Lorenzo LOTTO (1480 circa - 1556)
Pittore italiano del XV e XVI secolo
PINACOTECA CIVICA di RECANATI
Tela cm. 166 x 114
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Pixel 1760 x 2500 - Mb 2,04
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In un ambiente raccolto e intimo la Madonna è colta di sorpresa, mentre legge i testi sacri, dalla venuta dell'angelo annunciante
L'evento miracoloso è posto in risalto dalla presenza, in alto a destra, del Padre Eterno.
L'arrivo dell'angelo ha portato un vero scompiglio nella quiete domestica della camera, dove si notano degli oggetti quotidiani, fra cui la cuffia da notte e l'asciugamano appesi alla mensola; il gatto, simbolo del male, fugge impaurito e la Vergine, una timida e mite fanciulla dagli occhi neri, si volge verso lo spettatore quasi implorando aiuto.
La luce, che proviene obliqua dalla porta aperta sul giardino, esprime questo improvviso turbinio, creando ombre e bagliori.
Basti osservare Maria e lo straordinario accordo di colori che rivela la veste rossa e rosata, come incorniciata dal manto azzurro: la luce bianca sale lungo il corpo in controluce, si insinua tra le pieghe, fino a sottolineare una delle mani ed il volto.
Quest'opera mette bene in luce le caratteristiche stilistiche della pittura del Lotto: attenzione alla rappresentazione degli stati d'animo, alla sensibilità umana e una maniera di raffigurare i temi sacri.
Questi elementi sono in netta contrapposizione con la pittura di Tiziano, maggiore protagonista della pittura veneziana e per questo grande rivale del Lotto..., durante il suo soggiorno a Venezia nel 1526 è possibile che quest'ultimo abbia vistò l'opera, con lo stesso soggetto, di Tiziano per il duomo di Treviso, dipinta rispettando il linguaggio ufficiale consono alla prestigiosa commissione: la scena si svolge in un ampio e scenografico ambiente dove la Vergine, in primo piano, è ritratta tenendo conto del ruolo primario a lei conferito dalla chiesa cattolica.
La tela, firmata ma non datata, è stata dipinta dal Lotto intorno al 1527 per Santa Maria Sopra Mercanti di Recanati, e in anni recenti è passata alla Pinacoteca Civica della città.
La cronologia del dipinto è confermata da una lettera del 12 agosto 1527 in cui l'artista afferma di aver rinunciato a un lungo viaggio nelle Marche, dove però ha inviato due pale finite: una è probabilmente l'Annunciazione di Recanati.
L'evento miracoloso è posto in risalto dalla presenza, in alto a destra, del Padre Eterno.
L'arrivo dell'angelo ha portato un vero scompiglio nella quiete domestica della camera, dove si notano degli oggetti quotidiani, fra cui la cuffia da notte e l'asciugamano appesi alla mensola; il gatto, simbolo del male, fugge impaurito e la Vergine, una timida e mite fanciulla dagli occhi neri, si volge verso lo spettatore quasi implorando aiuto.
La luce, che proviene obliqua dalla porta aperta sul giardino, esprime questo improvviso turbinio, creando ombre e bagliori.
Basti osservare Maria e lo straordinario accordo di colori che rivela la veste rossa e rosata, come incorniciata dal manto azzurro: la luce bianca sale lungo il corpo in controluce, si insinua tra le pieghe, fino a sottolineare una delle mani ed il volto.
Quest'opera mette bene in luce le caratteristiche stilistiche della pittura del Lotto: attenzione alla rappresentazione degli stati d'animo, alla sensibilità umana e una maniera di raffigurare i temi sacri.
Questi elementi sono in netta contrapposizione con la pittura di Tiziano, maggiore protagonista della pittura veneziana e per questo grande rivale del Lotto..., durante il suo soggiorno a Venezia nel 1526 è possibile che quest'ultimo abbia vistò l'opera, con lo stesso soggetto, di Tiziano per il duomo di Treviso, dipinta rispettando il linguaggio ufficiale consono alla prestigiosa commissione: la scena si svolge in un ampio e scenografico ambiente dove la Vergine, in primo piano, è ritratta tenendo conto del ruolo primario a lei conferito dalla chiesa cattolica.
La tela, firmata ma non datata, è stata dipinta dal Lotto intorno al 1527 per Santa Maria Sopra Mercanti di Recanati, e in anni recenti è passata alla Pinacoteca Civica della città.
La cronologia del dipinto è confermata da una lettera del 12 agosto 1527 in cui l'artista afferma di aver rinunciato a un lungo viaggio nelle Marche, dove però ha inviato due pale finite: una è probabilmente l'Annunciazione di Recanati.
L'opera è in ottime condizioni e la tela è stata foderata nel 1953.
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