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mercoledì 14 settembre 2016

BESTIAME CHE ATTRAVERSA UN PONTE (Cattle crossing a bridge) - Thomas Gainsborough

BESTIAME CHE ATTRAVERSA UN PONTE (1781) 
Thomas Gainsborough
Oxfordshire, collezione  Michaelis
Olio su tela cm 122,5 x 163,5 


Esposto alla mostra romana del 1966 nel cui catalogo G. Carandente ricorda che questa opera "è citata tradizionalmente come un quadro che l'artista scambiò con il signor Bowles di North Aston per un violino".
Riferendosi a questo dipinto, il Waterhouse osserva che "di tutte le composizioni paesaggistiche di Gainsborough, questa è forse la più rococò, la più decorativa; ed è anche l'unica di una certa importanza che abbia una forma ovale, benché la tela sia rettangolare, e non sia stata dipinta in vista di una particolare collocazione, poiché sembra che l'artista la barattasse poi con un violino". 
Il contenuto dell'opera, con amanti rustici, è lo stesso dei suoi primi quadri. Il ponticello diroccato (siamo certi che si tratti di un artificio?) è un elemento nuovo che appare in parecchi quadri di questo periodo e fu forse una concessione al gusto del momento. Le curve lievemente ondulate, di indiretta derivazione rubensiana, e la loro composizione in ovale fanno pensare ad una possibile influenza di stampe francesi; ed infatti, più di qualsiasi altro dipinto di Gainsborough, questo si avvicina, per la sua atmosfera, a Fragonard
Ciononostante, esso segna piuttosto la fine del suo primo stile maturo, portandolo all'estremo, con la delicata luce crepuscolare che pervade il dipinto di una calda, romantica luminescenza. Dovette sembrare addirittura troppo luminoso ed etereo per armonizzarsi con il classicismo eclettico dell'allora prevalente stile di Adams e si comprende perché Gainsborough abbia cercato nuove mete.


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domenica 14 agosto 2016

RITRATTO DI HENEAGE LLOYD CON LA SORELLA (Portrait of Heneage Lloyd and his Sister Lucy) - Thomas Gainsborough

HENEAGE LLOYD CON LA SORELLA (1750 circa)
Thomas Gainsborough
Olio su tela, cm 63,5 x 80
Cambridge, Fitzwilliam Museum

