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martedì 12 novembre 2013

* CANCRO DEL SENO (Breast Cancer)



Con oltre 1,1 milioni dì casi diagnosticati ogni anno in tutto il mondo, il cancro del seno è uno dei tumori più comuni nelle donne. Seguire un'alimentazione corretta può però aiutare a ridurre il rischio che si formi.


SEGNI E SINTOMI
  


Che cos'è il cancro del seno?

I casi di cancro del seno sono circa un terzo dei tumori femminili. Questo tumore può svilupparsi nelle ghiandole che producono latte, nei condotti che portano il latte ai capezzoli o in altre parti del seno e può diffondersi ad altri organi, come polmoni e ossa.
Anche gli uomini possono ammalarsi di cancro del seno, anche se raramente (meno dell'1 % dei casi totali colpisce gli uomini).


Da che cosa è causato il cancro del seno?

Non si sa che cosa causi il cancro del seno ma diversi fattori come I'invecchiamento, un forte di consumo di alcol per lunghi periodi, il sovrappeso dopo la menopausa e una dieta ricca di grassi, in particolare saturi, possono aumentare nella donna il rischio di svilupparlo. 
Si ritiene inoltre che il 5-10% dei tumori del seno sia ereditario.


Quali sono i fattori di rischio?

L'età è il principale fattore di rischio: la maggior parte delle donne che si ammala ha più di 50 anni. Fattori come la familiarità, avere già sofferto di questo problema, un menarca in giovane età e una menopausa tarda aumentano le probabilità.


Come può influire lo stile di vita?

Le donne obese che hanno superato la menopausa rischiano più delle donne magre di sviluppare il cancro del seno: si consiglia dunque di tenere sotto controllo gli aumenti di peso.
Una dieta ricca di grassi, in particolare animali, può aumentare il rischio. 
Alcune ricerche suggeriscono che mangiare più di una porzione e mezza di carne rossa al giorno aumenta la probabilità di sviluppare un tumore del seno prima della menopausa.
II consumo di alcol nelle donne è un ulteriore fattore di rischio.
È dimostrato che I'assunzione della pillola contraccettiva, così come una terapia ormonale sostitutiva, aumenta leggermente la probabilità di sviluppare un cancro del seno. 
Si ritiene che una dieta sana e I'attività fisica possano ridurre il rischio.


Come si scoprono itumori del seno?

Quanto più precoce è la diagnosi e tempestiva la cura, tanto più è possibile guarire; per questo le donne sono invitate a prestare grande attenzione al loro seno. È importante sapere che cosa è normale e che cosa no, saper valutare la presenza dei sintomi e chiedere un consulto se si nota qualcosa di insolito. Nove noduli al seno su dieci, però, sono benigni.
Nella maggior parte dei programmi di screening, le donne di mezza età o oltre sono invitate a eseguire con regolarità una radiografia detta mammografia. Se si scopre un nodulo vengono eseguiti altri esami, come l'ecografia e, se necessario, la biopsia.


Come si cura il cancro del seno?

ll trattamento dipende dal tipo e dalla dimensione del tumore e dal fatto che abbia dato metastasi o meno. Può essere necessaria Ia chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia o una terapia ormonale. 
ln caso di diagnosi positiva, seguire uno stile di vita sano può aiutare a prevenire i problemi correlati sia al tumore sia al suo trattamento.




SINTOMI

Noduli o gonfiori nel seno o nell'ascella

Cambiamenti della pelle, come rossore, irregolarità o affossamenti

Modifiche del capezzolo come secrezioni insolite, irritazioni o retrazione

Dolore o senso di disagio, in genere da un solo lato.



PREVENZIONE

ll sovrappeso, soprattutto nelle donne che hanno superato la menopausa, aumenta il rischio di alcuni tumori del seno. Se siete in sovrappeso seguite i seguenti consigli per dimagrire.

Se sono disponibili, scegliete le versioni magre degli alimenti

Non fate spuntini ricchi di grassi/zuccheri tra un pasto e l'altro

Consumate pasti bilanciati, colazione compresa

Fate più attività fisica.


CONSUMATE PIU:

Frutta e verdura -  Cercate di assumerne almeno 5 porzioni al giorno.

