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domenica 1 novembre 2009

FUGA IN EGITTO (Flight into Egypt) Bartolomé Esteban Murillo

FUGA IN EGITTO (1645-1650 circa)
Bartolomé Esteban MURILLO (1617-1682)
Pittore spagnolo del XVII secolo
GALLERIA DI PALAZZO BIANCO a GENOVA
Tela cm. 210 x 163

CLICCA IMMAGINE alta risoluzione

Pixel 1800 x 2270 - Mb 1,72


Giuseppe, avvertito dall'angelo che Erode stava cercando il Bambino appena partorito da Maria per ucciderlo, raccolte le povere masserizie, radunò la famiglia fuggendo in groppa a un asino alla volta dell'Egitto, dove rimasero fino alla morte del crudele re.
Dell'episodio Murillo scelse di raffigurare il momento in cui la Sacra Famiglia è in cammino verso la salvezza.
Sui volti dei personaggi non vi è alcun segno di stanchezza, il dolce sguardo della Madonna veglia dolcemente sul Bambino, abbandonato a un profondo sonno, ignaro del pericolo che incombe su di lui.
La morbida resa cromatica, la semplicità formale e la serena atmosfera che avvolge la composizione, elementi questi che caratterizzano l'attività giovanile dell'artista, contribuiscono a trasformare l'episodio sacro in uno stralcio di vita quotidiana: eliminato il pathos, rimane il sereno viaggio di due poveri viandanti.

Grazie alla facilità di lettura, il tema della Fuga in Egitto fu uno dei preferiti della Controriforma, di cui Murillo fu uno dei principali protagonisti..., infatti scopo primario della sua pittura era quello di lanciare messaggi comprensibili ai fedeli.
Il dipinto di Genova corre su questo binario: la scena è immediata ed essenziale, epurata da ogni sorta di decorativismo.
La stessa rigorosità si trova in altri lavori contemporanei di Murillo, come ad esempio la Fuga in Egitto, conservata all'Institute of Arts di Detroit..., per quanto riguarda invece l'altra versione dell'Ermitage di San Pietroburgo, databile alla fine degli anni Sessanta, lo stile appare più maturo con una maggiore morbidezza nella stesura dei colori e una maggiore luminosità.


L'opera venne commissionata a Murillo dai frati del convento di Merced Calzada di Siviglia ed eseguita intorno agli anni Cinquanta. Da qui venne sequestrata dal maresciallo Soult che la vendette insieme al resto del bottino a Parigi.
Acquistata per 51.000 franchi dalla duchessa di Galliera, nel 1899 la donò alla Galleria di Palazzo Bianco di Genova.
Del tema esistono molte repliche: oltre alle già citate versioni di San Pietroburgo, e quella di Detroit, segnalo anche quella dell'Art Gallery di Glasgow, già nella collezione di Luciano Bonaparte e donata al museo britannico da A. Mc Lellan nel 1854.


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BAMBINO CHE SI SPULCIA - Bartolomé Esteban Murillo


lunedì 12 gennaio 2009

BAMBINI CHE MANGIANO FRUTTA (Children who eat the fruits) - Bartolomé Esteban Murillo

  

BAMBINI CHE MANGIANO FRUTTA
(1670 - 1675)

Bartolomé Esteban Murillo
(1618 - 1682)

Pittore spagnolo

Alte Pinankothek
di Monaco

Olio su tela
cm. 123 x 102







Il dipinto raffigura due bambini cenciosi, seduti, che stanno mangiando un dolce.
Sulla destra un cane osserva la scena con grande curiosità..., appoggiato in terra uno splendido cesto di frutta e un sacco dal quale sbuca una pagnotta.

Bartolomé Esteban Murillo fu uno dei primi artisti a ritrarre bambini poveri e piccoli contadini, un genere in seguito molto sfruttato dagli artisti perché ammirato dal pubblico.

E' probabile che Murillo conoscesse i dipinti di questo soggetto eseguiti da Jusepe de Ribera, come la RAGAZZA CON TAMBURELLO (Collezione Drey di Londra)..., oppure RAGAZZO CON VASO DI FIORI ad Oslo, dove l'artista aveva aderito pienamente al naturalismo caravaggesco, cogliendo i valori umani dei personaggi raffigurati.

