Visualizzazione post con etichetta Locke. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Locke. Mostra tutti i post

martedì 24 giugno 2014

IL LIBERALISMO DI LOCKE (The liberalism of Locke)

John Locke  

Libertà e proprietà in Locke

Il liberalismo. Si può far risalire la concezione liberale a John Locke (1632-,1704). II pensiero politico di questo esponente dell'empirismo filosofico si muove attorno alle vicende della rivoluzione borghese nell'Inghilterra del XVII secolo, e particolarmente intorno alla soluzione moderata su cui essa si assesta nel 1688. La sua concezione giustifica e fonda la monarchia costituzionale.
Locke assume l'ipotesi di uno stato di natura in cui l'uomo è libero. Fonda la libertà nella natura stessa e ne fa perciò un principio insopprimibile. Al tempo stesso, nello stato di natura la libertà di ciascuno è costantemente minacciata dalla libertà altrui. Nasce di qui la necessità di un patto, o contratto, con cui gli uomini si uniscono in società ed alienano il proprio potere ad un potere politico generale, lo Stato.

"Se l'uomo nello stato di natura è così libero come s'è detto, s'egli è signore assoluto della propria persona e dei propri possessi, eguale al maggiore e soggetto a nessuno, perchè vuol disfarsi della propria libertà?
Perchè vuol rinunciare a questo impero e assoggettarsi al dominio e al controllo di un altro potere? Al che è ovvio rispondere che sebbene allo stato di natura egli abbia tale diritto, tuttavia il godimento di esso è molto incerto e continuamente esposto alla violazione da parte di altri, perchè, essendo tutti re al pari di lui, ed ognuno eguale a lui, e non essendo, i più, stretti
osservatori dell'equità e della giustizia, il godimento della proprietà ch'egli ha è in questa condizione molto incerto e malsicuro. Il che lo rende desideroso di abbandonare una condizione, che, per quanto libera, è piena di timori e di continui pericoli, e non è senza ragione ch'egli cerca e desidera unirsi in società con altri che sono già riuniti, o hanno intenzione di riunirsi, per la mutua conservazione delle loro vite, libertà e averi, cose ch'io denomino, con termine generale, proprietà.
Perciò il fine maggiore e principale del fatto che gli uomini si uniscono in società politiche e si sottopongono a un governo è la conservazione della loro proprietà, al qual fine nello stato di natura mancano molte cose.
In primo luogo manca una legge stabilita, fissa, conosciuta, la quale per comune consenso sia stata ammessa e riconosciuta come regola del diritto e del torto, e misura comune per decidere tutte le controversie; perchè, sebbene la legge di natura sia evidente e intellegibile ad ogni creatura ragionevole, tuttavia gli uomini, in quanto sono influenzati dai loro interessi e la ignorano per mancanza di studio, tendono a non riconoscerla come una legge che li obblighi ad applicarla ai loro casi particolari.