Cereali integrali - Come pane, avena e riso integrali. Sono ricchi di micronutrienti e fibre e saziano molto.

Frutta secca -  Una manciata di frutta secca (per esempio noci o mandorle) ogni giorno può favorire la perdita di peso, perché sazia più di altri spuntini.

Una colazione salutare -  Per esempio cereali integrali con latte, aiuta a tenere il peso sotto controllo.


RIDUCETE:

Latticini grassi -  Scegliete yogurt e latte scremati o parzialmente scremati.

Alcol -  Seguite le linee guida che prevedono per la donna un massimo di 1 unità alcolica al giorno (125 ml di vino).

Alimenti confezionati Cuocete voi alimenti freschi per assicurarvi un'alimentazione ottimale.


SUGGERIMENTI CONTRO IL CANCRO AL SENO

La mattina mettetevi in moto con una colazione a base di cereali integrali o muesli e frutta secca. Accompagnate con latte scremato e frutta per assumere vitamine, minerali e fibre.

Eliminate il grasso visibile dalla carne prima di cuocerla e scegliete pollo e pesce magri.

Accompagnate la carne con fagioli, come i cannellini, ricchi di proteine e fibre ma a basso contenuto calorico, o cucinate degli stufati che non contengano carne.

Invece di friggere cuocete alla piastra, al vapore o al microonde.

Accompagnate i pasti con verdure o insalate e cereali integrali; mangiate meno carne.

Per spezzare la fame tra un pasto e l'altro preferite la frutta o uno spuntino a base di cereali integrali.





UN CASO
Anna, 37 anni

Poiché sua madre aveva avuto un tumore del seno più o meno alla stessa età, Anna ha sempre eseguito controlli regolari. ll giorno in cui ha scoperto di avere un nodulo e andata subito dal suo medico, che I'ha inviata al reparto oncologia dell'ospedale della sua città. Gli esami hanno confermato la presenza di un piccolo tumore maligno. Il nodulo è stato asportato dopo breve tempo e Anna si è sottoposta a un ciclo di chemioterapia.
A distanza di cinque anni, Anna continua a seguire uno stile di vita sano per evitare che il tumore si ripresenti. È attenta alla sua alimentazione, beve alcol solo occasionalmente e fa attività fisica tre o quattro volte alla settimana. 
Oggi si sente quindi più in forma e più in buona salute di quanto sia mai stata.


VEDI ANCHE . . . 

CANCRO - I segnali d'allarme


Ulteriori informazioni:

http://www.andosonlusnazionale.it

http://www.senologia.eu

martedì 15 ottobre 2013

* CANCRO - I SEGNALI D'ALLARME (Cancer - Warning signals)


   
Quali sono i segnali d'allarme di un tumore?

Il cancro è, nei paesi occidentali, la seconda causa di morte.

Pur restando una malattia grave, si sono fatti, nel curarla, progressi considerevoli. 
Nel 1900, le probabilità di sopravvivere oltre i cinque anni dopo la terapia erano molto esigue. Negli anni Quaranta, erano del 25 %; oggi, sono del 50 %. 
La percentuale potrebbe arrivare al 70% se la scoperta del tumore fosse più precoce.

La diagnosi precoce nel tumore è essenziale.
Dipende in gran parte dal saper riconoscere certi segnali premonitori. 
Allo stadio iniziale quasi tutti i tumori non comportano dolore, né altri sintomi che facciano pensare a una malattia; ci sono, al contrario, segni vaghi e tali da indurre a errori di interpretazione. Infatti, dimagrimento, stanchezza, malessere generale, possono accompagnare il tumore ma anche molte altre malattie.


I cancerologi hanno individuato sette segnali d'allarme, tipici del tumore:

- cambiamenti nelle abitudini intestinali o nella minzione;

- ferita che non guarisce;

- emorragia o secrezione ingiustificata;

- noduli o indurimenti nella mammella o in altra parte;

- problemi nella digestione o deglutizione difficile;

- modificazioni evidenti di un neo o di una verruca;

- tosse o raucedine persistenti.
  


 l segnali d'allarme dei principali tumori

Melanoma e cancro della pelle

Si osserva la modificazione delle dimensioni o del colore in un neo, accompagnate ad accentuamento della pigmentazione, desquamazione, secrezione, sensazione di dolenzia e di prurito.


