Visualizzazione post con etichetta Mussulmani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mussulmani. Mostra tutti i post

sabato 25 luglio 2015

L'INVIATO DI ALLAH - MAOMETTO (Mohammed - The envoy of Allah)

Maometto seduto tra gli altri profeti

L'INVIATO DI ALLAH - MAOMETTO 

Maometto ha quarant'anni. Da un po' di tempo usa ritirarsi per notti intere in una caverna del monte Hira, a qualche chilometro dalla Mecca, lungo la strada per Taif. Arido e spoglio, il monte Hira è un luogo propizio alla meditazione, dove nulla può distrarre lo spirito.


Gabriele, Gibril in arabo, l' "uomo di Dio", nella Bibbia è un arcangelo inviato sulla terra per rivelare la visione del profeta Daniele. Nella tradizione islamica gli angeli sono stati creati dall'aria, dall'acqua e dal fuoco: non mangiano e non bevono, non si sposano e non muoiono.

Una notte dell'anno 611, Maometto è sdraiato in una grotta avvolto nel suo mantello, la burda. Nonostante il freddo, si è addormentato. All'improvviso, una figura splendente, avvolta in un alone di luce, lo sveglia con queste parole: "Tu sei l'inviato di Dio, il profeta di Allah!"
Atterrito, tremando violentemente, Maometto scende con passo incerto il monte Hira. Un sudore freddo gli cola sulla fronte, stretta nella fascia che avvolge il viso sconvolto. Gli occhi scuri brillano di febbre, le spalle sono scosse da brividi convulsi. Il suo smarrimento è tale che per un momento pensa di gettarsi dall'alto della montagna. Si sente oppresso, costretto, soffocato.
Eppure è un uomo maturo, temprato dalla vita. Cosa ha visto per essere così sconvolto? Forse Satana, o forse l'angelo Gabriele, il messaggero di Dio, venuto per annunciargli iI suo destino? Ci vorranno altre apparizioni per convincerlo.
Quella notte, Maometto trova solo la sua donna, Khadigia, cui confidare il suo sgomento. A lungo lei sarà la sua unica confidente. E lo sosterrà sempre.


Maometto e l'Angelo Gabriele 


La Rivelazione: una prova terrribile che lascia Maometto sfinito, profondamente turbato

Khadigia, che ha ora cinquantacinque anni, è materna, rassicurante. Maometto, invece, teme di essere preda di quei ginn che turbano la mente degli uomini, condannandoli a errare impazziti nel deserto. Khadigia decide allora di chiedere consiglio a suo nipote, Waraqa ibn Naufal, che conosce bene le scritture ebraiche e cristiane.
Questi rassicura Maometto e aI tempo stesso lo inquieta. Lo rassicura, paragonando l'esperienza che Maometto vive a quella dei profeti, come Mosè, ma lo spaventa prevedendo che il suo popolo lo scaccerà, perché l'uomo che annuncia la Rivelazione necessariamente suscita l'ostilità della gente.
Le rivelazioni si ripetono e, a poco a poco, Maometto si abitua. Ma sono pur sempre una prova dolorosa, faticosa. Resta per ore e ore incosciente, come ebbro, sudato e scosso da brividi. Sente strani rumori, catene, suoni di campane, battiti d'ali.
"Sempre, a ogni Rivelazione, mi sembrava che mi strappassero l'anima."


Maometto, l'eletto di Allah, ha una missione: "recitare" agli uomini ciò che il Cielo gli detta

Quando l'Essere glorioso smette di manifestarsi a lui, Maometto prova quel senso di vuoto e di angoscia ben noto ai mistici. Si crede abbandonato, viene colto dal dubbio. Ma Maometto non è un mistico: non è un'esperienza personale e intima quella che lui vive, tesa all'incontro e alla simbiosi con Allah. Maometto si convince ben presto di essere stato scelto come Profeta, vale a dire come intermediario, come la voce di cui Allah si serve per trasmettere agli uomini la sua volontà.
Allah non parla mai direttamente agli uomini. In tutti i tempi le leggi promulgate dai profeti come Adamo, Abramo, Mosè, Gesù sono state trascritte dall'uomo. Maometto non fa che "recitare" quello che Ia voce divina gli ordina di trasmettere.
La recitazione orale, solenne, davanti a un uditorio, si esprime in arabo con Ia parola quran, da cui deriva Corano, il libro sacro dei musulmani.
La novità è che il messaggio viene rivelato a Maometto in lingua araba, la lingua parlata dai poeti dello Higiaz, compresa in tutta l'Arabia. Cosi l'arabo è elevato al rango di lingua sacra, la lingua del Corano.
La parola IsIàm significa "sottomissione alla volontà di Dio". È un sostantivo che deriva dal verbo aslama, "sottomettersi". Il participio di questo verbo, muslim, da cui deriva l'italiano "musulmano", designa colui che si sottomette, che obbedisce.
Sottomettersi ad Allah e obbedirgli, ecco il principio fondamentale del messaggio ricevuto da Maometto. Predicherà sempre che la saggezza sta nell'obbedire ad Allah, unico Dio, onnipotente, capace di resuscitare i morti e di annientare i miscredenti. Allah, che nell'ora del Giudizio prernìerà i buoni e punirà i cattivi.
Il messaggio è semplice. Come sarà accolto?