In secondo luogo, nello stato di natura manca un giudice conosciuto ed imparziale, con autorità di decidere tutte le divergenze in base alla legge stabilita; perchè, ciascuno essendo, in quello stato, tanto giudice quanto esecutore della legge di natura, ed essendo gli uomini parziali nei propri riguardi, la passione e la vendetta tendono a portarli troppo lontano e a renderli troppo ardenti nei propri casi, mentre la negligenza e la noncuranza tendono a farli troppo trascurati in quelli degli altri.
In terzo luogo, nello stato di natura spesso manca un potere che appoggi e sostenga la sentenza allorchè sia giusta, e le dia la dovuta esecuzione. Quelli che hanno commesso un'ingiustizia raramente mancano, quando ne sono capaci, di sostenere con la forza la loro ingiustizia: tale resistenza spesso rende pericolosa e sovente mortale la punizione per coloro che la tentano.
E' così che gli uomini, dal momento che, nonostante tutti i privilegi dello stato di natura, si trovano in fondo in una cattiva condizione finchè vi permangono, sono tosto spinti a entrare in società, perciò accade ch'è raro vedere un gruppo di uomini vivere per qualche tempo insieme in questo stato. Gli inconvenienti a cui vi sono esposti per I'esercizio irregolare e incerto del potere che ognuno ha di punire le trasgressioni degli altri, fanno sì che essi si rifugino sotto la protezione delle leggi stabilite di un governo, e in esse cerchino la conservazione della loro proprietà. E' questo che fa sì che essi così volentieri rinuncino ciascuno al proprio diritto di punire, perchè sia esercitato da quello soltanto che fra loro vi sarà designato, e secondo quelle norme che la comunità, o chi ne sarà autorizzato da essa, converrà. Nel che troviamo il diritto originario e I'origine del potere sia legislativo che esecutivo, come pure degli stessi governi e delle società medesime...
Ma, sebbene gli uomini, quando entrano in società rimettono l'eguaglianza, la libertà e il potere esecutivo, che essi hanno nello stato di natura, nelle mani della società, onde il legislativo ne disponga secondo che il bene della società lo richieda, tuttavia, poichè ciò non accade che per I'intenzione che ciascuno ha d'una migliore conservazione di sè, della propria libertà e proprietà - perchè non si può supporre che una creatura ragionevole cambi la sua condizione con l'intenzione di star peggio - il potere della società, o il legislativo da essi sostituito, non si può mai supporre che trascuri il bene comune, ma è obbligato a garantire la proprietà di ciascuno, cioè prendere misure contro tre difetti sopra menzionati, che rendono così incerto e scomodo lo stato di natura.
E così chiunque detenga il potere legislativo o supremo d'una società politica è tenuto a governare secondo leggi fisiche stabilite, promulgate e note al popolo, e non secondo decreti estemporanei, con giudici imparziali e integri, che decidano le controversie secondo quelle leggi, e a impiegare la forza della comunità, all'interno, esclusivamente per l'esecuzione di tali leggi, e, all'esterno, per prevenire o reprimere le offese straniere, e garantire la comunità da incursioni e invasioni, e a dirigere tutto ciò a nessun altro fine che la pace, la sicurezza e il pubblico bene del popolo". (*)