Cancro del colon e del retto

Sanguinamento rettale, sangue nelle feci e cambiamenti nelle funzioni intestinali sono segnali frequenti.


Cancro della vescica

Si osservano sangue nelle urine e stimolo a urinare di frequente.


Cancro della prostata

I segnali più caratteristici sono un getto d'urina scarso o "interrotto", "diviso", "a spruzzo" e un dolore acuto in fondo alla schiena, nel bacino e nell'ano.


Cancro del seno

I sintomi sono diversi. I più frequenti: nodulo, ispessimento, edema o altre modificazioni, al tatto, del tessuto mammario; secrezione o retrazione del capezzolo e raggrinzimento della pelle del seno.


Leucemia e linfoma

Il tumore del sangue e del sistema linfatico è caratterizzato da stanchezza, pallore, dimagrimento, ripetute infezioni, ematomi, linfonodi ingrossati, sudorazioni notturne e febbre.


Cancro del pancreas

Non ci sono segnali d'allarme, salvo un dolore addominale prolungato e problemi digestivi.


Cancro della gola, della laringe

Una piaga in bocca che non guarisce, che sanguina facilmente, la presenza di una pallina in gola, raucedine, difficoltà a deglutire o a masticare: sono altrettante segnali d'allarme.


Cancro del polmone

Tosse persistente, sangue nello sputo, dolore al torace, polmonite e bronchite recidivanti sono i sintomi principali.


Cancro dell'utero o del collo dell'utero

È bene preoccuparsi nei casi di sanguinamento vaginale non legato al ciclo mestruale e di secrezione vaginale inusuale.


ATTENZIONE

Gli studi indicano che le persone, dopo aver notato dei possibili segnali d'allarme, spesso ritardano dei mesi, anche degli anni, prima di consultare un medico. All'origine di questo atteggiamento, che può essere assai pericoloso, ci sono la paura e il rifiuto della malattia. Molto spesso i segnali non hanno significato, se però si tratta di un tumore, le cure precoci accrescono notevolmente le probabilità di sopravvivenza.


IMPORTANTE

* Ogni segnale d'allarme deve indurre a consultare subito un medico. 
Sono altresì consigliabili, dopo una certa età, controlli preventivi periodici. 

Le donne devono con regolarità sottoporsi al pap-test; mentre dopo i 40 anni, si raccomanda una mammografia triennale e anche più frequente se ci sono precedenti familiari.

Gli uomini, dopo una certa età, devono sottoporsi all'esame della prostata.

I controlli per cancro del colon e del retto sono necessari, sia per l'uomo sia per la donna, a partire dai 40-45 anni.

* Alcuni fattori, come il fumo o l'esposizione a sostanze inquinanti, aumentano il rischio dei tumori cosiddetti professionali. In questi casi sono necessari controlli regolari. 

Infine, certe malattie, come i polipi del colon, accrescono il rischio di tumore.

* Un atteggiamento vigile verso i primi segnali d'allarme ha un'importanza fondamentale per la
diagnosi precoce del tumore. Bisogna dunque fare attenzione alle modificazioni della pelle, delle mammelle, dei testicoli. 

Il controllo del sangue nelle feci si può fare anche a casa, acquistando in farmacia l'apposito kit diagnostico. 
E' raccomandato dai 40-45 anni in su.


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CANCRO DEL SENO

venerdì 25 settembre 2009

* IMPOTENZA SESSUALE - Sexual impotence - Impotencia sexual - Sexuelle Impotenz - L'impuissance sexuelle - половое бессилие - 性的インポテンツ - 无力感 有性