Maometto tenta innanzitutto di convertire i membri del suo clan. Ma trova soltanto indifferenza, disprezzo, ostilità

I suoi primi discepoli sono i parenti prossimi e gli amici: Khadigia, sua moglie, Ali e Zayd, i suoi figli adottivi. Il primo convertito che non fa parte della famiglia è un mercante agiato, Abu Bakr. È un uomo deciso, coraggioso ed equilibrato, stimato da tutti. Di tre anni più giovane del Profeta diventerà il suo fedele amico. Altri convertiti, molto più giovani, provengono da ricche famiglie appartenenti a clan influenti della Mecca, come un certo Uthman ibn Affan, bel ragazzo elegante, preoccupato più del proprio aspetto che della religione. I maligni della Mecca sostengono che la sua conversione è frutto soltanto della sua infatuazione per Ruqayya, una figlia di Maometto.
Le conversioni si fanno strada anche tra la povera gente, come il fabbro Khabbab ibn al-Aratt, figlio di una donna che effettua le circoncisioni, o come lo schiavo affrancato Sohayb ibn Sinan, detto il Rumi, cioè il bizantino, per i suoi capelli biondi. Infine, al livello più basso della scala sociale si convertono alcuni schiavi, come Bilal, un nero che Abu Bakr salverà dalla morte.
Maometto ha ricevuto l'ordine di convertire all'Islàm innanzitutto i suoi parenti cioè i figli di Abd al-Muttalib. L'attuale capo del clan degli Hashim è Abu Talib, lo zio che l'aveva accolto bambino. Ma Maometto sa già che le sue esortazioni saranno inutili. I figli di Abd al-Muttalib non si convertiranno mai.
Quanto ad Abu Talib, certo è un uomo onesto, ma è anche debole, un po' vile, e non avrà mai il coraggio di abbandonare la religione dei suoi antenati.
Il secondo uomo del clan è Abu Lahab, fratello di Abu Talib, un uomo ricchissimo, che tiene molto all'usanza del pellegrinaggio alla Mecca, poiché ne ricava profitti notevoli, come dal suo commercio. Religione e affari sono strettamente intrecciati, e le divagazioni di Maometto sul Dio unico minacciano la sua prosperità.
Il terzo è Hamza, un cavaliere del deserto che crede al codice d'onore beduino. Per lui la vita è una lotta, una dimostrazione di coraggio e di forza. La religione non lo preoccupa poi tanto.
Il quarto, Abbas, anch'egli membro ragguardevole del clan, è un usuraio, un uomo che fa affari alla Mecca, a Medina e a Taif. Non gli impotta nulla dell'unico Dio di cui gli parla il nipote.


I Qaurayshiti usano ogni possibile mezzo per ridurre Maometto al silenzio

È una delusione terribile per Maometto. Lui, che pensava di conquistare facilmente i fieri Qurayshiti, essendo uno di loro e per di più ricco, ottiene soltanto ostilità e disprezzo. Come può essere così presuntuoso da chiedere che abbandonino la religione degli antenati per credere aI suo messaggio come all'unica verità? Certo, Maometto è diventato pazzo, magnun in arabo. Farebbe meglio a tornare alle sue pecore e ai suoi cammelli.
Intanto, Ie sue parole fanno nascere una certa inquietudine.
Questo Allah di cui parla Maometto, questo Dio unico, nato dal nulla e che non ha figli, tollererà le altre divinità e i ginn? E se Maometto predicasse l'abbandono del santuario della Kaaba e la soppressione dei pellegrinaggi? Si perderebbe certamente un'enorme fonte di guadagni!
La vita di Maometto è nelle mani di Abu Talib, il capo del clan. Finché il Profeta fa parte del clan, tutti i membri gli devono aiuto e protezione. Ma se ne venisse escluso, non gli dovrebbero più nulla, e potrebbero ucciderlo impunemente. Così i Qurayshiti inviano degli emissari da Abu Talib, per convincerlo a escludere Maometto dal clan. Abu Talib non si è convertito, ma rifiuta di abbandonare il nipote. Anzi, lo protegge, come gli impone la legge del clan. I Qurayshiti sono delusi, ma non desistono, e si rivolgono direttamente a Maometto, inviandogli una delegazione, guidata da Utba, uomo freddo e deciso, per tentare una riconciliazione. Utba parla a Maometto:
"Sappiamo che sei un uomo ragionevole, quindi già conosci l'agitazione e il disordine che la tua predicazione ha provocato in città. QuaI è il tuo scopo? Se vuoi del denaro, te lo daremo. Se vuoi il potere e comandare sulla città, siamo pronti a sceglierti come capo. Ma per favore non dire più che le nostre divinità e quelli che le adorano sono condannati alle fiamme eterne delf inferno. Se sei soltanto malato, cercheremo per te i migliori guaritori del corpo e dell'anima".
Maometto ascolta con amarezza. No, i mercanti della Mecca non hanno capito nulla. Non vogliono credere, sono degli "infedeli". Per credere, gli chiedono miracoli: far scorrere nel deserto fiumi azzurri come in Siria, tagliare in due la luna, quasi fosse una focaccia. Desolato da tanta incredulità, triste per no nessere riuscito a riconciliarsi con il suo clan, Maometto afferma di non adorare le loro divinità, e recita loro un frammento di ciò che Allah gli ha ordinato di proclamare:
"Che ne pensate voi di al-Lat, di al-Uzza e di al-Manat, il terzo idolo? Voi dunque avreste i maschi e Lui le femmine? Divisione sarebbe iniqua! Esse non sono che nomi dati da voi e da' padri vostri, pei quali Iddio non v'inviò autorità alcuna" (Sura LIII).
L'affronto è gravissimo: non si possono insultare impunemente Ie divinità della Kaaba. Cominciano le persecuzioni.


