COSME' TURA (1430 - 1495)
Pittore italiano
Museo del Duomo di Ferrara
Olio su tela cm 413 x 338
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Le tavole raffiguranti "San Giorgio e il Drago" e "La Principessa" sono strettamente legate: in origine i due pannelli costituivano le ante chiuse dell'organo della chiesa di San Giorgio a Ferrara.
Nel corso del Quattrocento il tema di San Giorgio (patrono di Ferrara) e il drago venne molto utilizzato in quanto alludeva alla capacità della Chiesa cattolica di sconfiggere il male.
Grazie ai documenti relativi alla commissione del lavoro, questa tavola è l'unica della produzione pittorica del Tura databile con sicurezza.
Nonostante la composizione esprima piena autonomia stilistica, non possono essere ignorati i legami fra il Tura e le novità che andavano ad affermarsi in quegli anni: la spigolosità del paesaggio e delle figure ricorda la maniera degli artisti (fra i quali il giovane Mantegna) che operavano all'interno della bottega padovana di Francesco Squarcione; l'attenzione al taglio prospettico della composizione può essere intesa come la naturale meditazione degli studi di Piero della Francesca, che durante il suo soggiorno a Ferrara aveva lasciato un ciclo di affreschi oggi andato perduto; infine l'accurata resa naturalistica è prossima alla pittura del fiammingo Rogier Van der Weyden, a quel tempo anch'egli ospite degli Este a Ferrara.
L'OPERA
Probabilmente la commissione si deve a Lorenzo Roverella, che in seguito commissionò al Tura anche la cosiddetta "Pala Roverella", oggi smembrata e la cui parte centrale è conservata alla National Gallery di Londra.
L'organo fu spostato una prima volta nel 1472, probabilmente a causa della cattiva acustica, e quindi smembrato nel 1735, durante i lavori di ristrutturazione della chiesa.
Gli sportelli recuperati vennero intelaiati e maldestramente ritoccati. Il loro attuale aspetto si deve al restauro eseguito nel 1985.
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