  
IMPOTENZA SESSUALE

Raramente l'impotenza è un disturbo di natura fisiologica; spesso è riconducibile a problemi emotivi o mentali, dovuti a incomprensioni con il partner, ansia da prestazione, stress, agitazione o uno stato depressivo.
Il fumo, l'abuso di alcol e alcuni farmaci sono altri fattori che diminuiscono le prestazioni sessuali.
È molto raro che l'impotenza sia originata da malattie organiche, disturbi ormonali o medicinali. Principalmente è causata dalla paura di non essere all'altezza delle attese della partner.
Concentrarsi troppo sulla propria prestazione porta a stress e tensione, entrambi fattori deleteri per la sessualità.
Per questo i terapeuti consigliano per un po' di tempo di rinunciare all'atto sessuale in favore di dolci effusioni amorose.
Spesso l'impotenza scompare da sé, altrimenti si può stimolare la libido con mezzi naturali.
Se il disturbo persiste a lungo, rivolgetevi a uno specialista.




Durante l'eccitazione sessuale i corpi cavernosi del pene si riempiono di sangue e diventano turgidi, dando così luogo all'erezione.
Questo processo fisico non è influenzabile coscientemente.
Stress e ansia da prestazione disturbano la complessa relazione tra psiche e corpo.



IMPOTENZA

Che fare?

Cercate di evitare lo stress e l'ansia da prestazione, anche nei rapporti sessuali.
Le coppie che parlano apertamente dei loro problemi sessuali facilitano la soluzione di un eventuale problema di impotenza.
Applicazioni naturali prevengono questo disturbo e stimolano la libido.


Erbe e spezie afrodisiache

La natura offre una vasta gamma di piante afrodisiache stimolanti per la sessualità.
Hanno queste caratteristiche, per esempio, basilico, peperoncino, cardamomo, coriandolo, levistico, noce moscata, garofano, prezzemolo, pepe, pimento, rosmarino e cannella, tutti ingredienti che possono essere utilizzati più spesso in cucina.


Favorire l'irrorazione sanguigna


Per assicurare un ottimale afflusso di sangue al pene è necessario evitare sostanze quali fumo, alcol, eccesso di grassi, che sono notoriamente vasocostrittori.
Movimento e alcune regole dietetiche favoriscono la circolazione sanguigna.
Anche le applicazioni con l'acqua secondo Kneipp stimolano l'irrorazione.



Tempo di tenerezza

Prendetevi tempo per l'amore.
Chi, nella vita di coppia, lascia spazio alle coccole, alla tenerezza e alle effusioni amorose non considererà una catastrofe l'eventuale impotenza.
È importante parlare e scherzare, anche nella sessualità.
Così facendo i partner si conoscono meglio e non hanno paura di fallire.



CONSIGLIO UTILE

A volte l'impotenza è causata da mancanza di zinco, di cui sono ricchi ostriche, germe di grano e lenticchie. Potete assumere anche preparati di zinco.



AFRODISIACI NATURALI

Secondo gli antichi Romani la cipolla è l’afrodisiaco per eccellenza. Cotta insieme a pinoli e crescione stimola l’appetito sessuale e combatte l’impotenza. Anche le radici di prezzemolo e l’aglio aumentano il desiderio sessuale. Pasti troppo pesanti invece favoriscono il sonno



PIANTE OFFICINALI


Ginseng

Versate 1/41 d'acqua bollente su 1 cucchiaino di radice di ginseng tritata ed essiccata, lasciate in infusione 10 minuti, poi filtrate.
Bevetene 1 tazza 3 volte al giorno.
Il ginseng è stimolante e risveglia la vitalità.
Lo potete trovare anche sotto forma di tonico.



Iperico

Uno stato d'animo depresso blocca la sessualità.
Contro la depressione è d'aiuto l’iperico.
Assumetene, dopo aver letto il foglietto illustrativo, gocce, pastiglie o estratto.
Massaggi alle cosce e alla pancia con l'olio essenziale stimolano 1'irrorazione sanguigna.



APPLICAZIONI CON L’ACQUA


Getto d’acqua secondo Kneipp

La fuoriuscita del getto d'acqua deve provenire da un tubo del diametro di 2 cm.
Iniziate dirigendo il getto sul piede destro, poi passate dalla parte anteriore della gamba ai glutei.
Qui fate scorrere per un po'1'acqua. Poi ritornate al piede passando dalla parte posteriore della gamba e terminando sul tallone.
Procedete allo stesso modo con la gamba sinistra.