Maometto è braccato, ma la solidarietà tribale lo salva: Hamza lo aiuta a rifugiarsi in casa di al-Arqam

Da tutte le parti Maometto viene contestato e deriso. La Resurrezione dei corpi, il Giorno del
Giudizio, elementi essenziali del messaggio di Allah, vengono ridicolizzati.
Quatre sarebbe la data del Giudizio? E anche gli antenati saranno condannati al fuoco eterno per aver adorato gli idoli della Mecca?
Non sono più neanche domande, ma insulti. Maometto è considerato un indovino, uno stregone, un poeta, peggio, un uomo pagato dai cristiani e dagli ebrei della città. Il suo avversario più feroce è Abu Jahl, potente capo del clan dei Makhzum.
Per fortuna, Maometto trova un sostegno insperato in suo zio Hamza, un uomo povero e collerico, amante del vino, ma energico e coraggioso. Un giomo, tornando dalla caccia nel deserto, Hamza sente da una comare che Abu Jahl ha insultato Maometto. Non può tollerare quell'affronto. Le questioni religiose lo interessano poco, anzi è piuttosto ostile alla predicazione di Maometto, che non rispetta le tradizioni. Ma insultare suo nipote è come ferire lui personalmente. Hamza ha la tipica reazione di un beduino: ciò che offende un membro del clan, offende tutto il clan. La solidarietà tribale lo lega a Maometto. Furibondo, armato, corre alla ricerca del colpevole e lo ferisce. Alla fine dello scontro, AbuJahl ammette di aver sbagliato, e Hamza, per solidarietà con il nipote, si fa musulmano.
Questa solidarietà tribale preserva Maometto da persecuzioni più gravi, ma i suoi seguaci sono vittime di continue pressioni morali e fisiche. Anche camminare per strada è diventato pericoloso: spesso vengono presi a sassate.
Maometto riesce a organizzarsi per resistere alle persecuzioni, aiutato proprio da un membro del clan dei Makhzum, il clan Qurayshita che più degli altri lo tormenta: al-Arqam ibn Abd Manaf, il quale gli offre rifugio nella sua grande casa. È significativo che Maometto abbia trovato asilo presio un estraneo: ormai il Profeta è solo, è un uomo senza clan. La vita alla Mecca è sempre più difficile, il commercio di Khadigia rovinato, la situazione economica dei seguaci insostenibile.


Le persecuzioni continuano senza tregua. I discepoli di Maometto non hanno scelta: sono obbligati ad andare in esilio

NeI 615, il Profeta consiglia ad alcuni musulmani di fuggire in Abissinia. Guidato da un cugino di Maometto, Giafar, figlio di Abu Talib e fratello di Alì, un piccolo gruppo, composto dall'elegante Uthman ibn Affan, da sua moglie Ruqayya e da pochi altri, si mette in marcia, attraversa il mar Rosso e giunge nell'attuale Etiopia, dove viene ben accolto dal Negus, un re cristiano la cui saggia amministrazione ha dato ricchezza e prosperità al suo paese.
Molti aspetti restano oscuri in questa vicenda. Forse Maometto li ha esortati a fuggire perché la loro fede gli sembrava fragile. O forse alla Mecca c'era rivalità tra I'elegante Uthman e il pacato commmerciante Abu Bakr, di cui il Profeta apprezzava molto i consigli.
Alcuni storici hanno visto in questa emigrazione una soluzione per placare i conflitti nascenti, o anche un pretesto per allontanare alcuni credenti le cui opinioni differivano da quelle di Maometto. Certamente, questa prima emigrazione rivela la nascente simpatia tra musulmani e cristiani.
Le relazioni con gli abissini sono così cordiali che alcuni arabi, impressionati dalle chiese e dal culto cristiano, si convertono al cristianesimo. È il caso di Sukran ibn Amr, ma sua moglie Sauda non lo segue, anzi, torna alla Mecca e si rifugia nella casa di Maometto.
Ben presto, altri emigrati si riuniranno ai musulmani rimasti in Arabia.