Nei ritratti del periodo di Ipswich (1750-1 759) - dei quali quello dei coniugi Andrews è tra i maggiormente rappresentativi - v'è già il tema centrale della poetica di Thomas Gainsborough: cioè il rapporto tra personaggio e natura. Ma è anche molto importante una serie di ritratti di piccolo formato eseguiti soprattutto per amici e parenti che presentano una profonda originalità di atteggiamento e di fattura: il ritratto del pittore Kirby con sua moglie, il ritratto di John Gainsborough e alcuni autoritratti, tutti dominati da una solida aderenza al vero e privi di sollecitazioni immaginative o vezzi di abbellimento. 
Visitando per la prima volta lo studio del pittore nel 1753, il Thicknesse osserva che questi ritratti sono "disegnati con verità e perfettamente somiglianti, ma sono dipinti con una certa rigidezza". 
Dal Rococò, dal quale assorbì l'eleganza del tratto e il raffinato lirismo soprattutto atttaverso il Hubert-François Gravelot, pseudonimo di Hubert-François Bourguignon (Parigi, 26 marzo 1699 – Parigi, 20 aprile 1773), che era uso aggraziare l'atteggiamento dei personaggi in pose leggiadramente enfatiche, tratte da manichini in studio, deriva a Gainsborough I'uso di ricorrere all'artificio: egli ricostuiva in studio paesaggi fittizi con l'ausilio di rami, fronde, pietre e specchi. 
Sir Joshua Reynolds, nel suo XIV discorso (1788), testimonia che Gainsborough "portava dai campi nel suo studio tonchi d'albero, erbacce e animali vari e li disegnava non a memoria ma direttamente dal vero. Egli arrivò persino a comporre una sorta di modello per paesaggi servendosi di frammenti di roccia, erbe secche e pezzi di specchio, che egli ingrandiva e trasformava in rocce, alberi e stagni".
È pure dal Gravelot che apprese a conferire ai ritratti quel tipico aspetto di ingenuo e delicato stupore, evidente nel ritratto dei coniugi Kirby, in quello dei signori Browne con il bambino, in guello di Heneage Lloyd con la sorella, nonché nelle figure singole di Philip Thicknesse, di John Plampin e di molti altri. 
A questo proposito, è assai interessante una testimonianza di William Jackson: " [Gainsborough] si era fatto un piccolo manichino per le figure umane. Tutte le figure femminili presenti nelle vedute del parco le disegnava riprendendole da una bambola di sua creazione. Si fabbricava i suoi cavalli e i suoi buoi. I pezzi di carbone appoggiati sul tavolo in funzione di rocce egli li portava da lontano... I rami degli alberi che egli raccoglieva avrebbero potuto costituire un considerevole bosco e molte volte fu condotto nel suo studio un asino". 
A proposito di tali particolari, anzi, vale la pena di annotare come studiosi anche recenti abbiano preso spunto da questo dato per bollare, con un giudizio radicalmente negativo, tutta la scuola inglese del settecento. Vassily Photiades, per esempio, cui sfugge evidentemente l'importanza di quel nuovo tipo di pittura di genere chiamato dagli inglesi conversation piece, in un saggio sulla pittura del XVIII secolo uscito in Italia nel 1963, a proposito dei maestri inglesi scrive che "l'insipidezza, la leziosità, lo stile quasi sempre convenzionale, i mille artifici utilizzati da coloro che potremmo chiamare *pittori cortigiani*, trovano in questo paese, dove regna il più dolciastro sentimentalismo, un terreno di una fecondità disastrosa"). 
La preminenza del colore a danno della forma produrrebbe, sempre secondo il citato autore, "opere... alle quali manca innanzi tutto... I'ossatura", sicché "i personaggi raffigurati, i loro abiti, le braccia, le stoffe risultano a volte di una rigidità di cartone, a volte di una allarmante inconsistenza. Questa manica, per esempio, sembra vuota del braccio che ricopre, mentre quella gamba ha l'aspetto di una pesante armatura". 
Ho voluto riportare per esteso questi brani non certo perché essi possano rivestire una qualunque importanza critica che non sia negativa, ma per mostrare a quali gravissime insufficienze interpretative vada incontro un esercizio critico che pretenda di ancorare il valore del giudizio esclusivamente all'aderenza del dipinto al modello reale; e, inoltre, anche per confutare il giudizio di quanti, proprio da questi artifici, hanno tratto argomento per sostenere l'esistenza di un diaframma di artificialità tra la natura e la visione che di essa ebbe Gainsborough: che, se questa visione certamente non fu quella rapinosa e diretta di William Turner o di John Constable, fu comunque profondamente innovante sia rispetto ai modi della tradizione topografica sia rispetto alle vedute di fantasia, introducendo, tra l'altro, la poetica stagionale e d'atmosfera. 
Sempre a questo periodo risalgono i primi paesaggi con scene campestri di taglio ornamentale che, sulla tematica delle "pastorali" francesi di Boucher, innestano i modi olandesi e fiamminghi con risultati di grande rilievo ed autonomia espressiva. Si vedano, ad esempio, Alberi abbattuti..., Paesaggio con il villaggio di Cornard..., Paesaggio con un boscaiolo che corteggia una lattaia.