Doccia alternata

In caso di stanchezza e disturbi circolatori è ottima una doccia con acqua calda e fredda alternate.
Terminate sempre con l'acqua fredda.



OLI ESSENZIALI

Sin dai tempi più antichi, profumi e aromi erano usati per stimolare sensazioni e sentimenti.
Hanno un effetto stimolante le essenze di rosa, legno di sandalo, arancio, coriandolo, gelsomino e ylang-ylang.
Versatene qualche goccia nel diffusore per gli aromi, pura o diluita.
Potete anche aggiungere l'essenza a un olio per massaggi e massaggiare la schiena.



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venerdì 10 luglio 2009

FLORENCE NIGHTINGALE - La signora della lampada (The lady of the lamp)

LA SIGNORA DELLA LAMPADA

Alcuni ufficiali che avevano preso parte alla guerra di Crimea si riunirono alla fine della campagna in un allegro banchetto. Ricordi tristi e ricordi di schietto cameratismo affioravano tra una portata e l'altra. Ciascuno aveva un episodio da raccontare, un camerata da esaltare. A un certo punto un colonnello propose...

"Quale persona reputereste più degna di passare alla storia per i servizi resi durante questa campagna?".

La proposta piacque e immediatamente furono fatti circolare dei fogli di carta sui quali ogni commensale avrebbe dovuto scrivere il nome che avesse ritenuto degno. Ritirati i fogli e fatto un rapido controllo, si dovette constatare che tutti, indistintamente, avevano scritto un solo nome: Florence Nightingale.
Non il nome di un generale, dunque, non il nome di uno dei tanti eroi inglesi, francesi o piemontesi, ma il nome di una donna.
Chi era dunque Florence Nightingale?


LA PIONIERA

Nata a Firenze il 12 maggio del 1820, le fu dato il nome della città natia, così come alla sorella maggiore, nata a Napoli, era stato imposto il nome di Parthenope. In tal modo i coniugi Nightingale avevano inteso dire 'grazie' alle due città italiane che li videro felici nei primi anni del loro matrimonio.
Discendenti da nobili e ricche famiglie inglesi, i coniugi Nightingale costituivano una coppia eccezionale, per quei tempi.
Il padre, William Edward, era un bell'uomo, dignitoso e di elevata cultura. In contrasto con gli Inglesi del tempo, amava viaggiare e non considerava nemici o selvaggi i popoli al di là della Manica. La madre, Frances Smith, donna sensibile, colta e bellissima, si prodigò in opere di beneficenza. Spinta da un innato senso di amore per il prossimo, anche Florence cominciò ben presto a interessarsi dei poveri e degli ammalati. Ma quando in casa e tra gli amici circolò la voce che avrebbe desiderato fare l'infermiera, la cosa apparve quanto meno strana.
Allora, in Inghilterra, l'assistenza agli ammalati era in gran parte affidata a donne rozze e prive di competenza e l'atmosfera degli ospedali era opprimente e degradante.

Sul continente però, le cose andavano meglio. Le suore di carità, addette da secoli alla cura dei poveri, compivano il loro ministero con alto senso di umanità. Un esempio meraviglioso era l'ospedale di San Giovanni a Bruges, che Florence ebbe occasione di visitare più volte, sempre con profonda commozione. Man mano che gli anni passavano, nella nobile inglese si andava formando la certezza che la volontà e la fede avrebbero potuto modificare le cose anche in Inghilterra. Come tutti i pionieri, era armata di una volontà di ferro. A ventinove anni prese una grande decisione: si iscrisse come infermiera volontaria all'Istituto delle diaconesse di Kaiserwerth, in Germania. L'Istituto delle diaconesse era stato fondato da un giovane sacerdote protestante il quale, come la Nightingale, aveva intuito la necessità di preparare delle valide infermiere.