La conversione di Omar, feroce nemico dell'Islàm, infonde coraggio ai credenti

Mentre un gruppo fugge in Abissinia, un altro, formato da circa quaranta uomini e venti donne, cerca di resistere chiuso nella casa di al-Arqam. Vengono organizzati dei tumi di guardia per proteggersi dagli attacchi improvvisi. I Qurayshiti, esasperati dall'aumento delle conversioni, diventano sempre più aggressivi, finché uno di loro, Omar ibn al-Khattab, decide che sarà lui a uccidere Maometto.
Omar è un uomo pericoloso, violentissimo, orgoglioso, forte, così alto che deve piegarsi per entrare in una casa. Con la spada sguainata, Omar s'incammina deciso per la strada che porta a casa di al-Arqam. Ma ecco che incontra qualcuno a cui rivela il suo progetto e che gli dà un consiglio sorprendente. Farebbe meglio a guardare nella sua famiglia, dove sua sorella Fatima e il marito Said si sono convertiti alla religione islamica. Allora, Omar torna indietro, a casa sua, dove in quel momento l'umile fabbro Khabbab sta leggendo il Corano alla sorella e al cognato. Sentendo il rumore dei passi, Khabbab si nasconde in un'altra stanza. Ma Omar ha sentito delle voci. Vuole sapere chi c'era in casa. La sorella è imbarazzata, ma rifiuta di rispondere. Omar la colpisce e la ferisce alla testa. La vista del sangue gli fa capire di essere stato troppo violento. Profondamente pentito, chiede di poter leggere quello che aveva sentito. Il testo lo conquista, gli sembra sublime.
Corre ancora verso la casa di àl-Arqam, ma questa volta per convertirsi.
Nessuno immagina allora che, dopo Ia morte di Maometto, Omar diventerà uno dei più famosi califfi dell'Islàm. In quel momento, l'importante è che Ia sua conversione dà nuovo vigore alla giovane comunità. L'adesione di quell'uomo, fiero e appassionato nell'odio come nell'amore, rende i discepoli più arditi, spingendoli a pregare pubblicamente, vicino alla Kaaba.
I musulmani si distinguono dagli altri abitanti della Mecca per la pratica della preghiera, ma non sono ancora organizzati in comunità.


Nel 619, l'anno del lutto, Maometto, nonostante il dolore, proibisce a se stesso di piangere la morte di Khadigia e di Abu Talib

Khadigia muore a sessantacinque anni. Da venticinque era la moglie di Maometto, ed era stata per lui consigliera, amministratrice, compagna. Per prima ha creduto alle sue parole.
Maometto è inconsolabile, prostrato. Ma deve continuare a vivere e allevare le figlie. Sposa
allora Sauda, la donna che si era rifugiata da lui quando il marito si era convertito al cristianesimo.
I testi non dicono chiaramente se lei è vedova o divorziata. Certamente è una brava donna di casa, non molto bella, che saprà senz'altro occuparsi della famiglia.
Due giorni dopo Khadigia, muore anche Abu Talib, che ha quasi novant'anni. La sua scomparsa è un colpo terribile per Maometto: non solo ha perso il suo protettore, ma la carica di capoclan passa al fratello del defunto, Abu Lahab, accanito nemico del Profeta.
Abu Lahab lo odia, lui che ha affermato che Abd al-Muttalib e Abu Talib si trovano nelle fiamme dell'inferno insieme agli idolatri.
Per gli arabi, condannare gli antenati all'inferno è un crimine contro la stirpe, il peggiore dei crimini. Maometto non ha rispettato la legge del clan: quindi è una pecora nera, un escluso, un fuorilegge, un uomo socialmente morto. Chiunque può impunemente ucciderlo, venderlo come schiavo, torturarlo, tanto nessuno lo difenderà o vendicherà la sua morte.
La situazione diventa intollerabile. I suoi nemici non hanno più limiti, i vicini gli tirano addosso frattaglie di pecora mentre prega, un mascalzone gli getta della sabbia in testa...
Bisogna decidersi a lasciare la città maledetta.


Perseguitato a Taif e isolato alla Mecca, Maometto predica ai pellegrini. 
La provvidenza gli fa incontrare quelli di Jathrib

