Bartolomé Esteban MURILLO (1617-1682)
Pittore spagnolo del XVII secolo
GALLERIA DI PALAZZO BIANCO a GENOVA
Tela cm. 210 x 163
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Pixel 1800 x 2270 - Mb 1,72
Giuseppe, avvertito dall'angelo che Erode stava cercando il Bambino appena partorito da Maria per ucciderlo, raccolte le povere masserizie, radunò la famiglia fuggendo in groppa a un asino alla volta dell'Egitto, dove rimasero fino alla morte del crudele re.
Dell'episodio Murillo scelse di raffigurare il momento in cui la Sacra Famiglia è in cammino verso la salvezza.
Sui volti dei personaggi non vi è alcun segno di stanchezza, il dolce sguardo della Madonna veglia dolcemente sul Bambino, abbandonato a un profondo sonno, ignaro del pericolo che incombe su di lui.
La morbida resa cromatica, la semplicità formale e la serena atmosfera che avvolge la composizione, elementi questi che caratterizzano l'attività giovanile dell'artista, contribuiscono a trasformare l'episodio sacro in uno stralcio di vita quotidiana: eliminato il pathos, rimane il sereno viaggio di due poveri viandanti.
Grazie alla facilità di lettura, il tema della Fuga in Egitto fu uno dei preferiti della Controriforma, di cui Murillo fu uno dei principali protagonisti..., infatti scopo primario della sua pittura era quello di lanciare messaggi comprensibili ai fedeli.
Il dipinto di Genova corre su questo binario: la scena è immediata ed essenziale, epurata da ogni sorta di decorativismo.
La stessa rigorosità si trova in altri lavori contemporanei di Murillo, come ad esempio la Fuga in Egitto, conservata all'Institute of Arts di Detroit..., per quanto riguarda invece l'altra versione dell'Ermitage di San Pietroburgo, databile alla fine degli anni Sessanta, lo stile appare più maturo con una maggiore morbidezza nella stesura dei colori e una maggiore luminosità.
L'opera venne commissionata a Murillo dai frati del convento di Merced Calzada di Siviglia ed eseguita intorno agli anni Cinquanta. Da qui venne sequestrata dal maresciallo Soult che la vendette insieme al resto del bottino a Parigi.
Acquistata per 51.000 franchi dalla duchessa di Galliera, nel 1899 la donò alla Galleria di Palazzo Bianco di Genova.
Del tema esistono molte repliche: oltre alle già citate versioni di San Pietroburgo, e quella di Detroit, segnalo anche quella dell'Art Gallery di Glasgow, già nella collezione di Luciano Bonaparte e donata al museo britannico da A. Mc Lellan nel 1854.
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BAMBINI CHE MANGIANO UN DOLCE
BAMBINO CHE SI SPULCIA - Bartolomé Esteban Murillo
Dell'episodio Murillo scelse di raffigurare il momento in cui la Sacra Famiglia è in cammino verso la salvezza.
Sui volti dei personaggi non vi è alcun segno di stanchezza, il dolce sguardo della Madonna veglia dolcemente sul Bambino, abbandonato a un profondo sonno, ignaro del pericolo che incombe su di lui.
La morbida resa cromatica, la semplicità formale e la serena atmosfera che avvolge la composizione, elementi questi che caratterizzano l'attività giovanile dell'artista, contribuiscono a trasformare l'episodio sacro in uno stralcio di vita quotidiana: eliminato il pathos, rimane il sereno viaggio di due poveri viandanti.
Grazie alla facilità di lettura, il tema della Fuga in Egitto fu uno dei preferiti della Controriforma, di cui Murillo fu uno dei principali protagonisti..., infatti scopo primario della sua pittura era quello di lanciare messaggi comprensibili ai fedeli.
Il dipinto di Genova corre su questo binario: la scena è immediata ed essenziale, epurata da ogni sorta di decorativismo.
La stessa rigorosità si trova in altri lavori contemporanei di Murillo, come ad esempio la Fuga in Egitto, conservata all'Institute of Arts di Detroit..., per quanto riguarda invece l'altra versione dell'Ermitage di San Pietroburgo, databile alla fine degli anni Sessanta, lo stile appare più maturo con una maggiore morbidezza nella stesura dei colori e una maggiore luminosità.
L'opera venne commissionata a Murillo dai frati del convento di Merced Calzada di Siviglia ed eseguita intorno agli anni Cinquanta. Da qui venne sequestrata dal maresciallo Soult che la vendette insieme al resto del bottino a Parigi.
Acquistata per 51.000 franchi dalla duchessa di Galliera, nel 1899 la donò alla Galleria di Palazzo Bianco di Genova.
Del tema esistono molte repliche: oltre alle già citate versioni di San Pietroburgo, e quella di Detroit, segnalo anche quella dell'Art Gallery di Glasgow, già nella collezione di Luciano Bonaparte e donata al museo britannico da A. Mc Lellan nel 1854.
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