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martedì 26 luglio 2016

PAESAGGI SU VETRO (Landscapes on glass) - Thomas Gainsborough

Paesaggio boscoso in chiaro di luna 

PAESAGGI SU VETRO (1783 circa) 
Thomas Gainsborough
Olio su lastre di vetro cm  28 x 33,5
Londra, Victoria and Albert Museum

Questa serie particolare di paesaggi, eseguiti intorno al 1783, costituisce (insieme ai disegni della famosa lanterna magica, pure del 1783) la concretizzazione tecnica e sperimentale dei
principi che de Loutherbourgh aveva applicato nel 1781 alle scene mobili del suo Eidophusikon
Gainsborough, infatti, concepì questa serie di pitture di paesaggio per essere illuminata a tergo mediante l'utilizzazione di effetti artificiali. Tuttavia, indipendentemente dall'artificio, queste prove esibiscono valori d'atmosfera netti e limpidi, di una luminosità corposa che anticipa John Constable
Va tenuto presente, inoltre, che in questo stesso periodo Gainsborough passava da un gruppo di marine (1781) ad un genere influenzato dalla maniera storica, sublime ed eroica (Salvator Rosa e Nicolas Poussin) e ad una paesaggistica tipicamente inglese, pur con ascendenze olandesi (nell'estate del 1783 si era recato a visitare i laghi di Cumberland).
Questa maniera si maturerà più tardi con Constable il quale, peraltro, non mancò di riconoscere, nelle sue conferenze sulla storia del paesaggio (Londra, 1836), il decisivo contributo di Gainsborough. 
Anche nel paesaggio, soprattutto in questa accezione spontanea del periodo londinese, profondamente innovante rispetto alle elaborazioni ornamentali di lpswich, il contributo di Gainsborough al Pittoresco è assai notevole.













martedì 1 luglio 2014

GEORGIANA DUCHESSA DI DEVONSHIRE - Thomas Gainsborough

Georgiana duchessa di Devonshire (1783)
Thomas Gainsbourough
Washington, National Gallery (Collezione Mellon)
Olio su tela cm 234,5 x 145,5
Georgiana Cavendish, duchessa del Devonshire (Althorp, 7 giugno 1757 – Londra, 30 marzo 1806), nata Lady Georgiana Spencer, fu la prima moglie di William Cavendish, V duca del Devonshire e madre di William George Spencer Cavendish, VI duca del Devonshire.
Suo fratello fu George Spencer, II conte Spencer, politico whig. La sua discendente più nota, anche se indiretta, è indubbiamente Lady Diana Spencer.
La duchessa Georgiana di Devonshire era una delle dame più in vista dell'aristocrazia inglese; anche Sir Joshua Reynolds la ritrasse nel dipinto oggi alla Villa Chatsworth nel Derbyshire. 


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giovedì 26 giugno 2014

MASTER NICHOLLS - Il ragazzo in rosa (The boy in pink) - Thomas Gainsborough

Master Nicholls, Il ragazzo in rosa  (1782 circa)
Thomas Gainsborough
Buckingham Shire, Waddesdon Manor
Olio su tela cm 180 x 125


Questo Ragazzo in rosa fu esposto alla Royal Academy nel 1782. È evidente il richiamo alla pittura di Van Dick, nell'abbigliamento e nella posa, come nella pennellata luminosa che crea quell'effetto di raffinata eleganza tipico dei ritratti a soggetto inglese di Van Dyck.
Gainsborough dipinse Master Nicholls in costume. Sta portando il tipico costume indossato nei ritratti di Anthony Van Dyck degli anni 1630 e 1640. Anche se tale costume era di moda tra gli adulti per le mascherate (una sorta di fantasia) durante il Diciottesimo secolo, in questo caso suggerisce anche la finzione dell'infanzia. Il bambino si presenta come un adulto di un'altra epoca. Immagini raffinate e idealizzate di Van Dyck hanno avuto un'enorme influenza sui ritratti dell'aristocrazia inglese. 
Questo ritratto rivela l'ammirazione di Gainsborough per Van Dyck nella rappresentazione virtuosa delle sgargianti piume e del raso, le membra elegantemente affusolate, il pallore e l'espressione un po' malinconica del viso.