Nell'estate del 620, i pellegrini sono più numerosi del solito intorno alla Kaaba. Mentre cerca di convertire qualche straniero, Maometto incontra sei abitanti della città di Yathrib. Impressionati dalla sua personalità, essi pensano che forse lui potrebbe risolvere i numerosi conflitti che turbano la loro città.
L'anno dopo, cinque di quei pellegrini tornano, accompagnati da altri sette. Sono dunque dodici, come gli apostoli di Gesù. Si riuniscono vicino alla Mecca, presso le montagne di Aqaba, e prestano iI cosiddetto Primo Giuramento di Aqaba.
Maometto chiede agli abitanti di Yathrib di proteggerlo come farebbero con le loro figlie e le loro donne. È la formula classica per coloro che vogliono entrare a lar parte di un clan. Per questo il giuramento di Aqaba si chiama anche "giuramento delle donne".
La sua importanza è enorme. Nella società araba del deserto, in cui un individuo senza antenati e senza albero genealogico non è concepibile, Maometto taglia volontariamente ogni legame con la propria famiglia. Afferma così che la legge del clan è superata: non sono i legami del sangue che contano, ma i patti di alleanza, un'alleanza fondata su un ideale comune. Alla tribù succede la comunità, la umma.
Nel 622, settantacinque pellegrini giungono da Yathrib - settantatré uomini e due donne - e giurano a Maometto che combatteranno per lui.
È il "giuramento di guerra", il Secondo Giuramento di Aqaba. Maometto è diventato un capo: non un capo tribù, ma il capo di un popolo, come Mosè.


Dilaniata dalle rivalità fra le tribù, Yathrib ha bisogno di un capo al di sopra delle parti

Trecentocinquanta chilometri a nord-ovest della Mecca, Yathrib è una città molto antica, di cui si parla già in un testo babilonese del VI secolo a.C.
Conta circa tremila abitanti. Ci sono tre tribù ebraiche - i Qorayza, i Nadhir e i Qaynoqa, che hanno adottato in gran parte i costumi arabi e parlano un dialetto arabo - e due tribù arabe dominanti, gli Aws e i Khazrag.
Le continue lotte intestine convincono gli abitanti più pacifici a chiedere l'aiuto di Maometto. Per il momento sono gli Aws ad avere la meglio. Ma che cosa accadrà domani? La città teme nuovi combattimenti, nuove razzie, la spirale della violenza fratricida.


Yathrib è un'oasi ricca, ma minacciata

A Yathrib l'abbondanza di acque sotterranee permette un'agricoltura fiorente, che sarebbe impossibile alla Mecca. L'oasi è ricca di magnifici palmizi e frutteti e gli abitanti vivono soprattutto della coltura dei datteri e dei cereali. Sono, insomma, prevalentemente dei contadini.
Ma la minaccia dei beduini del deserto, che disprezzano profondamente chi lavora la terra, pesa sulla popolazione, e inoltre le relazioni tra i vari clan e tribù diventano sempre più tese.
Tra faide, vendette e controvendette, la vita è ormai insopportabile.
La prosperità della città è in pericolo: solo Maometto forse può ristabilire la pace.


martedì 25 novembre 2014

MAOMETTO . Mohammed . Mahoma . מוחמד . محمد . Мухаммед . Maomé . モハメッド . 穆罕默德 . Muhammad

Nascita del Profeta (Miniatura persiana)
 UN UOMO DELLA MECCA

LA NASCITA

La tradizione ammanta di mistero e di meravigliosi prodigi la nascita del Profeta di Allah: si racconta che l'apparizione di una stella nel cielo I'annunciò agli ebrei dell'oasi di Yathrib, la futura Medina, e che i magi della Persia, seguaci di Zarathushtra, videro spegnersi il fuoco sacro che bruciava nel loro tempio da più di mille anni...

Nel Vangelo secondo Giovanni, Gesù annuncia la venuta di un parakletos, termine greco che significa intercessore, difensore, e nelle intenzioni dell'Evangelista indica lo Spirito Santo. Ma i musulmani leggono periklitos, ovvero "il più lodato", che in arabo si dice Muhammad. Il Corano afferma perciò che la nascita di Maometto (a fronte in una miniatura persiana) sia stata annunciata dai profeti che lo hanno preceduto.

Si racconta inoltre che la notte della nascita di Maometto il cielo fosse illuminato da una luce
così intensa che sua madre, Amina, poteva vedere suq di Damasco come in pieno giorno. In realtà, nessuno, neppure suo nonno, conosce la data esatta della nascita di Maometto. Si sa soltanto che nasce nell'anno dell'Elefante, chiamato così perché il viceré abissino dello Yemen marcia verso la Mecca con una grande armata in cui c'è anche un elefante. Gli studiosi ritengono che si tratti del 570 o 571.


Quando nasce, Maometto è già orfano di padre. Il nonno paterno lo accoglie e lo affida a una nutrice del deserto


Notte della nascita del Profeta: gli angeli attorniano la Kaaba
e la contrassegnano con tre vessilli (Miniatura persiana)

