DIANA E CALLISTO - Il bagno di Diana (1525 circa)
Palma il Vecchio (1480 - 1528)
Kunsthistorisches Museum di Vienna
Tela cm. 77 x 124
Palma il Vecchio (1480 - 1528)
Kunsthistorisches Museum di Vienna
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Pixel 2500 x 1780 - Mb 1,99
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Il soggetto, tratto dalle "Metamorfosi", del poeta latino Ovidio, si riferisce alla storia di Callisto, ninfa di Diana, sedotta da Giove.
La dea, accortasi della gravidanza di Callisto decise di punirla tramutandola in orsa e lanciando dei cani sulle sue tracce. Giove la salvò portandola in cielo, dove divenne una costellazione.
La figura centrale, Diana adagiata sul prato, è molto simile alla figura di VENERE ED AMORINO (Cambridge) e anche, in senso speculare, alla VENERE di Giorgione (Dresda).
Nella ninfa, in piedi a sinistra, si è voluto identificare Callisto e vedere, nella sua posa, un riferimento alla statuaria classica.
IL paesaggio ha diversi spunti che richiamano altre composizioni dell'artista.
La critica è propensa a ritenere che l'opera, per la massima parte autografa, sia stata eseguita intorno al 1525.
DIANA E CALLISTO, altrimenti conosciuto come il BAGNO DI DIANA, si trovava in origine a Venezia, nella raccolta di Bartolomeo della Nave.
Fu portata in Inghilterra da Lord Feildin, duca di Hamilton, nel 1693; venti anni più tardi passò nella collezione dell'arciduca Leopoldo Guglielmo e nel 1930 arrivò a Vienna, dove attualmente si trova, presso il Kunsthistorisches Museum.

Jacopo Negretti, detto Palma il Vecchio, nacque a Serinalta presso Bergamo, intorno al 1480.
Non è documentato con esattezza quando il pittore si stabilì a Venezia, ma è certo che vi era residente dall'8 marzo 1510.
Difficile è anche chiarire la sua formazione artistica; risulta essere iscritto a due scuole, quella grande di San Marco e quella di San Pietro.
L'unica opera firmata è la MADONNA, oggi al Museo di Berlino.
A Venezia Palma il Vecchio conobbe un notevole successo grazie a due tipi di produzione: le SACRE CONVERSAZIONI di grande formato, un genere poco praticato dopo la morte di Giovanni Bellini e del quale si era interessato solo sporadicamente Tiziano, e le "figure di genere", personaggi femminili piuttosto provocanti e seducenti, spesso idealizzati, ispirati sicuramente all'esempio di Tiziano.
Il primo dipinto certo dell'artista è l'ASSUNZIONE DELLA VERGINE, oggi all'accademia di Venezia, eseguito intorno al 1512.
Fra le tappe documentate della carriera di Palma si ricordano: la pala d'altare per la chiesa di Sant'Antonio di Castello a Venezia, che raffigura lo sposalizio della Vergine e della quale rimane solo un frammento; l'ADORAZIONE DEI MAGI, dipinta nel 1525 e destinata alla chiesa conventuale degli Olivetani di Sant'Elena, oggi alla Pinacoteca di Brera.
Il polittico di SANTA BARBARA (Santa Maria Formosa a Venezia) è sicuramente tra le opere più significative dell'artista che morì il 30 luglio del 1528.
I dipinti da lui lasciati incompiuti furono terminati dagli allievi della sua fiorente bottega, tra i quali Bonifacio e Cariani.
La dea, accortasi della gravidanza di Callisto decise di punirla tramutandola in orsa e lanciando dei cani sulle sue tracce. Giove la salvò portandola in cielo, dove divenne una costellazione.
La figura centrale, Diana adagiata sul prato, è molto simile alla figura di VENERE ED AMORINO (Cambridge) e anche, in senso speculare, alla VENERE di Giorgione (Dresda).
Nella ninfa, in piedi a sinistra, si è voluto identificare Callisto e vedere, nella sua posa, un riferimento alla statuaria classica.
IL paesaggio ha diversi spunti che richiamano altre composizioni dell'artista.
La critica è propensa a ritenere che l'opera, per la massima parte autografa, sia stata eseguita intorno al 1525.
DIANA E CALLISTO, altrimenti conosciuto come il BAGNO DI DIANA, si trovava in origine a Venezia, nella raccolta di Bartolomeo della Nave.
Fu portata in Inghilterra da Lord Feildin, duca di Hamilton, nel 1693; venti anni più tardi passò nella collezione dell'arciduca Leopoldo Guglielmo e nel 1930 arrivò a Vienna, dove attualmente si trova, presso il Kunsthistorisches Museum.

Jacopo Negretti, detto Palma il Vecchio, nacque a Serinalta presso Bergamo, intorno al 1480.
Non è documentato con esattezza quando il pittore si stabilì a Venezia, ma è certo che vi era residente dall'8 marzo 1510.
Difficile è anche chiarire la sua formazione artistica; risulta essere iscritto a due scuole, quella grande di San Marco e quella di San Pietro.
L'unica opera firmata è la MADONNA, oggi al Museo di Berlino.
A Venezia Palma il Vecchio conobbe un notevole successo grazie a due tipi di produzione: le SACRE CONVERSAZIONI di grande formato, un genere poco praticato dopo la morte di Giovanni Bellini e del quale si era interessato solo sporadicamente Tiziano, e le "figure di genere", personaggi femminili piuttosto provocanti e seducenti, spesso idealizzati, ispirati sicuramente all'esempio di Tiziano.
Il primo dipinto certo dell'artista è l'ASSUNZIONE DELLA VERGINE, oggi all'accademia di Venezia, eseguito intorno al 1512.
Fra le tappe documentate della carriera di Palma si ricordano: la pala d'altare per la chiesa di Sant'Antonio di Castello a Venezia, che raffigura lo sposalizio della Vergine e della quale rimane solo un frammento; l'ADORAZIONE DEI MAGI, dipinta nel 1525 e destinata alla chiesa conventuale degli Olivetani di Sant'Elena, oggi alla Pinacoteca di Brera.
Il polittico di SANTA BARBARA (Santa Maria Formosa a Venezia) è sicuramente tra le opere più significative dell'artista che morì il 30 luglio del 1528.
I dipinti da lui lasciati incompiuti furono terminati dagli allievi della sua fiorente bottega, tra i quali Bonifacio e Cariani.