William HOGARTH (1697-1764)
Pittore inglese del XVIII secolo
TATE GALLERY di LONDRA
Olio su tela cm. 90 x 70
Nonostante preferisse dedicarsi alla rappresentazione della pittura didascalica in grado di lanciare chiari messaggi morali, a Londra Hogarth era molto popolare quale ritrattista di singolari personaggi.
Si suppone che l'artista dal 1743 al 1745, anni durante i quali risale l'esecuzione di quest'opera, si sia occupato attivamente a questo genere pittorico solo perché era molto redditizio.
L'artista, del quale colpiscono i grandi occhi azzurri, si ritrae a mezzo busto, entro una cornice ovale, in parte coperta da una pesante tenda verde, posta sopra tre volumi, opere di Swift, Shakespeare e Milton, che alludono alle sue preferenze letterarie.
Per nascondere la calvizie si ritrae con un berretto di pelo alla "montenero".
La cicatrice che deturpa la sua fronte risale al tempo dell'esecuzione del quadro visto che negli autoritratti precedenti non è ancora presente.
In sua compagnia è Trump, immobile in primo piano, un carlino che l'artista ritrasse anche in altri dipinti quali "La famiglia Strode (un breakfast) ante 1783" (Londra, Tate Gallery).
Il cane aveva sostituito Pugg, morto nel 1730, a cui Hogarth era particolarmente affezionato.
Abbandonata sul piano è la tavolozza, indispensabile strumento del mestiere del pittore, dove per la prima volta l'artista traccia la «linea serpentina», una forma inedita che darà vita a una nuova teoria artistica e da lui presentata in due suoi saggi: "La linea del bello e della grazia" e "Analisi del bello", quest'ultimo pubblicato nel 1753.
Questo segno fu determinante nell'attività dell'artista che l'adottò come insegna personale tanto da utilizzarla anche come ornamento della sua carrozza.
Esistono altri autoritratti di Hogarth, il primo dei quali risale al 1735 ed è conservato nella Collezione Paul Mellon a Oak Spring, negli Stati Uniti.
L'OPERA
Il dipinto conservato alla Tate Gallery di Londra è datato 1745.
In ordine cronologico, oltre ad un primo autoritratto del 1735, conservato nella Collezione Paul Mellon, ne esiste un terzo che si trova alla Portrait Gallery di Londra: lo "Autoritratto con cavalletto" che risale al 1758.
Alla Tate Gallery troviamo altri dipinti di Hogarth come: "L'opera da due soldi", del 1731 e "Roast Beef della vecchia Inghilterra: la porta di Calais" del 1748.
LA SUBLIME SOCIETÀ DELLA BISTECCA
Nel 1735, Hogarth insieme a ventitré suoi amici fondò il club che venne chiamato ironicamente «Sublime Società della Bistecca».
L'idea sembra essere nata dal fatto che il pittore George Lambert, che stava preparando delle scene per l'impresario teatrale John Rich, era così impegnato da non avere il tempo di andare a mangiare e si accontentava di una bistecca cotta sul fuoco nello studio.
Gli amici che a volte andavano a trovarlo, decisero di riunirsi regolarmente una volta la settimana: il sabato da ottobre a giugno nello studio di Lambert e in seguito in un locale del teatro.
Hogarth amava la buona tavola, le battute e il divertimento che d'altronde non era mai fine a se stesso...
Il club della «Sublime Società» era un'occasione per ravvivare la polemica sull'arte e sull'aristocrazia conservatrice.
Nelle loro riunioni i soci portavano un distintivo con una piccola graticola d'argento circondata dal motto «Manzo e Libertà».
All'interno di questo club esistevano una serie di regole e cerimonie simili a quelle massoniche.Si suppone che l'artista dal 1743 al 1745, anni durante i quali risale l'esecuzione di quest'opera, si sia occupato attivamente a questo genere pittorico solo perché era molto redditizio.
L'artista, del quale colpiscono i grandi occhi azzurri, si ritrae a mezzo busto, entro una cornice ovale, in parte coperta da una pesante tenda verde, posta sopra tre volumi, opere di Swift, Shakespeare e Milton, che alludono alle sue preferenze letterarie.
Per nascondere la calvizie si ritrae con un berretto di pelo alla "montenero".
La cicatrice che deturpa la sua fronte risale al tempo dell'esecuzione del quadro visto che negli autoritratti precedenti non è ancora presente.
In sua compagnia è Trump, immobile in primo piano, un carlino che l'artista ritrasse anche in altri dipinti quali "La famiglia Strode (un breakfast) ante 1783" (Londra, Tate Gallery).
Il cane aveva sostituito Pugg, morto nel 1730, a cui Hogarth era particolarmente affezionato.
Abbandonata sul piano è la tavolozza, indispensabile strumento del mestiere del pittore, dove per la prima volta l'artista traccia la «linea serpentina», una forma inedita che darà vita a una nuova teoria artistica e da lui presentata in due suoi saggi: "La linea del bello e della grazia" e "Analisi del bello", quest'ultimo pubblicato nel 1753.
Questo segno fu determinante nell'attività dell'artista che l'adottò come insegna personale tanto da utilizzarla anche come ornamento della sua carrozza.
Esistono altri autoritratti di Hogarth, il primo dei quali risale al 1735 ed è conservato nella Collezione Paul Mellon a Oak Spring, negli Stati Uniti.
L'OPERA
Il dipinto conservato alla Tate Gallery di Londra è datato 1745.
In ordine cronologico, oltre ad un primo autoritratto del 1735, conservato nella Collezione Paul Mellon, ne esiste un terzo che si trova alla Portrait Gallery di Londra: lo "Autoritratto con cavalletto" che risale al 1758.
Alla Tate Gallery troviamo altri dipinti di Hogarth come: "L'opera da due soldi", del 1731 e "Roast Beef della vecchia Inghilterra: la porta di Calais" del 1748.
LA SUBLIME SOCIETÀ DELLA BISTECCA
Nel 1735, Hogarth insieme a ventitré suoi amici fondò il club che venne chiamato ironicamente «Sublime Società della Bistecca».
L'idea sembra essere nata dal fatto che il pittore George Lambert, che stava preparando delle scene per l'impresario teatrale John Rich, era così impegnato da non avere il tempo di andare a mangiare e si accontentava di una bistecca cotta sul fuoco nello studio.
Gli amici che a volte andavano a trovarlo, decisero di riunirsi regolarmente una volta la settimana: il sabato da ottobre a giugno nello studio di Lambert e in seguito in un locale del teatro.
Hogarth amava la buona tavola, le battute e il divertimento che d'altronde non era mai fine a se stesso...
Il club della «Sublime Società» era un'occasione per ravvivare la polemica sull'arte e sull'aristocrazia conservatrice.
Nelle loro riunioni i soci portavano un distintivo con una piccola graticola d'argento circondata dal motto «Manzo e Libertà».
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William HOGARTH (1697 - 1764) - Vita e opere
LA CARRIERA DEL LIBERTINO: LA TAVERNA (1733 - 1735) - William Hogarth
CONTRATTO DI MATRIMONIO (1744) - William Hogarth
