ANIMAL'S PEOPLE
Indra Sinha – India 1950
Anno di pubblicazione – 2007
Prima edizione – Simon & Schuster (Londra)
Animal’s People è il secondo libro di Indra Sinha.
La storia è collocata in India nella cittadina inventata di Kaufpur (“Città della paura”), dove, vent’anni prima, una perdita in uno stabilimento chimico americano ha fatto migliaia di vittime, intossicando le falde acquifere e causando gravi menomazione permanenti.
Il nesso col disastro di Bhopal è evidente; l’autore conduce infatti una campagna a favore delle vittime della tragedia.
Già dalla prima fase, il protagonista dichiara di aver perso la propria umanità e di essere diventato solamente “Animale”.
Così viene difatti chiamato dopo che, in seguito alla sciagura, i danni alla spina dorsale lo obbligano a camminare con gambe e braccia.
Impadronitosi di quell’insulto, l’uomo lo ha scelto a simbolo della sua nuova natura, per esprimere la peculiarità e la sofferenza del suo destino, ma anche per scusare l’amoralità del proprio contegno.
Ma, a dispetto del rifiuto di essere definito “umano”, Animale si dimostra intelligente, eloquente, amabile e cordiale; tutti, da Ma Franci, una vecchia monaca un po’ matta, a Zafar, suo antagonista in amore, si prendono cura di lui.
Grazie all’ingegnoso e fantasioso vocabolario di Animale – un miscuglio singolare e spiritoso di hindi, francese e parole inglesi “indianizzate” dove il verbo “spiare” diventa “jamispond” da James Bond – il libro evoca in modo estremamente personale ed efficace il mondo oscuro e colorito dei poveri senza alcuna speranza.
La storia di quelli che non hanno niente contro quelli che hanno tutto.
L’autore riesce a fondere magnificamente la narrazione con argomenti fondamentali, come il significato della natura umana e della divinità.
A tratti, l’accento critico nei confronti degli Stati Uniti può suonare un tantino manicheistico, ma non così fuori posto nell’atmosfera fiabesca del racconto di Animale.
La storia di quelli che non hanno niente contro quelli che hanno tutto.
L’autore riesce a fondere magnificamente la narrazione con argomenti fondamentali, come il significato della natura umana e della divinità.
A tratti, l’accento critico nei confronti degli Stati Uniti può suonare un tantino manicheistico, ma non così fuori posto nell’atmosfera fiabesca del racconto di Animale.
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| Indra Sinha |