Nella lettura di queste pagine si sarà notato un elemento ricorrente: il principio della proprietà e della sua difesa. Il nesso che Locke stabilisce tra libertà e proprietà è costante:

"Se l'uomo nello stato di natura è così libero come s'è detto, s'egli è signore assoluto della propria persona e dei propri possessi...". (*)

L'uomo entra in società per garantirsi "il godimento della proprietà", cioè la sua libertà. Senza proprietà, insomma, non vi è libertà. Il nesso proprietà - persona umana (sua difesa ed affermazione) stabilito dal pensiero cristiano della scolastica viene qui recepito e dilatato nel nesso proprietà-persona-libertà.
Siamo ad una evidente espressione della concezione cristiano-borghese della proprietà e della libertà. La funzione dello Stato di tutore della proprietà è affermata con chiarezza:

"...il potere supremo non può togliere ad un uomo una parte della sua proprietà senza il suo consenso, perchè, dal momento che il fine del governo e la mira di tutti quelli ch'entrano in società è la conservazione della proprietà, ciò necessariamente presuppone ed esige che il popolo abbia una proprietà, senza di che si dovrebbe supporre che, coll'atto di entrare in società, si perda ciò che costituiva il fine per cui si è entrati in società: assurdità troppo grossolana perchè essa possa essere ammessa da alcuno.
Perciò, poichè gli uomini in società hanno una proprietà, essi hanno sui beni che, in base alla legge della comunità, sono loro appartenenza, tale diritto che nessuno ha il diritto di toglier loro la sostanza o parte di essa, senza il loro consenso; senza di che non hanno per nulla proprietà, perchè non posso veramente dire d'aver proprietà su ciò che un altro può con diritto togliermi quando vuole, contro il mio consenso. Per il che è un errore credere che il potere supremo o legislativo di una società politica possa fare ciò che vuole e disporre degli averi del suddito arbitrariamente, o toglierne una parte a suo piacimento. Questo pericolo non sussiste nei governi in cui il legislativo risiede, interamente o in parte, in assemblee che sono variabili, i cui membri, allo scioglimento dell'assemblea, sono soggetti alla legge comune del loro paese, allo stesso modo che gli altri. Ma nei governi, in cui il legislativo si trova in una sola assemblea sempre in funzione, oppure in un solo uomo, come nelle monarchie assolute, allora vi è sempre pericolo ch'essi pensino di avere interessi distinti dagli altri membri della comunità, e quindi tendano ad accrescere la propria ricchezza e il proprio potere col togliere al popolo ciò che vogliono: perchè la proprietà di un uomo non è per nulla sicura, per quanto vi siano leggi valide ed eque che ne stabiliscano i limiti fra lui e i suoi con sudditi, se chi comanda quei sudditi ha il potere di togliere a un privato quella parte della sua proprietà ch'egli vuole, e se ne serva e ne disponga come meglio crede". (*)

La giustificazione dello Stato costituzionale-liberale avviene dunque in funzione della proprietà (essa è, ai tempi di Locke, essenzialmente la proprietà della tema).
Il richiamo allo stato di natura, in cui esisterebbe una proprietà e libertà incondizionata (perciò non sicura) è, ovviamente, del tutto utopico, non ha nessuna giustificazione storica, ma è di natura essenzialmente ideologica. Etnologia e storia diranno poi come la proprietà personale non preceda la società, ma vada gradatamente formandosi all'interno delle società tribali già costituite, e la sua funzione si accentui man mano che la vecchia comunità tribale viene posta in crisi dal suo differenziarsi in classi sociali (sulla base della proprietà).

(*) Trattato sul governo - John Locke


VEDI ANCHE . . .

PENSIERO POLITICO DEL XIX SECOLO – LIBERALISMO e SOCIALISMO

SAGGIO SULL'INTELLETTO UMANO - John Locke

TRATTATO SUL GOVERNO - John Locke

SVILUPPO DELL'EMPIRISMO - JOHN LOCKE

IL LIBERALISMO DI JOHN LOCKE

IL LIBERALISMO CLASSICO DI KANT





martedì 10 dicembre 2013

SVILUPPO DELL'EMPIRISMO (Development of empiricism) - John Locke

Ritratto di John Locke (John Greenhill)


SVILUPPO DELL'EMPIRISMO: JOHN LOCKE

John Locke (Wrington, 29 agosto 1632 – Oates, 28 ottobre 1704) fu un filosofo e medico britannico della seconda metà del Seicento. È considerato il padre del liberalismo classico,[1][2][3] dell'empirismo moderno e uno dei più influenti anticipatori dell'illuminismo e del criticismo.

Il  principe degli empiristi, la dottrina del quale esercitò una grande influenza non solo in Inghilterra, ma anche in Francia e in Italia, fu John Locke. Da lui e dai suoi seguaci partì quel movimento che rivoluzionò la cultura e la vita sociale e politica del Settecento, l'illuminismo.

John Locke nacque a Wrington, nella contea di Bristol, nel 1632. Studiò a Oxford, dove la lettura delle opere di Cartesio svegliò in lui la vocazione filosofica. Lord Ashley, divenuto poi conte di Shaftesbury e nel 1672 gran cancelliere d'Inghilterra, lo assunse come segretario e se lo fece amico. Caduto il conte in disgrazia, per essersi opposto al dispotismo degli Stewart (Stuart), ed esiliatosi in Olanda, il Locke ne seguì le sorti. 
Dopo otto anni di esilio olandese, fecondi di lavoro filosofico, tornò in patria nel 1689, all'avvento degli Oranges. Prese dimora a Oates, nella contea di Essex, presso una famiglia amica e vi morì nel 1704.


