POESIA DI ALCUNI
Gabriele Sellitti
Nella collana dei "Poeti italiani contemporanei", diretta da Salvatore Quasimodo (edizione Marotta, Napoli), negli anni Sessanta del secolo scorso, apparve il libro di poesie di Gabriele Sellitti (Poesia di alcuni), accolto con vivo favore dalla critica.
Al nome di Sellitti è legato un dei piú bei ricordi della mia vita, che conserverò con affetto sempre dentro di me.
Quasimodo ha voluto presentare di quel poeta l'opera piú matura e non piú dialettale.
Gabriele Sellitti è un poeta che non si definisce in una solitudine esclusivamente cerebrale e che non cerca, quindi, gli avvolgimenti dei sottintesi decorativi ed ha messo in luce la freschezza, la semplicità, la passionalità dell'inquieto artista.
Dopo tanta poesia gratuita e vanesia questa di Gabriele Sellitti brucia
e brilla come una mina sotto la miccia..., un verso che non si nasconde mai,
e che non nasconde niente.
La sua verità è povera, perchè è vissuta soltanto di stenti...,
le parole stesse sono poche e secche, come un boccone di pane sfregato d'aglio e olio...,
ma, appunto, è un sollievo- è una salvezza - trovarci ancora di fronte a un poeta cosí integro,
senza falsificazioni, che nel lessico e nel ritmo ha saputo farsi "disoccupato", "vivo alla giornata", "ridotto all'osso",
come spesso deve essere stato il suo destino d'uomo, prima che di umiliato ed offeso poeta meridionale.