Abd Allah non ha la gioia di veder nascere suo figlio. Muore qualche settimana prima, durante un viaggio d'affari a Yathrib, trecentocinquanta chilometri a nord ovest della Mecca. Lascia ben poco in eredità alla vedova: una schiava, cinque cammelli e alcune pecore. Amina chiede aiuto al suocero, Abd al-Muttalib, capo del potente clan degli Hashim.
Maometto non vivrà a lungo con la madre, nella casa del nonno vicina alla Kaaba. 
Secondo l'usanza, la testolina del neonato viene rasata e i capelli posti sul piatto di una bilancia: il loro peso in oro sarà distribuito ai poveri.
Certo, i capelli di un neonato non pesano molto, ma così vuole la tradizione.  Di solito, i figli dei notabili della Mecca sono affidati a una nutrice presso qualche tribù di nomadi nel deserto. Nel deserto, l'aria è più salutare e i bambini crescono sani e forti, ma le ragioni profonde di questo allontanamento sono di carattere sociale: il bimbo diventa in questo modo fratello di latte di un altro bambino della tribù, e secondo il codice beduino i  fratelli di latte sono come i fratelli di sangue. 
Ancora oggi, le donne beduine più povere vanno alla Mecca in cerca dei figli dei cittadini più ricchi da tenere a balia. Così migliorano le loro condizioni di vita e, soprattutto, stringono legami con i figli di latte, che da grandi saranno uomini importanti.

La nutrice di Maometto è una certa Halima, del clan dei Saad, che porta con sé il piccolo nella regione montuosa vicino a Taif, dove, quando sarà cresciuto, porterà le pecore al pascolo in compagnia del fratello di latte.


La sorte si accanisce contro il piccolo Maometto:  nell'arco di due anni scompaiono le persone cui è più teneramente attaccato


Halima allatta Maometto (Miniatura persiana)

Quando torna dal deserto, Maometto ha sei anni. Con la madre si trasferisce allora a Yathrib. 
È una piccola carovana quella che marcia verso l'oasi: cinque cammelli, una schiava di nome Umm Ayman, il bambino e la madre. A Yathrib, per un bambino che arriva dalla Mecca, ci sono tante cose da scoprire. Il cibo è molto più abbondante, e poi ci sono alberi, piante, persino un laghetto in cui fare il bagno. Ma la gioia di Maometto sarà breve.
Poco tempo dopo l'arrivo nell'oasi, la madre muore. Ora Maometto è solo. Umm Ayman lo riporta alla Mecca, nella casa del nonno.
Abd al-Muttalib è ormai un venerabile vegliardo di quasi ottant'anni. Ben presto il piccolo Maometto si affeziona profondamente al vecchio nonno. Due anni dopo, la morte spezza anche questo legame. A otto anni, Maometto non ha più parenti in linea diretta, e tocca ai membri collaterali del clan occuparsi di lui. Lo accoglie uno zio paterno, Abd Manaf, che dopo la morte di Abd al-Muttalib ha preso il comando del clan.
Il tutore di Maometto è più conosciuto col nome di Abu Talib: gli arabi amano talmente i figli che spesso un uomo porta il nome del figlio maschio, preceduto da Abu, che significa "padre di". Lo zio di Maometto è un commerciante abile e onesto, la sua famiglia è molto numerosa, non è povero ma non può neppure dirsi benestante.


A Bosra, in Siria, un monaco cristiano di nome Bahira è il primo a riconoscere in Maometto il futuro Profeta, "l'inviato di Dio"


Abd al-Muttalib e Abu Talib arrivano alla scuola di Maometto
in seguito alle sue lamentele verso l'insegnante (Miniatura persiana)

Abu Talib porta spesso con sé il nipote, nei lunghi viaggi delle carovane attraverso il deserto. Un giorno, giungono a Bosra, famosa città cristiana, con una bella cattedrale. Nel 543, l'imperatrice Teodora, moglie di Giustiniano, vi ha insediato un vescovo. La carovana si ferma vicino a un eremo, in cui vive un monaco di nome Bahira. La carovana ha sostato altre volte in quel luogo, ma il monaco non è mai uscito dalla sua cella. Questa volta, però, la presenza di Maometto spinge l'anacoreta a parlare con i carovanieri. Li invita persino a dividere il suo pasto. In sogno ha visto avvicinarsi una carovana di cammelli, e uno dei cammellieri aveva un'aureola e una nube che fluttuava sul suo capo. Guardando Maometto, Bahira riconosce in lui il cammelliere della sua visione: 
"Tu sei l'inviato di Dio, il Profeta annunciato dal libro sacro, la Bibbia".
Al momento di separarsi, il monaco raccomanda ad Abu Talib di avere molta cura del bambino:
"Torna con lui nel tuo paese e guardati dagli ebrei, perché, se vedono in lui quello che io ho
riconosciuto, tenteranno di fargli del male".
Il monaco ha visto giusto, salvo il fatto che non è dagli ebrei che Maometto dovrà difendersi,
ma dal suo stesso popolo. Per il momento, è soltanto un adolescente che gioca volentieri con il cugino Alì, uno dei figli di Abu Talib. Uno dei loro passatempi preferiti è di accompagnare le carovane alla fiera di Okaz. 