Opere principali: 

a) Saggio sull'intelletto umano

b) Guida dell'intelligenza (una specie f'appendice al Saggio)

c) Trattato sul governo

d) Lettere sulla tolleranza religiosa

e) Pensieri sull'educazione.

Nel Saggio sull'intelletto umano, che è l'opera sua fondamentale, il Locke si occupa soprattutto dell'origine del conoscere. Respinge la dottrina platonico-cartesiana delle idee innate, prese da lui quasi nel significato letterale della parola.

Nella lunga confutazione, che fa dell'innatismo, vuol dimostrare che non abbiamo innati nessun principio logico, nessuna idea religiosa, nessun principio morale. Considera i principi logici d'identità e di contraddizione e fa vedere che, se fossero veramente innati, sarebbero posseduti anche dai bambini, dai contadini, dagli idioti: ciò che non è, poichè tutti costoro non sanno cosa siano. Nè, in generale, si può dire che ci sono, ma che vengono in evidenza al momento dell'inizio del così detto "uso della ragione", perchè quest'inizio varia, appunto, a seconda dell'ambiente e dell'esperienza, che lo determinano. 
Così l'idea di Dio e i principi morali, di giustizia, di pietà, di venerazione verso i genitori, ecc., se fossero innati nell'uomo, sarebbero comuni a tutti i popoli, in tutti i tempi e in tutti i luoghi. 
Vediamo, all'incontro, una grande varietà, talvolta anzi una stridente opposizione, e anche profonde mutazioni, nel corso del tempo, in uno stesso popolo, nonchè in uno stesso individuo. 
Ora, se non sono innate queste idee fondamentali, lo saranno ancor meno tutte le altre, conclude il Locke.
Come si vede, egli non distingue, per i principi logici, fra il possesso delle loro formule e l'uso e, quindi, il possesso implicito di essi, per il quale si avverte l'effetto della loro presenza anche nel parlare dei bambini e dei contadini: più, anzi, talvolta, in costoro, che non in altri, data la spontaneità. 
Quanto agli idioti, essi non possono prendersi come esempio, essendo anormali. 
Finalmente, nessuno verrebbe mai all'uso della ragione, nonostante gli incentivi esteriori e l'elaborazione meccanica di essi, se non preesistessero, appunto, quei principi attivi e costitutivi della mente, che sono le idee logiche fondamentali, riconosciute e tradotte poi in formule dalla riflessione.

Riguardo all'idea di Dio e ai principi morali, si è osservato al Locke che, anche qui, occorrerebbe distinguere fra idea essenziale e, per così dire, rivestimento di quell'idea: ad esempio fra l'idea di Dio come essere supremo, causa prima, ragione della realtà, ecc. e concezione religiosa contingente e perciò mutevole; fra l'idea di bene, di giustizia, ecc. ed applicazione pratica e perciò varia e adoperata a costituire teorie e codici morali diversi.

La questione appare, quindi, più profonda e complessa di quanto non sia stata prospettata dall'empirismo, per opera del suo stesso rappresentante più giustamente apprezzato, il Locke. E la questione è tanto più grave e tormentosa, in quanto nell'esigenza empiristica d'un processo generativo delle idee o, in generale, della conoscenza umana e, conseguentemente, della vita individuale e sociale, si riconosce quella parte importante di «r vero, che, come ho già notato, è messa in evidenza e chiaramente spiegata dal nostro Vico nella sua filosofia storicistica. E forse il Vico, che scrisse nella prima metà del Settecento, risolse il problema e fermò già allora, per suo conto, quella "concezione" della conoscenza e della storia umana, che empirismo e razionalismo, ossia, in una parola, tutta la filosofia moderna, per vie diverse, deviamenti e ritorni, è andata e va tuttora cercando. 
Ma di questo dirò a suo luogo.

