
Parlo di una pubblicità di molti anni fa (1985) in cui la Barilla cercò una soluzione con un comunicato della ormai inusuale lunghezza di due minuti degli spot, nel quale la pasta fa la sua comparsa dopo ben 75 secondi.
Una ragnatela di depistaggi induce nello spettatore la curiosità di sapere di che si sta parlando, costringendolo a seguire l’intero comunicato, ad apprezzare l’elevata qualità del film e a ricordare il prodotto pur così poco esibito.
Nel film vediamo dapprima un treno in viaggio; giunge alla stazione e ne scende il protagonista, uomo forte e deciso, che passa accanto a una coppia abbracciata.
Il nostro eroe nota la donna e lei nota lui (che si tratti della pubblicità di un profumo?), poi lui si guarda l’orologio da polso (allora è dell’orologio che stiamo parlando!), quindi fa una telefonata e sale in automobile.
Per circa trenta secondi, vedendo l’uomo guidare sulle strade bianche di una campagna bella e ordinata, lo spettatore pensa che si tratti di un comunicato Mercedes, ma nello stesso tempo sa che si sta per arrivare in quel posto, dove il mistero sarà chiarito.
Il protagonista entra in uno studio ove accarezza con la mano il bordo di un bicchiere da whisky (ah, ecco, si tratta di un liquore!) e poi, finalmente, aprendo una porta, vede un tavolo coperto da una collezione di formati di pasta Barilla.
In casa, ovviamente, c’è qualcuno, amici ed ospiti che accolgono con simpatia ed ammirazione il padrone di casa; questi, celando dietro la schiena una confezione di spaghetti, può finalmente abbracciare la moglie.
Il finalino vede il protagonista, confuso tra gli amici, mimare alla moglie l’atto di morsicare la scatola di spaghetti, e la moglie risponde da lontano con un sorriso divertito da donna ancora una volta conquistata dal suo uomo.
L’ultima scena esprime una scena irresistibile e resta impressa nella memoria.
Lo spot è direttamente finalizzato al suo messaggio, in linea con tutta la recente produzione Barilla: la pasta è un alimento nobile e nobilitato, degno di figurare sulla tavola di famiglie di ogni ceto sociale.
Infatti lo sketch mimico del marito strizza l’occhio anche al ceto medio: anche i ricchi hanno fame, e fame di pasta.
Negando la soluzione immediata alle tante situazioni che potrebbero dare lo spunto per altrettanti spot di prodotti diversi, questo short riflette la volontà di essere riconosciuto per le tante idee e isolato dal magma di comunicati nel quale potrebbe essere confuso e dimenticato, mentre in questo caso, come si vede, io sono ancora qui che ne parlo.
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *