, che si pone alla guida del popolo in rivolta contro la tirannia del potere. Si vedono combattere insieme giovani studenti, povera gente e borghesi benestanti.
Il pittore firmò la propria opera a destra, su uno dei pali usati per la barricata, in colore rosso vivo, a ricordo del sangue versato dagli insorti per conquistare la libertà.


VEDI ANCHE . . .

Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (5) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (3) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Ceruti (1) Cervantes (3) Cézanne (19) CGIL (1) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (28) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (3) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (17) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (11) Disegni Personali (2) Disney (1) Divisionismo (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (8) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (10) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (56) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (2) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (4) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giuseppe Pellizza da Volpedo (1) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (5) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Horus (1) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (88) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (5) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (58) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Longoni (1) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (10) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (18) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Materialismo (1) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (15) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nobel (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (25) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (26) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pastello (1) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (1) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (9) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (1) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Pitocchetto (1) Pittura (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicanalisi (2) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (21) RAPHAËL MAFAI (1) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (21) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) S. Francesco (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salgari (1) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sandokan (1) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Schopenhauer (2) Sciamanesimo (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Scultura (1) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (2) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (124) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (48) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Taoismo (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (6) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (16) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (3) Von Humboldt (1) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Windsor (6) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)