Tornando all'empirismo lockiano, teniamo dunque presente che, per il Locke, tutte le nostre idee semplici ci vengono dalla sensazione per le cose esterne, dalla riflessione (o senso interno) per i fatti di cosciernza.
Tali idee poi le combiniamo e le elaboriamo, formandoci le idee complesse, le idee generali, i giudizi, i ragionamenti. Il punto di partenza del conoscere è, dunque, soltanto l'esperienza sensibile. Fuori dell'ambito dell'esperienza diretta e immediata e dell'elaborazione dei suoi dati, non c'è conoscenza reale.

Quindi sono anche arbitrarie le affermazioni sull'essenza intima delle cose, non potendo noi andare oltre le loro manifestazioni sensibili. Anzi alcune qualità, che per l'esperienza esterna vengono da noi attribuite ai corpi, sono solo idee soggettive (per esempio, calore, colore, odore, sonorità dei corpi). 
Però altre sono inerenti ai corpi e perciò le idee, che ce ne formiamo, hanno un riferimento oggettivo (per es., solidità, estensione, figura, movimento dei corpi). Queste sono qualità primarie, le altre sono qualità secondarie. 
La distinzione era già stata fatta da Democrito, da Galileo e dal Descartes.

La sostanza dei corpi è, per noi, risolvibile nell'insieme delle loro qualità primarie. L'idea di una sostanza, o d'un'altra, è sempre una nostra sintesi delle idee semplici delle relative qualità primarie.
Nella scienza del diritto e della politica il Locke fu liberale, come fu sostenitore della tolleranza in religione. Contrariamente allo Hobbes, egli fece subire al principio, da ambedue ammesso, dell'egoismo dell'individuo uno sviluppo ottimistico, in rispondenza alla dignità dello spirito e della ragione umana, parte migliore dell'uomo, per non dire il vero uomo. 
Il Locke va anche ricordato come uno dei rappresentanti più notevoli del naturalismo pedagogico.







mercoledì 17 giugno 2009

Saggio sull'intelletto umano - John Locke

John Locke

Saggio sull'intelletto umano

John Locke


"La prima grande opera moderna sulle capacità, le funzioni e i limiti dell'intelletto umano che ha inaugurato il filone di ricerche filosofiche culminato nelle tre Critiche kantiane".


John Locke, che pur occupa un posto di rilievo nella storia delle idee politiche ed economiche (ho già trattato di Locke in una opinione precedente dal titolo "Trattato sul governo" - John Locke), è particolarmente conosciuto - e a giusta ragione - come filosofo.
Egli va considerato come il fondatore del moderno empirismo (dal greco: empeiria = esperienza), cioè di quella tendenza di pensiero secondo la quale l'esperienza, o più precisamente le sensazioni e percezioni che noi abbiamo, sono l'unica sorgente del sapere.

Nella sua opera principale il "Saggio sull'intelletto umano" (1690), John Locke dimostra, contro la scuola razionalistica, che non esistono verità innate, non acquisite cioè nei corso dell'esperienza..., infatti non ne troviamo tracce né nei selvaggi né nei bambini.
All'origine la mente è vuota e su di essa cadono le immagini degli oggetti esterni, stimolando una certa sua attività ordinatrice. Per usare un'immagine, che risale agli Stoici (antica scuola filosofica greca) e di cui si valse poi anche il Locke, l'anima è originariamente simile ad un foglio di carta non scritto (tabula rasa), su cui l'attività dei sensi incide i primi segni.
L'opera dell'intelletto è quindi derivata e secondaria. Ecco dunque la riabilitazione del vecchio aforisma...

"Nihil est in inetellectu, quod non fuerit in sensu" ("non c'é nulla nell'intelletto, che non sia stato già nei sensi").

Però il Locke distinse due specie di esperienza: l'esperienza esterna (o sensazione) e l'esperienza interna (o riflessione).
La prima risulta dall'azione degli oggetti del mondo esterno sugli organi di senso, la seconda ci fa percepire i nostri stati interi di coscienza.

