LA MAGA CIRCE (1523 circa)
Dosso Dossi (1490 circa - 1542)
Galleria Borghese di Roma
Olio su tela cm. 176 x 174
Dosso Dossi (1490 circa - 1542)
Galleria Borghese di Roma
Olio su tela cm. 176 x 174
In un paesaggio agreste, in primo piano, è seduta una donna avvolta in un vaporoso abito, confezionato con tessuto damascato.
Il suo volto è incorniciato dal turbante.
Alle sue spalle è una città e nelle immediate vicinanze sono tre uomini, forse intenti a conversare.
A tutt'oggi il soggetto non è stato identificato: potrebbe trattarsi di Circe, la maga incontrata da Ulisse durante il suo viaggio di ritorno da Troia, oppure della sacerdotessa Melissa, protagonista di un poema dell'Ariosto, che tramutava le sue vittime in piante ed animali.
Qualunque sia il soggetto, l'atmosfera pittorica riflette la cultura ferrarese del tempo, particolarmente suggestionata dagli studi alchemici sostenuti dalla stessa casa d'Este.
Rispetto alle opere di Dosso Dossi del periodo precedente, la composizione è di più ampio respiro..., la figura femminile è costruita seguendo le novità romane di Michelangelo e di Raffaello..., il paesaggio è dominato da una luce diffusa, che trova corrispondenza nella pittura di Giorgione..., e, infine, la posa della donna è molto vicina a quella della figura abbigliata nell'AMOR SACRO E AMOR PROFANO di Tiziano.
E' probabile che il dipinto provenga dal castello di Ferrara, e che il cardinale Scipione Borghese l'abbia acquistato, tramite il marchese Ezio Bentivoglio, dal duca Cesare d'Este.
Dalle fonti si sa che il duca si oppose alla vendita di parte della collezione, già in passato saccheggiata dal cardinale Aldobrandini, ma che alla fine dovette cedere alle pretese del cardinale.
Purtroppo non ho trovato molte notizie sulla vita di Dosso Dossi, non conosco né il luogo né la data di nascita.
E' probabile che egli nacque nei pressi di Mantova, dove dovette formarsi, così come ci informa un documento, datato 1512, relativo al pagamento di un suo quadro.
Egli si trasferì a Ferrara nel 1514, chiamato da Alfonso d'Este come pittore di corte.
In questa veste l'artista partecipò, con la FESTA DI CIBELE (National Gallery di Londra) alla decorazione del "Camerino d'alabastro" del duca, che già ospitava tele di Tiziano e Giovanni Bellini.
Dosso Dossi, in collaborazione col fratello Battista, lavorò quasi sempre al servizio di Alfonso d'Este, ad eccezione della decorazione della Sala delle Cariatidi nella Villa Imperiale a Pesaro, e di quella del Castello del Buonconsiglio a Trento.
Dosso si aggiornò sulle novità artistiche visitando le maggiori corti rinascimentali: Venezia, dove subì l'influenza di Giorgione e di Bellini, Mantova e Firenze.
Un suo viaggio a Roma, compiuto insieme al fratello, dovrebbe cadere intorno al 1520..., qui l'artista ebbe modo di ammirare i lavori di Raffaello e di Michelangelo.
Totalmente oscuro è l'ultimo periodo della sua vita..., sappiamo che morì intorno al 1542.