Florence abbandonò la famiglia, gli agi, la possibilità di un avvenire radioso, per unirsi, umile fra le umili, alle diaconesse protestanti. Fu un vero e proprio scandalo. Qualcuno parlò di un amore infelice. Florence lasciò dire e si sottopose alla più dura disciplina: indossò l'umile gonna di cotone turchino, il grembiule bianco e la cuffia di mussolina candida. Quando nel 1851 Florence fece ritorno in Inghilterra..., iniziò la sua vera opera. L'Istituto di Kaiserwerth aveva rinforzato in lei la volontà di fondare un corpo di infermiere nella vecchia Inghilterra. Visitò istituzioni, avvicinò persone autorevoli, perorò la propria causa, cercò di dimostrare che tutto si poteva fare, se la fede sorreggeva la volontà.


TRA I FERITI DI GUERRA

Il 27 marzo del 1854, l'Inghilterra, che da circa quaranta anni non combatteva, s'imbarcò, assieme alla Francia e al Piemonte, nell'avventura di Crimea. All'annuncio della guerra l'entusiasmo del popolo fu indescrivibile: la vittoria appariva sicura e rapida. Dopo affrettati preparativi, la flotta, al comando di Sir Charles Napier, salpò verso il Bosforo salutata dalla regina Vittoria e dal Principe consorte. I soldati cantavano, gli "evviva" e i "torna presto" si intrecciavano..., nessuno nutriva dubbi: si sarebbe trattato di una breve passeggiata. Le notizie delle prime battaglie non si fecero attendere. Si, gli alleati avevano ottenuto dei successi. Ma a quale cifra assommavano i morti? Quanti erano i feriti? E a proposito dei feriti, in Inghilterra si sapeva in modo esatto come stavano andando le cose?


Sapeva il popolo inglese che i soldati feriti venivano abbandonati nel fango o nella sporcizia senza cura alcuna? Che gli ospedali erano degli improvvisati rifugi ove, sé non si moriva per le ferite, si moriva di fame o di infezione?
Queste e altre gravi notizie scrissero gli "inviati speciali" di alcuni importanti giornali inglesi. Fu la doccia fredda sull'entusiasmo per le prime vittorie. Il Ministero, colpito da questa valanga di accuse, si difese come poté e decise di mandare alcune infermiere in Crimea. Un alto funzionario del Ministero della Guerra parlò chiaramente...

"Ma dove sono le nostre infermiere? Io conosco una sola infermiera in Inghilterra capace di creare il tutto dal nulla: miss Florence Nightingale".

Ma come si permetteva questo funzionario ministeriale di fare il nome di una nobile inglese per affidarle una mansione così umile? E le critiche dei nobilotti di provincia continuarono su questo tono fino a quando un comunicato del Ministero non fece ammutolire tutti: miss Florence Nightingale accettava di accorrere in Crimea. Qualcuno al Ministero, quel giorno, tirò un sospiro di sollievo. Florence, mettendosi a disposizione della Nazione, non pose condizioni. Avrebbe diretto l'ospedale di Scutari, il maggiore ospedale militare della zona, e avrebbe organizzato un corpo di infermiere. Gli Inglesi parvero soddisfatti anche se i giornali umoristici, come il "Punch", parlavano di "usignoli" (in inglese Nightingale significa "usignolo") che avrebbero tenuto allegri i feriti col loro canto. Florence non si turbò affatto delle critiche. Serena, sicura di sé, si diede alla ricerca delle infermiere adatte. Avrebbero dovuto essere capaci, energiche e dotate di una morale ineccepibile.
Le domande al Ministero giunsero a mucchi, ma quante fra queste erano dettate solo da un passeggero entusiasmo? Le difficoltà sembrarono enormi..., allora miss Florence decise di reclutare le infermiere tra le protestanti e le cattoliche. Apriti, cielo! Fu accusata di clericalismo e di voler fare propaganda cattolica tra i soldati. Nessuno aveva capito che occorrevano semplicemente delle infermiere capaci. Alle rinnovate accuse Florence resistette fermamente.
E il 31 ottobre del 1854 salpò verso il Bosforo con trentotto infermiere: quattordici anglicane, dieci suore della Carità, tre protestanti e undici donne scelte tra quante avevano fatto domanda di partire.


