NATURA MORTA CON VIOLINO (1730 circa)
Jean Baptiste Oudry - Pittore francese
Museo del Louvre - Parigi
Tela cm. 87 x 102
CLICCA IMMAGINE per un'alta risoluzione
Pixel 1500 x 1800 - Mb 1,26
Il dipinto NATURA MORTA CON VIOLINO raffigura una serie di elementi, tra cui un violino, davanti a un caminetto.
Il soggetto si differenzia dalla maggior parte di quelli trattati da Oudry, ovvero scene di caccia e di animali come lepri, fagiani, uccelli vari, appesi o appena uccisi.
Esso appartiene comunque ad una commissione ufficiale, forse destinato ad esaltare la passione per la musica alla corte di Luigi XV.
Il violino è un elemento che ricorre anche in altri dipinti eseguiti da Oudry, a volte abbinato ad altri strumenti musicali, oppure mescolato a frutta, fiori o animali esotici come scimmie e pappagalli, presenti nei giardini reali come "oggetti" da collezione.
Eseguito probabilmente intorno al 1730, NATURA MORTA CON VIOLINO è una replica di un altro dipinto, venduto a Parigi il 26 febbraio 1942.
Appartenuto a Emile Wauters, fu donato al Museo del Louvre nel 1934 ed è in questa sede che attualmente si trova esposto.
Figlio di un doratore e mercante d'arte, membro dell'Accademia del disegno e direttore della comunità di San Luca, Jean Baptiste Oudry nacque a Parigi il 17 marzo 1686.
Imparò i rudimenti dal padre, e in seguito fu allievo di Michel Serre e di Nicolas Largillière.
Egli iniziò la sua carriera come ritrattista e pittore di storia.
Al 1705 risalgono le sue nozze con Madamoiselle Froisse, lei stessa pittrice e sua allieva.
Dedito alla pittura di paesaggio e a ritratti animali, Oudry nel 1722 espose una scena di caccia che colpì particolarmente il re che lo nominò nel 1730 suo pittore ufficiale, commissionandogli scene di caccia e dei suoi cani preferiti.
In questo senso Oudry continuò la tradizione di Alexandre Desportes che aveva a sua volta trattato scene di caccia, influenzato soprattutto dalla pittura fiamminga e olandese.
Protetto dal re, Jean Baptiste fu nominato direttore dei lavori della manifattura di arazzi delle fabbriche di Gobelin e Beauvais.
In particolare salvò dalla rovina quest'ultima fabbrica realizzando una fortunata serie di cartoni da tradurre in arazzi.
Nel 1734 disegnò anche i cartoni raffiguranti scene di caccia commissionati da Luigi XV.
Sotto la sua direzione le arazzerie reali conobbero un incredibile successo, tanto che furono invitati artisti di successo quali Natoire e Boucher a fornire cartoni.
A causa di un colpo apoplettico, Oudry morì il primo maggio del 1775 nella sua residenza di Beauvais; il suo corpo fu inumato nella parrocchia di San Tommaso, e, dopo la rivoluzione, la pietra con l'epitaffio fu trasportata nella chiesa di Saint-Etienne dove si trova tutt'oggi.
Il soggetto si differenzia dalla maggior parte di quelli trattati da Oudry, ovvero scene di caccia e di animali come lepri, fagiani, uccelli vari, appesi o appena uccisi.
Esso appartiene comunque ad una commissione ufficiale, forse destinato ad esaltare la passione per la musica alla corte di Luigi XV.
Il violino è un elemento che ricorre anche in altri dipinti eseguiti da Oudry, a volte abbinato ad altri strumenti musicali, oppure mescolato a frutta, fiori o animali esotici come scimmie e pappagalli, presenti nei giardini reali come "oggetti" da collezione.
Eseguito probabilmente intorno al 1730, NATURA MORTA CON VIOLINO è una replica di un altro dipinto, venduto a Parigi il 26 febbraio 1942.
Appartenuto a Emile Wauters, fu donato al Museo del Louvre nel 1934 ed è in questa sede che attualmente si trova esposto.
Figlio di un doratore e mercante d'arte, membro dell'Accademia del disegno e direttore della comunità di San Luca, Jean Baptiste Oudry nacque a Parigi il 17 marzo 1686.
Imparò i rudimenti dal padre, e in seguito fu allievo di Michel Serre e di Nicolas Largillière.
Egli iniziò la sua carriera come ritrattista e pittore di storia.
Al 1705 risalgono le sue nozze con Madamoiselle Froisse, lei stessa pittrice e sua allieva.
Dedito alla pittura di paesaggio e a ritratti animali, Oudry nel 1722 espose una scena di caccia che colpì particolarmente il re che lo nominò nel 1730 suo pittore ufficiale, commissionandogli scene di caccia e dei suoi cani preferiti.
In questo senso Oudry continuò la tradizione di Alexandre Desportes che aveva a sua volta trattato scene di caccia, influenzato soprattutto dalla pittura fiamminga e olandese.
Protetto dal re, Jean Baptiste fu nominato direttore dei lavori della manifattura di arazzi delle fabbriche di Gobelin e Beauvais.
In particolare salvò dalla rovina quest'ultima fabbrica realizzando una fortunata serie di cartoni da tradurre in arazzi.
Nel 1734 disegnò anche i cartoni raffiguranti scene di caccia commissionati da Luigi XV.
Sotto la sua direzione le arazzerie reali conobbero un incredibile successo, tanto che furono invitati artisti di successo quali Natoire e Boucher a fornire cartoni.
A causa di un colpo apoplettico, Oudry morì il primo maggio del 1775 nella sua residenza di Beauvais; il suo corpo fu inumato nella parrocchia di San Tommaso, e, dopo la rivoluzione, la pietra con l'epitaffio fu trasportata nella chiesa di Saint-Etienne dove si trova tutt'oggi.