Alla fiera di Okaz, Maometto scopre che nel deserto la parola vale più dell'oro


Maometto adolescente riceve il saluto del monaco Bahira, a Bosra (Miniatura persiana)

Il suq di Okaz, a pochi chilometri dalla Mecca, è il mercato più famoso d'Arabia. In nessun'altra parte del mondo, si trovano così tante merci. Non è raro che un re dello Yemen vi invii una spada o un cavallo di razza, perché li acquisti "l'arabo più nobile". Allora si costruisce un palco, dove affluiscono i compratori. Ognuno espone in versi il motivo per cui si ritiene il più nobile: è chiaro che la tribù che ha il poeta migliore ha più possibilità di vincere. La folla assiste con passione e assegna la vittoria. 
La competizione poetica, la mufakhara, non serve solo da stimolo agli acquisti; a Okaz si affrontano, in una sfida leale, tutti i poeti arabi. I vincitori sono letteralmente venerati. Le loro
composizioni, le qasida, trascritte in lettere d'oro su seta nera, restano esposte nel recinto del santuario per un anno, così che tutti possano leggere e apprendere i versi. 
Le poesie premiate si chiamano muallaqa, le "appese" per l'appunto.

In questa fiera singolare, Maometto comprende che per gli arabi la parola vale più dell'oro. I palazzi costruiti sulla sabbia sono andati distrutti, come a Palmira; un giorno le città diventeranno rovine, ma la parola è magica.
Potente e invisibile come il vento tra le dune, la Parola trasforma e distrugge. Il verbo è divino. Maometto non lo dimenticherà mai.


Maometto sposa Khadigia: da giovane povero diventa un uomo ricco e potente

Maometto e Khadigia. Miniatura (Storia dei Profeti)

Sembra che, a causa della sua povertà, Maometto sia rimasto celibe più a lungo di quanto usasse nel suo ambiente. Nella società beduina il matrimonio tipico è quello tra i cugini, ma Maometto chiede invano allo zio Abu Talib la mano della cugina Umm Hani. Tuttavia, ben presto la sorte gli sarà favorevole. Una donna lo nota. Si chiama Khadigia, figlia di Khowaylid; è vedova ed è stata sposata due volte. 
Molto ricca, Khadigia è indipendente, dirige da sola gli affari e le sue carovane sono considerate le più importanti della Mecca. Per condurle in Siria, sceglie Maometto come uomo di fiducia. Khadigia se ne innamora, e vuole sposarlo. Il progetto presenta notevoli difficoltà: innanzitutto, lei ha quasi quarant'anni e lui venticinque, e inoltre lei è molto ricca mentre lui è poverissimo. Il clan di Khadigia si opporrà certamente alle nozze. 
Intanto, malgrado gli approcci della donna, Maometto non capisce che lei vuole sposarlo, lui, suo semplice dipendente!
Khadigia ricorre allora a un'intermediaria, Nafissa bint Munya, la quale spiega chiaramente al giovane che la sua padrona lo vuole per marito. Maometto accetta e nel 595 si celebra il matrimonio.

Nel clan di Khadigia, Maometto conosce alcuni asceti molto pii, tra cui Waraqa ibn Naufal, nipote della moglie. Questi è molto sapiente, sa tradurre il Vangelo dal siriaco in ebraico e in arabo. E' un hanif , ovvero tendenzialmente monoteista, benché non aderisca né all'ebraismo né al cristianesimo.


Un'ombra turba la tranquilla felicità di Maometto: Khadigia non gli dà figli maschi


Riunione di giovani alle porte della città (Miniatura di Yahya al-Wasiti)

Da parente povero di una famiglia illustre, costretto a guadagnarsi da vivere al servizio degli altri, Maometto è diventato una persona importante, che può condurre un'esistenza tranquilla, senza più preoccupazioni economiche.
Eppure, ancora una volta, la sorte è contro di lui. Zaynab, Ruqayya, Fatima e Umm Kulthum: la moglie di Maometto mette al mondo soltanto femmine. Per la verità, sono nati anche alcuni maschietti, ma sono morti giovanissimi. E per gli arabi non avere eredi maschi è un grave disonore, tanto più che la consuetudine permette una poligamia quasi illimitata. 
Un uomo ricco, poi, può facilmente acquistare schiave giovani e belle. Ma Maometto è legato a Khadigia e le sarà fedele finché lei vivrà. Piuttosto che prendere un'altra moglie, preferisce adottare due ragazzi: il giovane cugino Ali, figlio dello zio Abu Talib, i cui affari vanno sempre peggio, e un certo Zayd, uno schiavo da lui affrancato, originario di una tribù di Kalb, fortemente cristianizzata.



Il nome di Maometto in calligrafia gigante (India)

* La leggenda circonda la nascita di Maometto di avvenimenti prodigiosi. Gli angeli volavano intorno alla Kaaba e scagliavano pietre ai ginn che spiavano tutto quello che accadeva nell'universo. Non ci fu bisogno di tagliare il cordone ombelicale al neonato, perché la Provvidenza lo aveva già reciso. Gli angeli lo lavarono, e le donne che assistevano la madre lo trovarono lindo e puro come il cristallo. Si narra ancora che, con grande sorpresa di Abd al- Muttalib, si scoprì che il piede del piccolo lasciava sulla Pietra nera della Kaaba la stessa impronta del piede di Abramo.