Locke distingue anche tra "qualità primarie e qualità secondarie", distinzione già avanzata da Democrito (antico fisico-filosofo greco) e sostenuta poi da Galileo, Cartesio, Pascal e altri.
Per "qualità primarie" il Locke intendeva la grandezza, la figura, l'estensione, il movimento, ecc., cioè quelle proprietà dei corpi che si possono definire mediante scienze fisico-matematiche.
Tutte le altre qualità, come, ad esempio, il colore, il sapore, il gusto, ecc., furono da lui dette "qualità secondarie", perchè nascono dall'azione delle qualità primarie sui nostri organi di senso.
Le qualità primarie sono oggettive, inseparabili dai corpi, le secondarie invece del tutto soggettive.

Anche da questi cenni brevissimi che qui ho fatto si può capire senza difficoltà che il pensiero filosofico di Locke presentava un notevole carattere di ambiguità, oscillando tra una forma - peraltro molto ingenua - di realismo materialistico ed una forma di empirismo soggettivistico.
E infatti gli elementi e gli aspetti materialistici del pensiero di Locke ricevettero sviluppo negli illuministi francesi Helvetius, Holbach, Diderot, mentre quelli empiristico-soggettivisti vennero ripresi ed elaborati dai pensatori inglesi Berkeley e Hume.


VEDI ANCHE ...

PENSIERO POLITICO DEL XIX SECOLO – LIBERALISMO e SOCIALISMO

MATERIALISMO STORICO

IL CAPITALE - THEORIEN UBEN DEN MEHRWERT - Karl Marx

UTOPIA di Thomas More

IL CONTRATTO SOCIALE - Jean Jacques Rousseau - On The Social Contract

EMILIO - ÉMILE - Jean Jacques Rousseau

TRATTATO SUL GOVERNO - John Locke

IL LIBERALISMO DI JOHN LOCKE

LA CITTA' DEL SOLE - Tommaso Campanella

Storia del pensiero filosofico e scientifico - Ludovico Geymonat




venerdì 8 maggio 2009

TRATTATO SUL GOVERNO (Treatise of Government) - John Locke


Storia delle dottrine
e dei movimenti politici


Il LIBERALISMO DI LOCKE





Il teorico della rivoluzione liberale inglese fu John Locke (1632 - 1704).
Questi scrisse un'opera in due parti, intitolata "Trattato sul governo".
Nella prima parte criticava l'ingenua teoria assolutistica del Filmer, per cui il potere del re è un potere paterno, che deriva direttamente dal potere conferito da Dio ai patriarchi suoi figli.
Nella seconda, l'unica per me veramente interessante, sviluppa invece la sua propria teoria.
Questa si fonda, come quella del Milton, sulla concezione di una legge naturale impressa da Dio nel cuore degli uomini.
Questa legge naturale conferisce ad ogni uomo il diritto alla propria libertà (che include, per il Locke, anche il diritto all'indennità della propria "pelle" e dei propri averi) e il diritto di difenderla contro coloro che, dimentichi della legge naturale, insidino i diritti di qualunque altro uomo.
Ma questo secondo diritto, nello stato di natura, genererebbe liti e guerre senza fine, non essendoci un'autorità in grado di stabilire il diritto e il torto e vigendo la sola legge della forza.
Per questo gli uomini si sono stretti in società mediante un patto sociale, cedendo alla collettività il diritto di punire i trasgressori della legge naturale e avendo in cambio di questa loro rinuncia la protezione della società contro qualunque trasgressione.