LA SIGNORA DELLA LAMPADA

Il primo contatto con il 'suo' ospedale fu tale da lasciarle mozzo il respiro. La realtà superava la più fervida immaginazione. I feriti, i quali non avevano neppure ricevuto le prime cure sul campo, si avviavano come potevano - e se potevano - al più vicino porta d'imbarco ove salivano sulla prima nave in partenza. Nessuno si curava di loro, nessuno porgeva loro aiuto. Appena sbarcati, con tutte le loro forze si trascinavano, o tentavano di trascinarsi, verso la collina ove sorgeva l'ospedale. Si formava così una lunga e dolorosa fila. Speravano, quei poveri infelici, di trovare finalmente assistenza, cibo, conforto. Ma l'ospedale mancava di tutto: stoviglie, utensili, lenzuoli, asciugamani, coperte, vestiti. I feriti, man mano che giungevano, si ammucchiavano per terra nei corridoi. I loro corpi divenivano subito preda dei topi e dei vermi che strisciavano dappertutto in quel lurido edificio. Spesso, una morte liberatrice giungeva prima che potesse accorrere uno dei pochi medici addetti all'ospedale. Se poi un ferito riusciva ad avere un letto, entrava in una vera e propria coltura di microbi. Senza contare che i lenzuoli in dotazione erano così ruvidi che i feriti supplicavano di essere lasciati nelle. coperte di lana. Non esistevano suppellettili: l'unico lusso era costituito da alcune bottiglie vuote che fungevano da candelieri. Questo fu lo spettacolo che si parò davanti agli occhi di Florence Nightingale e delle sue infermiere, quando esse diedero inizio alla loro missione.
Ma la Nightingale non si scoraggiò e giurò in cuor suo che in avvenire non si sarebbe mai più verificato uno spettacolo simile. Ella avrebbe combattuto, si sarebbe sacrificata senza risparmio purché quegli infelici potessero salvarsi dalla morte o almeno andarle incontro con serenità.
Fu un lavoro massacrante. Notte e giorno Florence, intrepida, tutto vedeva, tutto sorvegliava. Bisognava, per prima cosa, ridare fiducia agli ammalati. E le infermiere furono vicine a ognuno: una parola buona, un sorriso valevano spesso più dei pochi medicinali in dotazione all'ospedale. Man mano che il tempo passava..., le cose miglioravano, gli aiuti arrivavano; spesso si trattava di camicie di seta con monogrammi ricamati: la nobiltà inglese cercava di dare il proprio contributo a quella povera gente. Ma quanto pane raffermo, ancora, quanto burro rancido!
A poco a poco i soldati presero ad amare questa fata benefica. Spesso, durante la notte, ella compiva le sue ronde negli interminabili corridoi e nelle corsie, tenendo in mano una piccola lampada. Passava silenziosa di letto in letto e per tutti aveva una parola buona, una carezza. I soldati attendevano quell'apparizione per addormentarsi. Qualcuno la chiamava con un filo di voce e le chiedeva aiuto, la pregava di parlargli della sua lontana terra, dei suoi campi, dei verdi prati lontani. Quante volte Florence sostò vicino a un morente fino all'alba, quante volte ridiede fiducia e forza a chi le aveva perdute!

Dopo pochi mesi della sua attività le cucine e la lavanderia cominciarono a funzionare in modo perfetto e, infine, il Natale del 1854 trovò i soldati circondati da tutto quel benessere che le mani abili e i cuori generosi di poche donne avevano saputo creare. Nelle lunghe veglie delle trincee si parlava ormai della Nightingale come di un angelo tutelare.
La "Signora della lampada" (così veniva chiamata) era diventata un mito e in Inghilterra la sua fama raggiunse punte incredibili. La campagna in favore degli ospedali di guerra, condotta dal più autorevole giornale inglese, l'interessamento della regina, l'ardore dei vari sostenitori, le semplici parole dei soldati rientrati in patria diedero ben presto un quadro esatto delle sue attività. Ci furono, è vero, ancora delle ostilità, soprattutto da parte di organizzazioni religiose le quali non riuscivano ad ammettere che collaborassero infermiere di diverse religioni, ma furono voci deboli e senza eco. Davanti alle porte del Ministero della Guerra, sempre più numerosi erano i cittadini che portavano scatole, casse, pacchi per i feriti. L'indirizzo era sempre lo stesso... "A miss Nightingale".
La stessa regina aveva trasformato alcune sale del suo palazzo in laboratori ove fino a notte si lavorava per preparare bende, camicie, calze. Miss Nightingale tutto accettava e ridistribuiva.


