SEPPELLIMENTO DI SANTA PETRONILLA (1623)
Guercino (1591-1666)
Pittore italiano del ‘600
Museo Capitolino a Roma
Olio su tela cm 423 x 720
Guercino (1591-1666)
Pittore italiano del ‘600
Museo Capitolino a Roma
Olio su tela cm 423 x 720
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Pixel 1540 x 2600 - Mb 1,61
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Il dipinto raffigura il seppellimento di Santa Petronilla, martire del I secolo, figlia dell'apostolo Pietro, morta a causa del lungo digiuno durante il suo ritiro in preghiera.
L'episodio è narrato su due piani: in basso è il seppellimento e in alto la Santa è al cospetto di Cristo.
Guercino arrivò a Roma con una lettera di presentazione per il cardinale Ludovico Ludovisi, scritta dal suo protettore, Alessandro Ludovisi, arcivescovo di Bologna.
Il prelato romano gli commissionò la decorazione delpiccolo casino di campagna, e il buon esito del lavoro lo indusse a presentarlo allo zio, papa Gregorio XV, committente della pala di San Petronilla.
Questi due lavori furono determinanti per sancire il successo del Guercino a Roma ma, alla morte del pontefice, 1'8 luglio 1623, il pittore ritornerà nella sua città natale di Cento.
In questo lavoro il Guercino riuscì, con successo, a fondere i due orientamenti stilistici in voga in quegli anni a Roma: il classicismo carraccesco, assimilato negli anni del suo apprendistato presso Ludovico Carracci, che si avverte nel dolore composto ed equilibrato dei personaggi e il rinnovamento barocco che influenza l'inserimento dinamico delle figure nello spazio.
La possanza dell'uomo in primo piano, intento a seppellire la Santa, trova dei validi precedenti solo nella pittura di Caravaggio, senz'altro ammirata dal Guercino a Roma.
Purtroppo gli straordinari effetti luministici, che segnano l'attività romana del Guercino, sono offuscati da una pesante riverniciatura.
La grande tela, firmata nel gradino in basso a destra, è stata commissionata al Guercino da papa Gregorio XV nel 1621 per l'altare dedicato a Santa Petronilla in Vaticano.
Nel 1730 venne trasferita in Quirinale e sostituita con una copia in mosaico di Pietro Paolo Cristofori.
Nel 1795 Napoleone la trasferì al Louvre.
Restituita solo nel 1815, a causa delle sue grandi dimensioni, fu collocata nei Musei Capitolini.
A1 Windsor Castle è conservato un disegno preparatorio…, inoltre esistono due incisioni: una di Nicolas Dorigny del 1700, un'altra di Johann Jacob Frey del 1731.
L'inizio della decorazione barocca a Roma
Con gli affreschi del Casino Ludovisi, Guercino aveva inaugurato un nuovo modo di concepire la decorazione dei soffitti.
La nuova concezione dello spazio che si trova nella “Aurora” supera la tradizione classicista della pittura, che partiva da Raffaello e arrivava ad Annibale Carracci e a Guido Reni.
Lo sfondamento illusionistico della volta richiama gli esempi dipinti un secolo prima dal Correggio a Parma, che il Guercino nativo di Cento presso Ferrara, conosceva sicuramente bene.
Questi effetti di apertura verso il cielo furono ripresi anche da un altro pittore emiliano, Giovanni Lanfranco, attivo a Roma all'inizio del Seicento. Celebri sono i suoi affreschi nella cupola di Sant'Andrea della Valle a Roma, con la “Assunzione della Vergine”, datati 1625-1627.
L'apporto determinante per lo sviluppo della pittura barocca a Roma fu la presenza di Pieter Paul Rubens, che soggiornò nella città pontificia nel primo decennio del secolo.