Infatti Piazzetta fu il maggior interprete nella sua città di quella tendenza verso una pittura con un forte chiaroscuro capace di creare rappresentazioni altamente patetiche.
E' la corrente dei cosidetti "tenebrosi" contrapposta a quella dei "chiaristi" cui si legò nella sua maturità Tiepolo.
Morto il suo maestro veneziano, Molinari (1704), Giovanni Battista Piazzetta passò nella prestigiosa bottega bolognese di GIUSEPPE MARIA CRESPI.
E' l'unico viaggio di questo artista sedentario (come me) che, iscritto nel 1711 nella Fraglia dei Pittori, non lasciò più la laguna.
L'opera più antica di Giovanni Battista è da ritenersi l'ABELE MORTO ora in una Collezione privata tedesca.
Le sue composizioni, abilmente scorciate, diventarono sempre più tese e drammatiche..., significativo è il SAN JACOPO TRASCINATO AL MARTIRIO del 1722 per la chiesa di San Stae.
Unica opera decorativa del pittore fu la tela con LA GLORIA DI SAN DOMENICO per la basilica dei Santi Giovanni e Paolo (1727).
Nel decennio successivo la pittura del Piazzetta acquistò una nuova luminosità solare pur sempre nell'intensità dei colori..., influenzato così dal Tiepolo dipinse l'ASSUNZIONE DELLA VERGINE (Museo del Louvre di Parigi) per il duca di Baviera.
Numerosi quadri degli anni Quaranta (l'INDOVINA delle Gallerie dell'Accademia di Venezia) rivelano un interesse per i motivi ripresi dalla letteratura arcadica e pastorale.
Iniziò a dedicarsi all'illustrazione per l'editoria..., fece infatti i disegni per la GERUSALEMME LIBERATA stampata nel 1745.
Questa intensa attività lo portò a ridurre le grandi imprese pittoriche che per altro gli costavano lunghi periodi di meditazione.
L'ultima grande opera di Giovanni Battista Piazzetta fu la DECOLLAZIONE DEL BATTISTA del 1743 (Gesuati di Venezia).
Morì a Venezia nel 1754.
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REBECCA AL POZZO - Giovanni Battista Piazzetta