giovedì 19 giugno 2014

LA SIGNORA SHERIDAN (Mrs. Sheridan) - Thomas Gainsborough

LA SIGNORA SHERIDAN (1783)
Thomas Gainsborough

Washington, National Gallery (collezione Mellon)
Olio su tela cm  216 x 149,5

Questo ritratto e quello della duchessa di Devonshire, entrambi databili intorno al 1781, rappresentano due punte eccezionali di quella 'pittura di volti' che occupò gli ultimi anni della vita dei Thomas Gainsborough.
Nella cospicua serie di ritratti degli anni '80,  riuscì ad affrancare la propria capacità creativa dalle limitazioni imposte dalla fedeltà fisionomica al soggetto e strumentò la ritrattistica come eccellente veicolo per la sua fervida ed innovante fantasia. Proprio con riferimento a questa tardiva scoperta, sembra che in punto di morte Gainsborough abbia amaramente commentato di dover lasciare la vita proprio quando stava 'cominciando' a fare qualcosa di buono con la pittura. 
Al diminuito interesse per i dati della rassomiglianza e alla conseguente elaborazione di una tipologia abbastanza generica fa riscontro un inedito 'interesse' per la storia, di tipo reynoldsiano, con citazioni prelevate dal contesto dell'antica tradizione europea dei Van Dyck e dei Watteau, rivissute in chiave drammatica e qualificatamente preromantica. 
Si aggiunga che l'innovazione di Gainsborough si estende anche al problema delIa tecnica che in lui si manifesta con modalità assai più immediate, libere ed efficaci di quanto sia possibile reperire in Reynolds. 
È certamente su questo terreno che si originano le celebri fancy pictures.


Georgiana duchessa di Devonshire (1783)
Thomas Gainsbourough
Washington, National Gallery (Collezione Mellon)
Olio su tela cm 234,5 x 145,5


sabato 14 giugno 2014

RITRATTO DELLA SIGNORA GRAHAM (Portrait of Mrs. Graham) Thomas Gainsborough

LA SIGNORA GRAHAM (1775-77) 
Thomas Gainsborough
 Edimburgo, National Gallery of Scotland
Olio su tela cm 235 x 153

È un'opera celeberrima, iniziata nel 1775 e ultimata nel 1777 anno in cui fu esposta alla Royal Academy. Più o meno nello stesso periodo, Gainsborough eseguì un ritratto a mezzo busto della signora Graham che oggi è conservato alla National Gallery di Washington. 
Dopo il 1774 Gainsborough subì l'influenza di de Loutherbourg, un pittore di secondaria importanza, il quale tuttavia lo affascinò con i suo i esperimenti sulla luce e sulle pitture di scenari. Sembra che il de Loutherbourg avesse utilizzato per la prima volta una pittura di velature e di trasparenze in occasione di una sua celebre mostra denominata I'Eidophusikon nel 1773. Nei quadri presenti in quella esposizione egli aveva messo a profitto i suggerimenti tecnici che gli derivavano dal suo lavoro di scenografo per il grande attore Garrick al Drury Lane, creando così effetti magici e sospesi. 
Lo spunto fu sicuramente ripreso da Gainsborough nel 1775 quando dipinse alcune figure a grandezza naturale "tutte trasparenti e illuminate da dietro", come egli stesso si espresse, per la nuova sala dei concerti di Bach e Abel, e indubbiamente si ritrova, impreziosito nell'algida raffinatezza di una maestria irraggiungibile, nel sorprendente ritratto della signora Graham.
Alla ricostruzione di questo momento dà un contributo chiarente William Jackson nel suo Character of Sir Reynolds:

"Una volta Gainsborough lavorava con ombre rosse; e siccome si vantava di rifarsi sempre alla natura o, dove di natura non si trattava, a qualcosa che la sostituisse, adoperò una lampada con vetri colorati di rosso che, illuminando le ombre dei suoi personaggi, dava loro quella splendida imponenza di Rubens".

