sabato 26 febbraio 2011

IMPERIALISMO E CAPITALISMO (Imperialism and Capitalism) - Lenin


"Se si volesse dare la più concisa definizione possibile dell'imperialismo si dovrebbe dire che l'imperialismo è lo stadio monopolistico del capitalismo. Tale definizione conterrebbe l'essenziale, giacché da un lato il capitalismo finanziario è il capitale bancario delle poche più grandi banche monopolistiche, fuso col capitale delle unioni monopolistiche industriali, e dall'altro lato la ripartizione del mondo significa passaggio dalla politica coloniale, estendentesi senza ostacoli ai territori non ancora dominati da nessuna potenza capitalistica, alla politica coloniale del possesso monopolistico della superficie terrestre definitivamente ripartita".(Lenin)


PREMESSA

La guerra franco-prussiana del 1870 aveva segnato la vittoria del giovane, ma dirompente capitalismo tedesco. I rapporti di forza tra i più grandi paesi capitalistici (Inghilterra, Francia, Germania) erano andati da allora mutando rapidamente e sulla scena della politica europea era entrata, sia pure in sottordine, anche l'Italia.

L'Inghilterra, che aveva avuto durante tutto il secolo una prevalenza quasi assoluta nella produzione industriale, nelle ferrovie, nei trasporti marittimi, nel commercio estero, nella finanza mondiale, si trovava ad affrontare la concorrenza tedesca, attuata anche con forme di dumping, ossia di vendita sotto costo all'estero grazie alla possibilità di mantenere con la protezione prezzi elevati all'interno, e con l'aperto appoggio dello Stato. Tramonta così anche in Inghilterra in questo periodo l'ideologia del libero scambio. Joe Chamberlain chiede la protezione contro il dumping tedesco e Cecil Rodhes una ulteriore espansione coloniale, per creare nuove riserve di mercati e di fonti di materie prime e nuovi sbocchi al capitale britannico, e per sottrarli nello stesso tempo ai paesi capitalistici concorrenti.
Dal Cairo al Capo è la parola di ordine che porta, a cavallo tra ottocento e novecento, alla guerra angloboera.
In questa situazione sorge l'ideologia dell'« imperialismo » e l'economista inglese Hobson scrive nel 1902 il suo libro "Imperialism: a study".
La nuova parola si diffonde e penetra anche nel movimento operaio.
Ma con quale significato? Vi era e vi è ancora nel linguaggio comune un significato volgare della parola 'imperialismo', quale politica di sopraffazione, di espansione e di dominio territoriale. Così si parla allo stesso modo di 'imperialismo' romano nell'antichità, e di singoli imperialismi: spagnolo, britannico e poi francese, russo ecc.
Questo modo non scientifico di interpretare la realtà sempre in movimento e sempre nuova serve solo per confondere le idee. Nel suo libro tuttavia, Hobson, non cade nell'errore di una interpretazione volgare dell'imperialismo e di confondere assieme fenomeni così diversi. Già otto anni prima (1894) aveva scritto un libro in cui parlava della evoluzione del capitalismo della sua epoca. Però l'imperialismo, parola che egli usa per la prima volta in modo scientifico, rimaneva per lui una scelta politica del capitalismo, dovuta sì alla esigenza di nuovi sbocchi, alla accresciuta produzione industriale, ma che poteva essere modificata con una diversa politica di distribuzione del reddito, che aumentasse i redditi dei lavoratori.
Anche negli scrittori socialisti che si richiamavano al marxismo le idee non erano allora molto chiare.

E' vero che a partire dal 1896 le risoluzioni dei vari congressi della II Internazionale contengono condanne continue del militarismo, delle sopraffazioni del capitalismo, dei pericoli di guerra, e ricordano che tutti questi fenomeni sono conseguenze del capitalismo. Però, sia negli scrittori marxisti, in grado maggiore o minore, sia ancor più nelle risoluzioni della II Internazionale, questi fenomeni sono considerati come conseguenza del capitalismo, ma non conseguenze necessarie, dovute cioè al fatto che il capitalismo per le sue leggi di sviluppo ha subito grandi modificazioni ed è passato dallo stadio della media industria di prevalente concorrenza allo stadio monopolistico.In fondo predomina anche nel movimento operaio la tesi che l'imperialismo sia una politica particolare del capitalismo, e come tale possa essere combattuta e modificata dalla lotta politica della classe operaia e delle masse popolari.

