Stefano di Giovanni di Consolo, detto Sassetta (..?.. - 1450)
National Gallery a Londra
Tempera su tavola cm 87,6 x 52
La scena raffigura San Francesco, riconoscibile dal saio marrone e dalla grande aureola dorata, mentre ammansisce il feroce lupo che aveva terrorizzato la città di Gubbio e che aveva mietuto molte vittime..., nel dipinto infatti scorgiamo (si fa per dire) un cadavere ancora sanguinante e più in là delle ossa sparse fra gli alberi.
Dietro al Santo è ammassata una folla di uomini che si è spinta fuori dalle mura cittadine e incredula assiste all'evento miracoloso.
Sopra la porta, alcune donne curiose, affacciate fra i merli, osservano la scena dall'alto e da posizione sicura.
II paesaggio nello sfondo ricorda le colline senesi dalla forma tondeggiante, su cui sorgono le torri di città e castelli.
La scena, semplice e aggraziata, è un brano di grande poesia.
La gioia degli abitanti di Gubbio e la loro ritrovata tranquillità è accompagnata dal volo di anatre che descrivono un semicerchio nel cielo puro.
L'OPERA
La tavoletta faceva parte di un grande polittico bifronte, commissionato a Sassetta il 5 settembre 1437 per l'altare maggiore della chiesa di San Francesco a Borgo San Sepolcro (Arezzo).
Finita di pagare il 5 giugno del 1444, l'opera rimase nella sua sede originaria fino al 1752.
Nel XIX secolo fu smembrata e i diversi scomparti furono venduti separatamente.
La scena con "San Francesco che ammansisce il lupo di Gubbio" era collocato in origine nella facciata posteriore del polittico.
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Stefano di Giovanni di Consolo, detto SASSETTA
Dietro al Santo è ammassata una folla di uomini che si è spinta fuori dalle mura cittadine e incredula assiste all'evento miracoloso.
Sopra la porta, alcune donne curiose, affacciate fra i merli, osservano la scena dall'alto e da posizione sicura.
II paesaggio nello sfondo ricorda le colline senesi dalla forma tondeggiante, su cui sorgono le torri di città e castelli.
La scena, semplice e aggraziata, è un brano di grande poesia.
La gioia degli abitanti di Gubbio e la loro ritrovata tranquillità è accompagnata dal volo di anatre che descrivono un semicerchio nel cielo puro.
L'OPERA
La tavoletta faceva parte di un grande polittico bifronte, commissionato a Sassetta il 5 settembre 1437 per l'altare maggiore della chiesa di San Francesco a Borgo San Sepolcro (Arezzo).
Finita di pagare il 5 giugno del 1444, l'opera rimase nella sua sede originaria fino al 1752.
Nel XIX secolo fu smembrata e i diversi scomparti furono venduti separatamente.
La scena con "San Francesco che ammansisce il lupo di Gubbio" era collocato in origine nella facciata posteriore del polittico.
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Stefano di Giovanni di Consolo, detto SASSETTA
