Jean Fautrier (1898-1964)
Pittore francese del XX secolo
MUSEO D'ARTE MODERNA PARIGI
Tecnica mista su olio cm. 97 x 145
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Pixel 1780 x 2500 - Mb 2,21
Jean Fautrier nacque a Parigi nel 1898, ma studiò pittura all'Accademia di Londra.
Deluso dell'insuccesso ottenuto, ritornò in Francia e sì trasferì in montagna, dove dapprima lavorò come albergatore e poi come maestro di sci.
Riprese a dipingere subito dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale…, le opere che vanno dal 1920 al 1929 ritraggono soggetti macabri, spesso animali morti - appesi o scorticati - come “Cinghiale squartato” (Parigi, Museo Nazionale d'Arte Moderna), datato 1927.
Negli anni Trenta, Fautrier si indirizzò verso tecniche più innovative.
L'artista sacrificò la pittura ad olio a favore di nuove materie, tanto consistenti da diventare esse stesse le protagoniste del quadro.
Su questa strada Fautrier negli anni Quaranta si accostò alla pittura informale - così definita dal critico Michel Tapié - realizzando opere come i celebri Ostaggi (1943), dipinti sull'onda della commozione per la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.
Altrettanto suggestivi risultano essere anche i dipinti che ritraggono soggetti più tradizionali, come paesaggi, figure e oggetti.
La genialità di questo straordinario artista fu consacrata con la premiazione della critica in occasione della Biennale di Venezia del 1960.
Fautrier fu un artista di successo fino alla morte, avvenuta a Chàtenay-Malabry nel 1964.
DONNA DOLCE è una splendida opera, frutto degli esperimenti pittorici compiuti da Fautrier dopo il 1930.
L'astrazione ha ormai del tutto sostituito l'immagine, grazie ad un linguaggio plastico rivoluzionario, basato sulla materia utilizzata.
Il tempo, l'espressione, la linea e il colore si svuotano del loro tradizionale significato.
Fautrier gioca sulla potenza espressiva della materia, che emerge come un'isola dall'impasto cromatico.
Segno e colore convivono all'interno dei diversi procedimenti intrapresi; il segno non costruisce più immagini, perdendo il suo significato più evidente e divenendo un mezzo efficace con il quale comunicare.
Nel 1946 Fautrier dipinse quest'opera, oggi conservata al Museo d'Arte Moderna di Parigi che accoglie significativi esempi della pittura informale.
Deluso dell'insuccesso ottenuto, ritornò in Francia e sì trasferì in montagna, dove dapprima lavorò come albergatore e poi come maestro di sci.
Riprese a dipingere subito dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale…, le opere che vanno dal 1920 al 1929 ritraggono soggetti macabri, spesso animali morti - appesi o scorticati - come “Cinghiale squartato” (Parigi, Museo Nazionale d'Arte Moderna), datato 1927.
Negli anni Trenta, Fautrier si indirizzò verso tecniche più innovative.
L'artista sacrificò la pittura ad olio a favore di nuove materie, tanto consistenti da diventare esse stesse le protagoniste del quadro.
Su questa strada Fautrier negli anni Quaranta si accostò alla pittura informale - così definita dal critico Michel Tapié - realizzando opere come i celebri Ostaggi (1943), dipinti sull'onda della commozione per la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.
Altrettanto suggestivi risultano essere anche i dipinti che ritraggono soggetti più tradizionali, come paesaggi, figure e oggetti.
La genialità di questo straordinario artista fu consacrata con la premiazione della critica in occasione della Biennale di Venezia del 1960.
Fautrier fu un artista di successo fino alla morte, avvenuta a Chàtenay-Malabry nel 1964.
DONNA DOLCE è una splendida opera, frutto degli esperimenti pittorici compiuti da Fautrier dopo il 1930.
L'astrazione ha ormai del tutto sostituito l'immagine, grazie ad un linguaggio plastico rivoluzionario, basato sulla materia utilizzata.
Il tempo, l'espressione, la linea e il colore si svuotano del loro tradizionale significato.
Fautrier gioca sulla potenza espressiva della materia, che emerge come un'isola dall'impasto cromatico.
Segno e colore convivono all'interno dei diversi procedimenti intrapresi; il segno non costruisce più immagini, perdendo il suo significato più evidente e divenendo un mezzo efficace con il quale comunicare.
Nel 1946 Fautrier dipinse quest'opera, oggi conservata al Museo d'Arte Moderna di Parigi che accoglie significativi esempi della pittura informale.