LA REGINA DELLE INFERMIERE

Il 9 settembre del 1855 si diffuse in Inghilterra la grande notizia: la guerra era finita! Durante le dimostrazioni popolari, agli 'evviva' che si innalzavano verso l'esercito vittorioso fecero eco gli 'evviva' per Florence Nightingale. La "vittoria" era dovuta in parte anche a questa umile donna, a questa regina delle infermiere che aveva dato un nuovo indirizzo all'assistenza ospedaliera per i feriti di guerra. La Nightingale volle sottrarsi a tutti i festeggiamenti. Semplice come era partita, quasi di nascosto, 1'8 agosto del 1856 fece ritorno alla villa della sua infanzia, a Lea Hurst.
Nessun benefattore ebbe in vita tanti riconoscimenti quanti ne ebbe Florence. I1 suo ritratto apparve sulle insegne di tutti i negozi d'Inghilterra. Gli almanacchi portarono la sua effige, numerose ballate cantarono le sue lodi, mentre il poeta Longfellow la immortalò in una delle sue più belle poesie. Lettere di congratulazioni le giunsero da ogni parte del mondo, portandole il saluto e il ringraziamento di persone lontane. Fu ripetutamente ricevuta a Balmoral, la residenza estiva della regina Vittoria. Le stesse principesse, trascinate dal suo nobile e meraviglioso esempio, decisero di darsi all'assistenza pubblica: la principessa Elena, figlia della regina Vittoria, divenne un'ottima infermiera. Modesta, riservata, silenziosa, la Nightingale rimase sbigottita di fronte a tanti onori. Sebbene ormai malaticcia, si diede alle riforme nel campo sia dell'assistenza militare sia di quella civile. La sua parola dolce e sicura, ferma e pacata, spronava, confortava, caldeggiava. Lo stesso Dunant, il ginevrino fondatore della "Croce Rossa", ebbe a dire che l'istituzione da lui voluta era stata ispirata proprio da lei.
Florence Nightingale morì il 13 agosto del 1910.
Fu sepolta nel piccolo cimitero di East Wellow. Ma nella cattedrale di San Paolo, là dove sono sepolti gli eroi inglesi, lo stesso giorno dei suoi funerali, fu posta una lapide che ricorda ai posteri Florence Nightingale, la regina delle infermiere.


ALCUNI ANEDDOTI

- Durante la guerra di Crimea, mentre compiva un'ispezione al fronte, Florence Nightingale f u fermata, a un certo punto, da una sentinella: era pericoloso procedere oltre. "Giovanotto - disse allora Florence - dalle mie mani sono passati più morti e feriti di quanti voi ne vedrete mai sui campi di battaglia: credetemi, non ho paura della morte". E proseguì impavida.

- La regina Vittoria si incontrò per la prima volta con Florence Nightingale nella residenza estiva di Balmoral, in Scozia. Alla fine dell'udienza la regina accompagnò l'ospite fin sulla porta del castello dove si era assiepata un'immensa folla. Miss Florence disse allora... "Maestà, come vi adora il popolo!". "Ma non vedete, mia cara, - ribatté la regina - che gli applausi sono tutti per voi? Io sono solo la regina d'Inghilterra, ma voi siete la regina degli afflitti di tutto il mondo!".

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* Florence Nightingale (Firenze, 12 maggio 1820- Londra, 13 agosto 1910) fu un' infermiera britannica nota come "La signora della lampada". È considerata la fondatrice del "nursing moderno" in quanto fu la prima ad applicare il metodo scientifico all'assistenza infermieristica attraverso l'utilizzo della statistica. Inoltre, è importante poiché propose un'organizzazione degli ospedali da campo....

* Nightingale pubblicò Notes on Nursing, uno smilzo libretto di 136 pagine che fu la pietra angolare del curriculum delle scuole per infermieri e vendette bene anche presso il pubblico generale: è ancor oggi considerato una introduzione classica alla professione di infermiere.

* Da Wikipedia

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