Tra i plebei del Duecento ebbe grande favore la poesia religiosa, riaccesa specialmente dal vasto movimento francescano, che nel campo religioso ha qualche analogia con quello dei Comuni nel campo politico.
Francesco d'Assisi, nato il 1182, morto il 1226, ne fu l'iniziatore.
Dio perde per lui la terribilità, come era stato veduto nell'età feudale, ed è vicino a tutti quelli che lo cercano con purità e fervore.
Amare Dio diventa amare gli uomini.
Al monastero succede il convento, al priore e all'abate (titoli di supremazia) il padre e i1 frate (fratello), nomi di uguaglianza e di affetto.
La pratica ascetica, capitale nei vecchi ordini, perde importanza nel francescano.
È l'anima che Dio domanda.
Che se San Francesco predicò la più assoluta povertà, questa era la via e il mezzo alla più ardente carità.
La quale egli rivela in un cantico, detto delle creature: una specie di salmo, in cui benedice tutte le creature, il sole e la luna, l'aria e l'acqua, la terra e il fuoco, per tutte innalzandosi a lodare Dio padre, tutte chiamandole fratello o sorella: anche la Morte, che già alitava intorno al Santo...., cantico semplicissimo e ardentissimo: scritto in un metro, o piuttosto in una cantilena irregolare, che ricorda la recitazione dei canti liturgici.
Per San Francesco.... Dio si fa dunque più intimo.
Più della religione si sente la voce umana.
Della storia del vecchio e del nuovo Testamento si preferiscono i personaggi e le scene e i motivi più famigliari e più commoventi..., in ciò sarà il programma della meravigliosa pittura di Giotto, che si può considerare il pittore per eccellenza del movimento spirituale francescano.
Il quale venne a coincidere con le vecchie credenze sulla fine del mondo e sul prossimo regno di Dio.
Poi, pochi decenni dopo la morte del Santo, una predicazione di penitenza, per esser pronti al gran giorno, fu affidata alle compagnie degli esaltati flagellanti, che dal 1258 in poi si propagarono specialmente in quella delle regioni italiane, che sarebbe sempre rimasta la più mistica, l'Umbria.
A queste compagnie di penitenza si deve la diffusione fra le moltitudini di una poesia religiosa, la cui forma primitiva era la laude (o lode), che sostituiva nelle piazze e nelle vie gli inni e le sequenze cantate nelle chiese.
Le laudi erano intonate dal popolo: cantavano i massimi avvenimenti della vita di Cristo e di Maria, e della credenza cristiana..., metro favorito, il metro per eccellenza popolare: l'ottonario.
Il "Cantico delle creature" di San Francesco è un invito sereno e gioioso a tutte le creature dell'Universo, - dal Sole alla Terra, al fuoco, all'acqua, alla Luna e al vento - ad innalzare un inno di lode al Signore.
Serenità e gioia che sono, tuttavia, espressione più di una conquista ottenuta a prezzo di un doloroso travaglio che di un sentimento ottimistico e superficiale.
San Francesco fu interprete, nella predicazione cui si era votato fondando l'Ordine dei frati minori, della ribellione dei poveri della città contro il lusso, la ricchezza e la degradazione dei costumi che avevano contaminato anche la Chiesa.
Il motto francescano rasentò, per questo, i confini dell'eresia.
* Questa lettura di André Vauchez si presenta come la più aggiornata e rigorosa ricerca storica su questo personaggio, usando uno stile sobrio e scorrevole smonta luoghi comuni, ricostruisce attraverso Francesco una dimensione complessiva dell'Italia del periodo.
Una lettura nuova al di fuori dei testi scolastici....
Francesco d'Assisi, nato il 1182, morto il 1226, ne fu l'iniziatore.
Dio perde per lui la terribilità, come era stato veduto nell'età feudale, ed è vicino a tutti quelli che lo cercano con purità e fervore.
Amare Dio diventa amare gli uomini.
Al monastero succede il convento, al priore e all'abate (titoli di supremazia) il padre e i1 frate (fratello), nomi di uguaglianza e di affetto.
La pratica ascetica, capitale nei vecchi ordini, perde importanza nel francescano.
È l'anima che Dio domanda.
Che se San Francesco predicò la più assoluta povertà, questa era la via e il mezzo alla più ardente carità.
La quale egli rivela in un cantico, detto delle creature: una specie di salmo, in cui benedice tutte le creature, il sole e la luna, l'aria e l'acqua, la terra e il fuoco, per tutte innalzandosi a lodare Dio padre, tutte chiamandole fratello o sorella: anche la Morte, che già alitava intorno al Santo...., cantico semplicissimo e ardentissimo: scritto in un metro, o piuttosto in una cantilena irregolare, che ricorda la recitazione dei canti liturgici.
Per San Francesco.... Dio si fa dunque più intimo.
Più della religione si sente la voce umana.
Della storia del vecchio e del nuovo Testamento si preferiscono i personaggi e le scene e i motivi più famigliari e più commoventi..., in ciò sarà il programma della meravigliosa pittura di Giotto, che si può considerare il pittore per eccellenza del movimento spirituale francescano.
Il quale venne a coincidere con le vecchie credenze sulla fine del mondo e sul prossimo regno di Dio.
Poi, pochi decenni dopo la morte del Santo, una predicazione di penitenza, per esser pronti al gran giorno, fu affidata alle compagnie degli esaltati flagellanti, che dal 1258 in poi si propagarono specialmente in quella delle regioni italiane, che sarebbe sempre rimasta la più mistica, l'Umbria.
A queste compagnie di penitenza si deve la diffusione fra le moltitudini di una poesia religiosa, la cui forma primitiva era la laude (o lode), che sostituiva nelle piazze e nelle vie gli inni e le sequenze cantate nelle chiese.
Le laudi erano intonate dal popolo: cantavano i massimi avvenimenti della vita di Cristo e di Maria, e della credenza cristiana..., metro favorito, il metro per eccellenza popolare: l'ottonario.
Il "Cantico delle creature" di San Francesco è un invito sereno e gioioso a tutte le creature dell'Universo, - dal Sole alla Terra, al fuoco, all'acqua, alla Luna e al vento - ad innalzare un inno di lode al Signore.
Serenità e gioia che sono, tuttavia, espressione più di una conquista ottenuta a prezzo di un doloroso travaglio che di un sentimento ottimistico e superficiale.
San Francesco fu interprete, nella predicazione cui si era votato fondando l'Ordine dei frati minori, della ribellione dei poveri della città contro il lusso, la ricchezza e la degradazione dei costumi che avevano contaminato anche la Chiesa.
Il motto francescano rasentò, per questo, i confini dell'eresia.
* Questa lettura di André Vauchez si presenta come la più aggiornata e rigorosa ricerca storica su questo personaggio, usando uno stile sobrio e scorrevole smonta luoghi comuni, ricostruisce attraverso Francesco una dimensione complessiva dell'Italia del periodo.Una lettura nuova al di fuori dei testi scolastici....
