Francisco de Zurbaràn (1598 – 1664)
Pittore spagnolo del VII Secolo
MUSEO DEL PRADO di MADRID
Olio su tela cm. 46 x 84
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In questa natura morta, o “bodegon” secondo l'uso spagnolo, Francisco de Zurbaràn raffigura tre oggetti in terracotta, una coppa in bronzo e due piatti in peltro allineati su un tavolo…, essi emergono dal buio perché colpiti da una luce astratta.
Le caratteristiche dell'opera - semplicità e austerità nella disposizione - sono le stesse che troviamo in altri lavori del maestro spagnolo…, forse il dipinto che più gli si avvicina è il “bodegon”, prima nella Collezione Contini, oggi alla Norton Simon Foundation di Los Angeles, datato 1633.
Gli oggetti sono disposti sul tavolo con la stessa severità, quasi rituale, dell'arredamento liturgico di un altare.
Quello che mi affascina, me spettatore, è l'equilibrio con il quale è costruita la composizione.
La realtà oggettiva è puntigliosamente riprodotta e, grazie alla forte spiritualità a lei conferita, i vasi diventano pezzi da museo di altissimo pregio artistico.
Essendo l'opera non firmata, l'attribuzione a Francisco de Zurbaràn si fonda soprattutto sulle analogie stilistiche e compositive con tele firmate dall'artista.
Il dipinto, probabilmente, deriva da un originale, oggi perduto, del 1633-1640.
Appartenuto alla Collezione Nemes a Monaco, passò poi in quella del finanziere Francisco Cambo, che lo donò al Museo del Prado nel 1940.
Il Cambo possedeva anche una replica delle stesse dimensioni, attribuita a Juan, figlio di Zurbaràn, che sempre nel 1940 regalò al Museo de Bellas Artes de Cataluna, a Barcellona.
L'età d'oro della pittura spagnola
I migliori artisti della pittura spagnola emersero nel corso del XVII secolo: Velàzquez, Zurbaràn e Murillo.
Mentre i dipinti di Murillo furono molto apprezzati in Europa, già nel corso del Settecento, quelli di Velàzquez furono considerati solo nel XIX secolo, quando in seguito alle dispersioni in epoca napoleonica, arrivarono a Parigi e a Londra.
Per quanto riguarda Zurbaràn, la sua fortuna critica è strettamente legata alla vendita della collezione di Luigi Filippo, re di Francia, avvenuta nel 1853, che comprendeva “L'Annunciazione” e “L'Immacolata Concezione”.
Luigi Filippo concorse alla diffusione in Europa della pittura iberica, alla quale dedicò un'intera galleria al Louvre, inaugurata ne11838.
Questa collezione era composta da oggetti d'arte e dipinti acquistati direttamente in Spagna, e la sua qualità era talmente alta che poteva competere con quella del Prado.
Essa fu dispersa nel 1853, dopo che la rivoluzione de11848 aveva messo fine alla monarchia.
Le caratteristiche dell'opera - semplicità e austerità nella disposizione - sono le stesse che troviamo in altri lavori del maestro spagnolo…, forse il dipinto che più gli si avvicina è il “bodegon”, prima nella Collezione Contini, oggi alla Norton Simon Foundation di Los Angeles, datato 1633.
Gli oggetti sono disposti sul tavolo con la stessa severità, quasi rituale, dell'arredamento liturgico di un altare.
Quello che mi affascina, me spettatore, è l'equilibrio con il quale è costruita la composizione.
La realtà oggettiva è puntigliosamente riprodotta e, grazie alla forte spiritualità a lei conferita, i vasi diventano pezzi da museo di altissimo pregio artistico.
Essendo l'opera non firmata, l'attribuzione a Francisco de Zurbaràn si fonda soprattutto sulle analogie stilistiche e compositive con tele firmate dall'artista.
Il dipinto, probabilmente, deriva da un originale, oggi perduto, del 1633-1640.
Appartenuto alla Collezione Nemes a Monaco, passò poi in quella del finanziere Francisco Cambo, che lo donò al Museo del Prado nel 1940.
Il Cambo possedeva anche una replica delle stesse dimensioni, attribuita a Juan, figlio di Zurbaràn, che sempre nel 1940 regalò al Museo de Bellas Artes de Cataluna, a Barcellona.
L'età d'oro della pittura spagnola
I migliori artisti della pittura spagnola emersero nel corso del XVII secolo: Velàzquez, Zurbaràn e Murillo.
Mentre i dipinti di Murillo furono molto apprezzati in Europa, già nel corso del Settecento, quelli di Velàzquez furono considerati solo nel XIX secolo, quando in seguito alle dispersioni in epoca napoleonica, arrivarono a Parigi e a Londra.
Per quanto riguarda Zurbaràn, la sua fortuna critica è strettamente legata alla vendita della collezione di Luigi Filippo, re di Francia, avvenuta nel 1853, che comprendeva “L'Annunciazione” e “L'Immacolata Concezione”.
Luigi Filippo concorse alla diffusione in Europa della pittura iberica, alla quale dedicò un'intera galleria al Louvre, inaugurata ne11838.
Questa collezione era composta da oggetti d'arte e dipinti acquistati direttamente in Spagna, e la sua qualità era talmente alta che poteva competere con quella del Prado.
Essa fu dispersa nel 1853, dopo che la rivoluzione de11848 aveva messo fine alla monarchia.
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