CAVALLI E PULEDRI PRESSO UN FIUME (1762 - 1768)
George Stubbs (1724 - 1806)
Pittore inglese
Tate Gallery di Londra
XVIII secolo
Olio su tela cm. 102 x 162
George Stubbs (1724 - 1806)
Pittore inglese
Tate Gallery di Londra
XVIII secolo
Olio su tela cm. 102 x 162
Cavalli e puledri contro un paesaggio inglese, verdissimo e ricco di acque: non si tratta solo di un omaggio alla passione britannica per l'allevamento di cavalli per l'equitazione, ma è anche un pretesto per creare una splendida ed equilibrata composizione utilizzando soggetti tratti dal mondo naturale.
Ciò che interessa a Gorge Stubbs è disporre con variazione ritmica e alternanza cromatica una serie di forme dai contorni sinuosi contro un frontale quieto e fantastico.
I cavalli si alternano con le loro masse ora chiare ora scure, coliti dalla luce sul pelame lucido e cangiante, luce che esalta le folte criniere e le lunghe code.
E' evidente la grande ammirazione dell'artista per la bellezza formale di questi animali, per la loro perfezione anatomica, per l'armonia dei loro movimenti.
Il soggetto animalista è in certo modo nobilitato dal pittore con la disposizione orizzontale, che fa immediatamente pensare a un fregio classico.
Il dipinto è pervenuto alla Tate Gallery di Londra dalle collezioni della famiglia Earls di Middleton, nelle quali si trovava da diverse generazioni.
Come molti altri dipinti di soggetto analogo esso può essere datato intorno al 1760.
La Tate Gallery conserva altre opere di George Stubbs, fra le quali merita di essere ricordata I MIETITORI, del 1785.
Il quadro mostra la particolare inclinazione del pittore nel realizzare scene rappresentanti attività campestri senza cedere alla retorica e al sentimentalismo ma, proprio come nei soggetti dedicati agli amati cavalli, impostando la composizione sull'equilibrio e sul ritmo delle masse, delle forme, dei colori.
George Stubbs nacque a Liverpool nel 1724 e morì a Londra nel 1806, al termine di una carriera lunga e prolifica.
Alla metà del XVIII secolo egli insegnava anatomia agli studenti di medicina di York.
A partire dal 1760 si stabilì a Londra.
Le sue approfondite ricerche anatomiche, che contemplavano anche le dissezioni, lo portarono nel 1766 a pubblicare un trattato sull'anatomia del cavallo.
A Londra diventò in breve tempo molto conosciuto; in particolare fu apprezzato da una lunga cerchia di aristocratici britannici che lo ricercavano come pittore di animali, soprattutto cavalli.
La sua maniera personalissima e anticonvenzionale di osservare la natura ne fa uno degli artisti più alti del Settecento inglese, vero e proprio precursore di talune istanze che si affermeranno nel secolo successivo.
I suoi paesaggi di invenzione, ispirati alla campagna inglese, preludono a quelli di Constable.
Il mondo animale non è osservato soltanto attraverso una visione idilliaca, ma talora è indagato anche negli aspetti più crudi e drammatici, come si può vedere ad esempio nella sua opera più celebre, il CAVALLO ASSALITO DA UN LEONE della Yale University Art Gallery di New Haven, memoria di una scena a cui aveva assistito durante un viaggio nel Nord Africa.
Qui la violenza dell'evento e la grandiosità terribile del paesaggio incombente indicano una visione della natura già prossima alla sensibilità romantica e poetica del Sublime.
Non a caso le opere di Stubbs furono particolarmente ammirate dai pittori romantici, Delacroix in testa.
Gli interessi scientifici dell'artista compresero anche la chimica, in parallelo con gli studi sulla pittura su smalto, su metallo e su ceramica; per quest'ultima tecnica egli fu in stretto contatto con il celebre ceramista John Wedgwood.
Ciò che interessa a Gorge Stubbs è disporre con variazione ritmica e alternanza cromatica una serie di forme dai contorni sinuosi contro un frontale quieto e fantastico.
I cavalli si alternano con le loro masse ora chiare ora scure, coliti dalla luce sul pelame lucido e cangiante, luce che esalta le folte criniere e le lunghe code.
E' evidente la grande ammirazione dell'artista per la bellezza formale di questi animali, per la loro perfezione anatomica, per l'armonia dei loro movimenti.
Il soggetto animalista è in certo modo nobilitato dal pittore con la disposizione orizzontale, che fa immediatamente pensare a un fregio classico.
Il dipinto è pervenuto alla Tate Gallery di Londra dalle collezioni della famiglia Earls di Middleton, nelle quali si trovava da diverse generazioni.
Come molti altri dipinti di soggetto analogo esso può essere datato intorno al 1760.
La Tate Gallery conserva altre opere di George Stubbs, fra le quali merita di essere ricordata I MIETITORI, del 1785.
Il quadro mostra la particolare inclinazione del pittore nel realizzare scene rappresentanti attività campestri senza cedere alla retorica e al sentimentalismo ma, proprio come nei soggetti dedicati agli amati cavalli, impostando la composizione sull'equilibrio e sul ritmo delle masse, delle forme, dei colori.
George Stubbs nacque a Liverpool nel 1724 e morì a Londra nel 1806, al termine di una carriera lunga e prolifica.
Alla metà del XVIII secolo egli insegnava anatomia agli studenti di medicina di York.
A partire dal 1760 si stabilì a Londra.
Le sue approfondite ricerche anatomiche, che contemplavano anche le dissezioni, lo portarono nel 1766 a pubblicare un trattato sull'anatomia del cavallo.
A Londra diventò in breve tempo molto conosciuto; in particolare fu apprezzato da una lunga cerchia di aristocratici britannici che lo ricercavano come pittore di animali, soprattutto cavalli.
La sua maniera personalissima e anticonvenzionale di osservare la natura ne fa uno degli artisti più alti del Settecento inglese, vero e proprio precursore di talune istanze che si affermeranno nel secolo successivo.
I suoi paesaggi di invenzione, ispirati alla campagna inglese, preludono a quelli di Constable.
Il mondo animale non è osservato soltanto attraverso una visione idilliaca, ma talora è indagato anche negli aspetti più crudi e drammatici, come si può vedere ad esempio nella sua opera più celebre, il CAVALLO ASSALITO DA UN LEONE della Yale University Art Gallery di New Haven, memoria di una scena a cui aveva assistito durante un viaggio nel Nord Africa.
Qui la violenza dell'evento e la grandiosità terribile del paesaggio incombente indicano una visione della natura già prossima alla sensibilità romantica e poetica del Sublime.
Non a caso le opere di Stubbs furono particolarmente ammirate dai pittori romantici, Delacroix in testa.
Gli interessi scientifici dell'artista compresero anche la chimica, in parallelo con gli studi sulla pittura su smalto, su metallo e su ceramica; per quest'ultima tecnica egli fu in stretto contatto con il celebre ceramista John Wedgwood.
