Salvator Rosa nasce, nel 1615, a Napoli dove compie il primo apprendistato, dapprima nella bottega del Ribera e poi in quella di A. Falcone.Dipinge soprattutto vedute, scene di genere e battaglie, e si fa ammirare per la padronanza dei mezzi di espressione e per la concitata varietà del movimento.
Giovanissimo, con una buona preparazione pittorica, si trasferisce a Roma dove vi soggiorna fino al 1640.
Nella capitale Salvator Rosa si accosta dapprima alla pittura di genere dei Bamboccianti, (PAESAGGIO CON BANDITI - Collezione Sackville) e poi alla fine degli anni '30, alla pittura classica di C. Lorrain e N. Poussin, trasformando la veduta ideale dei francesi in "paesaggio pittoresco", com'egli stesso definisce.
Ormai noto in tutte le corti italiane come pittore paesaggista, nel 1640 è invitato a Firenze dal cardinale Giovanni Carlo de' Medici, fratello del granduca di Toscana Ferdinando II.
Il soggiorno fiorentino è un momento determinante per la maturità dell'artista che a contatto con gli intellettuali e gli artisti di corte si avvicina alla filosofia e quindi scrive le SATIRE, e fonda l'Accademia dei Percossi, le cui riunioni si tengono presso la sua casa.
Grazie ai nuovi interessi intellettuali, Salvator Rosa abbandona la paesaggistica a favore di temi più colti ed intriganti come le stregonerie il cui esempio più notevole resta STREGHE E INCANTESIMI (National Gallery di Londra).
Esaurita l'esperienza fiorentina, nel 1649 Salvator Rosa ritorna a Roma, città senza dubbio intellettualmente più stimolante, divenendo uno degli artisti più ricercati della capitale, ma a dispetto del suo desiderio di affermarsi con temi più impegnati, trionfano le sue vedute e le sue battaglie.
Ormai al culmine del successo, Salvator Rosa muore il 15 dicembre del 1673 e viene sepolto nella chiesa romana di Santa Maria degli Angeli.
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MARINA- Salvator Rosa