L'artista che può essere considerato come uno dei precursori spirituali dell'arte rococò del Diciottesimo secolo, con questi dipinti raffiguranti bambini divenne popolare in tutta Europa.


BAMBINI CHE MANGIANO UN DOLCE appartiene ad una fase più matura dell'attività di Murillo dove a differenza di un quadro come BAMBINO CHE SI SPULCIA, nel quale alterna pessimismo e introspezione, cerca di evidenziare altri aspetti della vita di questi contadinelli, enfatizzando i pochi momenti dedicati al gioco e al divertimento.

L'ambientazione è quasi sempre all'aperto e il pittore cerca di porre un'attenzione sempre maggiore ai risvolti psicologici e alle emozioni che traspaiono dai volti di questi ragazzi.


Il dipinto eseguito intorno agli anni 1670 - 75, figura dal 1765 nella Galleria Manheim..., portato a Monaco nel 1802, entrò a far parte della Hofgartengalerie e nel 1836 fu acquistato dalla Alte Pinakothek.
Nella stessa galleria possiamo ammirare altri dipinti di Bartolomé Esteban Murillo come...

- BAMBINI CHE MANGIANO FRUTTA
- BAMBINI CHE GIOCANO A DADI
- BAMBINE CHE CONTANO SOLDI
- VECCHIA CHE SPIDOCCHIA UN BAMBINO


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FUGA IN EGITTO (1645-1650 circa) Bartolomé Esteban Murillo


domenica 11 gennaio 2009

BAMBINO CHE SI SPULCIA (The Beggar Boy) - Bartolomé Esteban Murillo



BAMBINO CHE SI SPULCIA
(1645 circa)


Bartolomé Esteban Murillo
(1618 - 1682)


Pittore spagnolo
Museo del Louvre
di Parigi


Tela cm. 137 x 115



Risoluzione foto
Pixel 1780 x 2536
Mb 2,36



Il tema dell'infanzia negletta e vagabonda è uno dei più ammirati della cultura barocca spagnola, vuoi per l'originalità dello spirito inventivo, vuoi per l'insorgente interesse per le problematiche sociali che tendono ad illustrare aspetti fino ad allora sommersi ed inediti della vita popolare.
Già accenni a queste tematiche si ritrovavano nell'opera di Jusepe de Ribera (lo Spagnoletto), o anche nei dipinti realizzati in Italia dal danese Eberhard Keil, un artista che si era specializzato nel ritrarre e documentare scene della vita contadina.
Ma in effetti, in questa direzione, Bartolomé Esteban Murillo dimostra una maggiore intensità narrativa ed una grazia che sembra precedere il periodo settecentesco del Rococò.
Innumerevoli sono le tele di Murillo che ritraggono bambini, produzione destinata ad una clientela sufficientemente colta, formata per lo più da consoli e da commercianti stranieri di passaggio a Siviglia, fatto che spiega la dispersione della sua opera in ogni parte del mondo.
Questo celebre BAMBINO CHE SI SPULCIA del Louvre è il primo quadro, a mia conoscenza, che raffiguri questi temi popolari e databile probabilmente agli anni tra il 1645 ed il 1650, periodo in cui Murillo cominciava a farsi conoscere in Siviglia per le sue qualità pittoriche.
Il marcato gioco della luce che proviene dalla assolata finestra, abilmente equilibrato con l'ombra della stanza in cui il bambino si trova, suggeriscono una intensa malinconia, una sorta di pessimismo esistenziale.
In seguito l'artista abbandona per sempre questo cupo registro per dedicare ai temi dell'infanzia povera toni di gioiosa vitalità.
Da notare in questo dipinto giovanile di Murillo la particolare pastosità della pennellata e la valenza psicologica del rapporto luce-ombra.


L'opera è stata recuperata nel 1776 dal mercato antiquario parigino..., nel 1768 risulta di proprietà di Radix de Sainte Foix ed in quello stesso anno viene acquistata da re Luigi XVI per le sue collezioni private.
In seguito agli eventi della Rivoluzione Francese, il dipinto è passato al Louvre.