La prima origine della sovranità risiede dunque nel collettivo così formato (il popolo) il quale a sua volta l'ha ricevuta dai singoli contraenti.
Ma occorrono degli organi che precisino i diritti e i doveri mediante leggi; un organo che abbia la forza legittima per reprimere gli abusi, e finalmente un'autorità investita del potere di giudicare.
Per questo la società incarica di queste mansioni un sovrano (che può essere tanto un singolo individuo quanto un comitato, un collegio, un'assemblea, ecc.), che ha sui singoli il potere di comandare, ma è limitato, rispetto al popolo, dai fini stessi della società e dal contratto stabilito fra sovrano e popolo.
Tanto che il popolo, in casi estremi, ha anche diritto di rescindere il patto con il sovrano e, quindi, di deporlo.
In tal modo Locke teorizzava in qualche modo il "diritto alla rivoluzione" da parte del popolo: ma, moderato e buonsensista com'era sempre, cerca di circondare questo diritto di molte barriere, considerandolo lecito solo in casi estremi.
Per quanto poi riguardava l'organizzazione politica effettiva dello Stato, Locke non fece altro che teorizzare la Costituzione inglese del 1689, sostanzialmente fondata su una separazione del potere esecutivo, spettante al re in virtù di un contratto con il popolo, dal potere legislativo, spettante ad un Parlamento bicamerale permanente, tuttavia con larghe possibilità da parte del Re di intervenire anche nell'esercizio del potere legislativo.
Il Locke infatti, a differenza dei suoi amici "whigs" a somiglianza dei "tories", era spaventato per il duro trattamento che le classi dominanti (quelle che costituivano realmente il "popolo sovrano") facevano subire alle classi più povere, e, a costo di incoerenza con i suoi principi liberali, sosteneva l'opportunità che il Re potesse intervenire in qualche modo a difesa dei diseredati.

Tutto questo era, in primo luogo, incoerente con la sua dottrina, e in secondo luogo non era altro che fiducia paternalistica nella "bontà" del Re.
Mancava totalmente il concetto di un'effettiva autorità statale per la difesa della giustizia sociale, di un'effettiva partecipazione di tutto il Popolo al Potere politico.
Ciò non solo perchè Locke era uomo dei suoi tempi e teorizzava quelle che erano le aspirazioni della classe economicamente dominante; ma anche perchè la sua concezione dello Stato era meramente amministrativa: mancava il concetto della personalità storica dello Stato, dello Stato come ente attivo e come volontà che attraverso i suoi istituti realizza i fini del popolo.
Sebbene nello sviluppo della storia europea possano apparire dei reazionari, il merito dei teorici dell'assolutismo di questo periodo sarà appunto quello di aver visto nettamente tale aspetto del problema.



^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ *^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^ * ^



TRATTATO SUL GOVERNO
John LockeEditore - Editori Riuniti
Collana - Il milione
A cura di L. Formigari
Anno 2006
Pagine 187
Costo Euro 14,00








VEDI ANCHE ...

SAGGIO SULL'INTELLETTO UMANO - John Locke

IL LIBERALISMO DI JOHN LOCKE

PENSIERO POLITICO DEL XIX SECOLO – LIBERALISMO e SOCIALISMO

IL SOCIALISMO SCIENTIFICO (Scientific socialism)

MATERIALISMO STORICO

IL CAPITALE - THEORIEN UBEN DEN MEHRWERT - Karl Marx

MARX E L’ECONOMIA – IL CAPITALE - DAS KAPITAL - Kritider politischen Oekonomie

UTOPIA di Thomas More

LA CITTA' DEL SOLE di Tommaso Campanella

IL CONTRATTO SOCIALE - Jean Jacques Rousseau - On The Social Contract

EMILIO - ÉMILE - Jean Jacques Rousseau

Storia del pensiero filosofico e scientifico - Ludovico Geymonat




Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (5) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (3) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) CGIL (1) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (28) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (3) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (17) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (11) Disegni Personali (2) Disney (1) Divisionismo (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (8) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (10) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (56) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (2) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (4) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giuseppe Pellizza da Volpedo (1) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (5) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Horus (1) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (88) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (5) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (58) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Longoni (1) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (10) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (18) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Materialismo (1) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (15) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nobel (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (25) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (26) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pastello (1) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (1) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (9) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Pittura (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicanalisi (2) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (21) RAPHAËL MAFAI (1) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (21) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) S. Francesco (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salgari (1) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sandokan (1) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Schopenhauer (2) Sciamanesimo (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Scultura (1) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (2) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (124) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (48) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Taoismo (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (6) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (16) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (3) Von Humboldt (1) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Windsor (6) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)