Il crollo della Seconda Internazionale di fronte allo scoppio della prima guerra mondiale ha, tra le molte
cause, senza dubbio anche quella debolezza ideologica, che no aveva permesso la giusta comprensione del fenomeno dell'imperialismo la natura imperialistica della guerra mondiale.


IMPERIALISMO E CAPITALISMO

Lenin vede al contrario, fin dall'inizio della prima guerra mondiale, la necessità di dare una chiara interpretazione marxista dell'imperialismo nelle sue origini economiche e ciò per dare la indispensabile arma teorica al movimento operaio, e far comprendere la natura imperialistica della guerra in corso e come essa rappresentasse lo sbocco inevitabile dei contrasti tra i paesi imperialistici per la divisione del mondo in sfere influenza.

Lenin scrive così, negli anni 1915 e 1916, dopo aver consultato e annotato una vastissima letteratura, come appare dai 2Quaderni sull'imperialismo", la sua opera che intitola "L'imperialismo fase suprema del capitalismo", e che chiama "saggio popolare", proprio perché doveva servire come arma teorica a larghe masse.

Egli dichiara subito qual è lo scopo del suo libro nella prefazione alla prima edizione russa, che appare nell'aprile 1917. Egli intende chiarire il problema economico fondamentale, senza l'esame del quale sono incomprensibili l'attuale guerra e l'attuale situazione politica: vale a dire il problema dell'essenza economica dell'imperialismo, e già nella prima pagina del testo dice ... "non ci occuperemo, benché lo meritino, dei lati non economici del problema".

Lo scopo della sua lotta politica e ideologica era infatti quello di combattere la tesi che l'imperialismo fosse una politica del capitalismo, come, specie dopo il loro tradimento, sostenevano teorici come Kautsky e compagni, contro i quali Lenin scrive numerosi articoli..., e di dimostrare che l'imperialismo è uno stadio o fase del capitalismo, il suo stadio più elevato e ultimo.

Per questo il titolo diventerà più chiaro e polemico: "L'Imperialismo quale ultimo stadio o fase del capitalismo".

Lenin introduce cioè il concetto importante di 'fase'. E' importante questo concetto perchè dimostra che l'imperialismo è un momento necessario, che nasce in base alle leggi proprie dello sviluppo capitalistico, che Marx aveva scoperto, e che quindi è sempre capitalismo, non qualche cosa di nuovo, ma è un capitalismo particolare: il capitalismo dei monopoli. Tener presente questo concetto di fase è ancor più importante oggi, perché l'ideologia borghese cerca di dimostrare che non si è più nel capitalismo, ma in un regime economico particolare e ciò per mistificare la realtà, confondere le idee.

Vi è una corrente teorica, infatti, la quale sostiene che noi viviamo in una specie di "capitalismo popolare o democratico" e questa tesi, sostenuta teoricamente da socialdemocratici, specie dallo Strachey il cui libro "Capitalismo contemporaneo" è stato tradotto anche in italiano, ha avuto fortuna attorno al 1960 ma la sua influenza è successivamente andata riducendosi. Essa sostiene che lo sviluppo democratico ha cambiato la natura del capitalismo e delle sue leggi economiche e di sviluppo e che il controllo popolare dello "Stato democratico" può permettere un controllo dei monopoli ed uno sviluppo economico nell'interesse delle masse.
Riappare ancora la scissione tra politica ed economia.

Vi era poi, molto più importante e di moda negli anni sessanta, la tesi della tecnostruttura sostenuta in particolare dal Galbraith, da ultimo nel suo libro apparso anche in italiano, "Il nuovo Stato industriale". Qui si sostiene che non si è più nel capitalismo, perché le grandi società sono amministrate dai tecnici e non dai capitalisti. Sono amministrate cioè, secondo lui, in modo da raggiungere il massimo di espansione economica, nell'interesse di tutti. Si dice ancora che il 'mercato' conta sempre di meno, perché la tecnica produttiva moderna esige che si pianifichino per un periodo abbastanza lungo produzione e consumo. Di conseguenza non sono più operanti le vecchie leggi economiche del capitalismo: siamo in un nuovo sistema, nè capitalista, nè socialista, che si può definire di 'tecnostruttura'.

Anche con questa tesi si cerca di mistificare la realtà, cogliendo qualche fenomeno che trova riscontro in essa, ma generalizzandolo, al fine di negare la interpretazione marxista.