È a partire dal 1777 che Gainsborough incomincia a ricevere commissioni dalla casa reale che, in quel momento, non condivideva le idee di Reynolds. 
A proposito di questo periodo così scrive il Waterhouse: 

"In tutti questi dipinti troviamo un marcato romanticismo, una deliberata ricerca dello charme che nel ritratto della signora Graham, una volta superato il primo moto di stupore per la sua favolosa abilità, sembra cadere nell'eccesso; il loro stile è di una straordinaria eleganza formale che quasi rende secondaria la ricerca della rassomiglianza. Sino alla fine della sua vita, nelle relativamente rare occasioni in cui i suoi modelli mostravano una spiccata individualità, le concessioni fatte da Gainsborough alla somiglianza restarono invariate: tuttavia, i suoi ritratti assumono sempre più l'aspetto di saggi sugli stati d'animo poetici, che spesso tendono pericolosamente all'eccentrico. Le ultime importanti figure intere, i cui personaggi appaiono ancora solidamente attaccati alla teta ed in cui le opposte tendenze verso la personalità e il modello ideale sono perfettamente controllate, sono quelle di Giorgio III e della Regina Carlotta, esposti alla Royal Academy nel 1781 e dei quali I'ultimo deve considerarsi come uno dei più splendidi ritratti reali".


lunedì 2 giugno 2014

LA SIGNORA SARAH SIDDONS - Thomas Gainsborough


LA SIGNORA SARAH SIDDONS (1783-85) 
Thomas Gainsborough
Londra, National Gallery
Olio su tela cm 125 x 100

Sarah Siddons (Brecon, 5 luglio 1755 – Londra, 8 giugno 1831) è stata un'attrice teatrale britannica del XVIII secolo. Il suo vero nome era Sarah Kemble.
Questo ritratto della signora Sarah Siddons è uno dei massimi capolavori di questo periodo. 

La grande attrice tragica che interpretò le passioni con tanto vigore e sentimento, e che ne provò essa stessa con tanto trasporto, è meglio ritratta in questa semplice mezza figura, nei suoi abiti normali, che non in ritratti allegorici, come la Musa tragica (mi riferisco al noto quadro di Reynolds), o in parti di teatro. Questo ritratto è così originale, così personale per la poetica realizzazione del personaggio, per la voluta scelta della posa, per il colore ardito e per la libertà della tecnica che non somiglia a nessun quadro di alcun altro pittore.


Musa tragica (1783) - Joshua Reynolds

Inutile cercare paralleli, perché non ve ne sono. 
Un po' Veronese: ma no, è una creazione assolutamente personale. 
Questo Thomas Gainsborough è genio.


giovedì 29 maggio 2014

I RACCOGLITORI DI LEGNA (The Wood Gatherers - Cottage Children) - Thomas Gainsborough

I RACCOGLITORI DI RAMI (1787) - Gainsborough 
New York, Metropolitan Museum
Olio su tela cm 146 x 118 

Verso la fine della sua vita, Gainsborough eseguì una serie di opere definite da Reynolds fanzy
pictures per sottolineare il carattere fantastico dei temi e degli ambienti il cui genere presenta affinità con Murillo, Watteau, Giorgione e Greuze. 
Alcuni autori spiegano la genesi di queste pitture come il frutto di un ripiegamento del pittore su se stesso: egli avrebbe ripreso i personaggi dei suoi primi quadri, li avrebbe ingranditi ed isolati fino a farne nuove scene di fantasia. 
Comunque, a parte questa interpretazione, è certo che il contenuto artistico di molte di queste opere anticipa il Romanticismo e predispone la possibilità di un giudizio sull'opera come veicolo di creazione di forme, colori e ritmi puri. 
D'altra parte, non fu assente dal repertorio di Gainsborough neppure il genere mitologico e storico, praticato anch'esso negli ultimi anni in un esiguo numero di quadri. 
Tra questi, il più noto è lo studio per Diana e Atteone, oggi nelle colIezioni reali a Buckingham Palace.
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