Bartolomé Esteban Murillo (1618 - 1682) nasce a Siviglia e da questa città non si allontanerà praticamente mai, se non negli ultimi anni della sua vita, per dipingere nella chiesa dei Cappuccini di Cadice.
Nel 1660 Murillo fonda a Siviglia una Accademia di Belle Arti.
La sua produzione, oltre che nella Cattedrale e nel Museo di Siviglia, è ora conservata in numerose collezioni pubbliche e private d'Europa e d'America.
Murillo è famoso per i soggetti a carattere religioso, ma anche per aver raffigurato nei suoi dipinti scene di vita quotidiana dei ceti popolari spagnoli del Diciassettesimo secolo.
La critica contemporanea ha rivalutato la sua opera riconoscendone un'alta qualità formale.


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domenica 16 marzo 2008

LA MADONNA DEL ROSARIO (The Virgin of the Rosary) - Bartolomé Esteban Murillo


LA MADONNA DEL ROSARIO (1650-1655)
Bartolomé Esteban Murillo (1618-1682)
Pittore spagnolo del XVII secolo
Museo del Prado – Madrid
Olio su tea cm. 164 x 110


Realizzata da Murillo intorno al 1650-1655, “La Madonna del Rosario” fu acquistata nel 1788 da Carlo IV.
L’opera rimase all’Escorial fino al 1814, anno in cui fu trasferita al Palazzo Reale di Madrid.
Ritornata per un breve periodo, da 1819 al 1827, nel monastero dell’Escorial, fu definitivamente collocata nel Museo del Prado a Madrid, dove è tuttora conservata.
Il dipinto, conosciuto anche come “la Vergine dell’Escorial”, è una delle migliori interpretazioni di Murillo di questo soggetto.
La sua popolarità è testimoniata dal grande numero di copie ricavate, tra le quali anche quella oggi alla Wallace Collection di Londra, un tempo creduta autografa.
Rispetto ad opere contemporanee, come “La Madonna del Rosario” (Madrid, Museo Goya), databile intorno al 1650, Murillo qui pare si sia liberato dei forti effetti chiaroscurali, ereditati dalla pittura degli artisti della generazione precedente alla sua.
E’ mutato anche il connubio fra gli elementi naturalistici e, grazie al particolare rapporto affettivo fra Madre e Figlio, si avverte una maggiore sensibilità. Il Bambino non è più in posizione statica, poggiato sulle ginocchia della Madre, ma ha assunto un ruolo dinamico, spesso ritratto mentre gioca con la Madre.
Queste immagini riescono a combinare perfettamente il profondo senso religioso con lo straordinario naturalismo.
Forse a contribuire alla maturazione di Murillo, ormai indirizzato verso uno stile più poetico, fu il contatto con la pittura dell’artista italiano Bartolomeo Cavarozzi, la cui opera era largamente diffusa in Spagna, e l’incontro con il caldo cromatismo del pittore fiammingo Antoine Van Dyck, particolarmente apprezzato a Siviglia.
E, ancora, il particolare rapporto affettivo che corre tra Madre e Figlio è lo stesso delle Madonne di Raffaello Sanzio, che Murillo certamente conosceva grazie alla presenza, anche in Spagna, delle incisioni tratte dai capolavori del grande maestro urbinate.
Nonostante la larga diffusione della tradizione mariana, il tema della “Vergine col Bambino” non fu particolarmente comune nella pittura spagnola. La sua popolarità crebbe alla fine del XVI secolo a seguito dell’arrivo in Spagna di alcuni dipinti fiamminghi del XV, raffiguranti tale soggetto. Dapprima utilizzato per opere a carattere privato, trovò poi largo impiego anche nelle pale d’altare. Le più interessanti testimonianze sono dei pittori rinascimentali Juan de Juans e Louis de Morales.
Di Francisco de Zurbàran e Alonso Caño restano dei capolavori raffiguranti la “Vergine col Bambino” databili nella fase più arda della loro attività, intorno al 1640-1650, quindi contemporanei ai primi di Murillo.


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