* Insieme ad Halima, altre dieci donne del suo clan erano andate alla Mecca per cercare dei bimbi da allattare. Tutte trovarono un bimbo, tranne Halima, che aveva poco latte. Quando le presentarono Maometto, sbottò: "Un orfano! E senza denaro!" Ma, dopo aver consultato il marito, decise di accettarlo, e, appena offrì il seno al piccolo, ecco che il latte fluì abbondante come dalla più fertile delle nutrici.

* La condizione di orfano influenzò fortemente il Profeta che, secondo la tradizione musulmana, predicò sempre il rispetto per i genitori, in particolare per la madre, e l'amore per i bambini. Narra al-Bukhari che una volta un fedele, vedendolo baciare con affetto il nipotino, esclamò: "Io ho dieci figli e non ne ho mai baciato uno"- L'Inviato di Dio lo guardò e gli rispose: "Chi non sente affetto, non riceverà affetto".

* Secondo lo storico arabo Ibn Hisham, vissuto nel IX secolo, il monaco Bahira volle avere da Maometto la conferma della veridicità della sua visione profetica:
"Interrogò l'inviato di Dio su ciò che provava durante il sonno o da sveglio. L'inviato di Dio rispose. Bahira trovò le risposte conformi alle aspettative. Poi gli esaminò Ia schiena e trovò fra le sue spalle il segno della profezia..."

* La leggenda dell'incontro di Maometto e Bahira è riportata dallo storico Ibn Hisham, morto verso l'833, e allievo di Ibn Ishaq, morto nel 768. Solo cent'anni dopo la scomparsa del Profeta si comincia infatti a ricostruire la Sira, cioè la sua biografia. Più tardi lo storico Tabari, morto intorno al 923, continuerà la loro opera. I biografi dovettero verificare migliaia e migliaia di hadith, i racconti orali tramandati da quattro o cinque generazioni.
Non c'è da stupirsi perciò se il racconto della vita di Maometto alla Mecca ci sia giunto in versioni diverse, a volte addirittura contraddittorie.
Quando si interroga su questo argomento un musulmano religioso, di solito risponde: 
"Tu dici bene, ma Dio solo lo sa".

* La "Assemblea di giovani alle porte della città" è un'illustrazione tratta da una maqama di al-Hariri, che ricorda la spensieratezza dei giovani della Mecca, poco inclini ad ascoltare le austere prediche di Maometto.

I n epoca preislamica, Ie fiere sono l'occasione per grandi feste e per gare poetiche, durante le quali i poeti declamano i loro versi. La poesia è di una duttilità e ricchezza veramente notevoli, anche perché la metrica e la rima dei versi sono molto rigorose, basate sull'alternanza di sillabe lunghe e brevi. La costruzione generale dell'opera poetica è valutata meno della perfezione di un sol verso, dal ritmo finemente cesellato.

* La tradizione mussulmana ricostruisce così i ricordi di Nafissa bint Munya che, per conto di Khadigia, sonda le intenzioni di Maometto: 
- Cosa ti impedisce di sposarti?
- Mi rispose: Non possiedo di che mantenere una famiglia.
- E io: E se trovassi una donna che ha denaro per due? Se lei ti offrisse la bellezza, la ricchezza, una posizione onorata e agiata, tu accetteresti?
- Chi è questa donna?
- Khadigia.

* Quando la carovana rientrò alla Mecca, Khadigia, guardando la piazza, notò che Maometto, sul cammello al centro della carovana, era riparato dall'ardore del sole da una nuvola. Non disse nulla, ma tre rimase colpita [...].
Khadigia, donna con grandi dcchezze, era stata chiesta in moglie da molti personaggi. Fece chiamare Maometto e gli disse:
'Sai che sono una donna importante e che non ho bisogno di un marito; ho detto di no a tutti [...]. Ma ho molti beni che possono esser dissipati e ho bisogno di qualcuno che ne prenda cura. Ho messo gli occhi su di te, perché tì trovo onesto e tu ti prenderai cura di quel che posseggo"'.

* Tabari - Vita di Maometto)
Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (5) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (3) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) CGIL (1) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (28) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (3) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (17) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (11) Disegni Personali (2) Disney (1) Divisionismo (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (8) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (10) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (56) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (2) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (4) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giuseppe Pellizza da Volpedo (1) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (5) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Horus (1) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (88) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (5) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (58) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Longoni (1) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (10) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (18) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Materialismo (1) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (15) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nobel (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (25) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (26) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pastello (1) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (1) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (9) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Pittura (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicanalisi (2) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (21) RAPHAËL MAFAI (1) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (21) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) S. Francesco (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salgari (1) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sandokan (1) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Schopenhauer (2) Sciamanesimo (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Scultura (1) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (2) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (124) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (48) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Taoismo (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (6) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (16) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (3) Von Humboldt (1) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Windsor (6) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)