Principale rappresentante del Surrealismo belga, René Magritte (1898-1967), dopo aver seguito i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Bruxelles, agli inizi della sua carriera, per guadagnarsi da vivere, dipinge carte da parati e manifesti pubblicitari.
Nel 1923 é vicino a Victor Sevreancx, principale esponente dell’Astrattismo belga, con il quale Magritte firma il MANIFESTO DELL’ARTE PURA. Tuttavia, nel 1925, la scoperta delle opere di Giorgio de Chirico modifica radicalmente la sua visione artistica; Magritte decide quindi di rappresentare gli oggetti solamente con un’ottica realistica, essendo il visibile sufficientemente ricco da costituire un linguaggio poetico evocatore di mistero. Il pittore rimarrà fedele ad una raffigurazione pacata, resa quasi accademica per la sua minuziosità. La sua tecnica si manifesta chiaramente come un semplice mezzo di rappresentazione della sua riflessione sulla realtà. Possiamo notare, tuttavia, due eccezioni: il periodo “plein-soleil”, detto anche “Renoir”, intorno al 1945, e quello “vache”, del 1948; entrambi sono presto abbandonati. Dal 1927 al 1930 Magritte è a Parigi, dove partecipa alle attività del gruppo surrealista; malgrado il disaccordo con André Breton, Quest’ultimo sceglie proprio un suo dipinto, LE VIOL, per la copertina del suo libro “Qu’ est-ce que le surréalisme?”, nel 1934.
Egli gode ben presto di una fama internazionale e dal 1951 al 1963 è impegnato nella grande decorazione del Casino di Hnokke-le-Zoute, LE DOMAINE ENCHANTÉ, che sintetizza tutti i temi della sua poetica.
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