La foresta degli impiccati – Liviu Rebreanu
Dati biografici: Romania 1885 – 1944
Anno di pubblicazione: 1922
Titolo originale: Pădurea spânzuraților
La foresta degli impiccati, primo romanzo psicologico della letteratura rumena, esamina la dolorosa situazione dei soldati della Transilvania durante la Prima guerra mondiale, politicamente ancora sotto l’impero austro-ungarico, costretti a combattere contro i connazionali.
Il libro si ispira alla storia vera di Emil Rebreanu, fratello dell’autore, impiccato nel 1917 per aver tentato di passare dalla parte rumena.
L’eroe letterario Apostol Bologa, protagonista del romanzo, tenente dell’esercito austro – ungarico, subisce un destino simile e, attraverso la sua esperienza, Rebreanu descrive la battaglia tra lealtà e dovere.
Il giovane romeno, dal carattere arrogante e baldanzoso, si arruola volontario nell’esercito totalmente devoto al dovere militare.
Finché, dopo aver fatto parte di una giuria che condanna a morte un disertore, viene inspiegabilmente assalito dal senso di colpa, recupera la coscienza nazionalistica rumena e scopre che i suoi ideali militari sono vuoti.
Incapace di imbracciare le armi contro i connazionali quando viene trasferito sul fronte transilvano, sceglie la forca diventando egli stesso il disertore che aveva a suo tempo disprezzato.
L’impiccagione, considerata la morte più vile e umiliante, era la punizione riservata ai disertori e l’immagine della forca, spesso improvvisata sugli alberi, e dei cadaveri penzolanti infesta questo romanzo che è tutt’oggi una testimonianza di importanza universale, in grado di lasciare un segno profondo nel lettore.
Nel 1964 da questo libro è stato tratto un film per la regia di Liviu Ciulei, con, nella parte di Apostol Bologa, l’attore Victor Rebengiuc