Le masse si accorgono nella loro esperienza quotidiana di lotta che si vive sempre nel capitalismo, che opera sempre la legge del profitto e dello sfruttamento e che si deve lottare sempre contro il capitale, privato o di Stato che sia, e tale coscienza si va accrescendo con le grandiose lotte unitarie che rappresentano la caratteristica degli ultimi tempi. Ma non è sufficiente. Occorre rendersi conto anche teoricamente di questa realtà: per questo Lenin è sempre vivo, e vivo è il suo concetto di imperialismo quale fase del capitalismo, rispondente alle leggi proprie dello sviluppo capitalistico. Per far un esempio che mi pare chiaro, anche la vita dell'uomo passa attraverso varie fasi, l'infanzia, la gioventù, la maturità, la vecchiaia. In ognuna di queste fasi vi sono modificazioni nell'organismo umano, che tutte assieme caratterizzano la fase particolare. Ma le leggi biologiche fondamentali continuano sempre ad operare, anche nella vecchiaia, che, riportandoci al capitalismo, può paragonarsi all'imperialismo.

Vi erano stati nel capitalismo grandi mutamenti già ai tempi in cui Lenin scriveva e tutti assieme hanno caratterizzato la fase che Lenin chiamò imperialismo. Altri e grandiosi mutamenti sono intervenuti negli seguenti, dall'epoca in cui Lenin scrisse "L'imperialismo fase suprema del capitalismo". Di questi mutamenti occorre tener conto, e il pensiero marxista ne tiene conto, tanto che ha caratterizzato il periodo che si è aperto con la prima guerra mondiale, come periodo della crisi generale del capitalismo, in cui vi è una perenne instabilità economica e politica. Sorge e si sviluppa il sistema socialista, crolla per la lotta di liberazione nazionale la vecchia organizzazione colonialistica, si susseguono crisi di ogni genere. Ma siamo sempre nello imperialismo, cioè in una fase del capitalismo e vigono e operano sempre le leggi economiche fondamentali del sistema capitalistico. Questo non deve mai essere dimenticato: combattere e abbattere l'imperialismo significa combattere e abbattere il capitalismo.

Oggi, dopo oltre novant'anni dalla stesura de "L'imperialismo fase suprema del capitalismo", questo valido "saggio popolare" di Lenin, masse sempre più numerose hanno preso coscienza della realtà in cui vivono e lottano contro l'imperialismo e i suoi continui misfatti.
Ma per questo occorre meglio conoscere il significato leninista di imperialismo, ricordare le caratteristiche con cui Lenin ha definito l'imperialismo, che sono:

1) la concentrazione e centralizzazione crescente del capitale, fenomeno già presente in modo rilevante quando scriveva Lenin, ma che ha continuato a svilupparsi e in modo sempre più rapido negli ultimi anni (basta ricordare la recente colossale fusione Fiat e Chrysler ).

2) l'aspetto sempre più finanziario che assume il capitale, con la creazione di complessi che dominano finanziariamente settori produttivi e di servizi sempre più vasti. Anche il concetto leninista di capitale finanziario, altra caratteristica dell'imperialismo, si è cioè ulteriormente sviluppato.

3) così, importanza ancora maggiore, ha assunto l'esportazione di capitali, la internazionalizzazione del capitale. Tuttavia le nuove forme non modificano la sostanza del concetto sviluppato già da Lenin.

4) più stretto si è fatto il rapporto tra oligarchia finanziaria e Stato, anche se il mutarsi dei rapporti di forza tra classe dirigente capitalistica e classe operaia nella società, grazie alla lotta delle masse e all'esistenza del sistema socialista, influisce sulla struttura dello Stato e apre nuove possibilità di sviluppo democratico.

5) non è cessato il fenomeno della divisione del mondo in sfere di influenza, anche se l'imperialismo statunitense è oggi predominante, non è cessata la legge dello sviluppo diseguale del capitalismo e quindi il continuo mutarsi dei rapporti di forza tra i capitalismi, base economica dei contrasti tra i paesi imperialistici e degli squilibri economici internazionali.

Non è cessato, anche se ha assunto nuovi aspetti, lo sfruttamento dei paesi imperialistici sui paesi sottosviluppati, anche se questi ultimi sono formalmente indipendenti e questo sfruttamento venne mantenuto sotto la guida dell'imperialismo statunitense per tutto il secolo scorso, non solo con armi economiche, ma con misfatti vergognosi, aggressioni, come nel Vietnam, intrighi e colpi di Stato come in America Latina, in Africa, in Asia.... , che tutt'oggi si susseguono.

Non ha modificato questa situazione l'unico fenomeno veramente nuovo, che era sul nascere ai tempi di Lenin e a cui Lenin ha accennato in scritti successivi al questo suo libro sull'imperialismo e cioè il capitalismo monopolistico di Stato.
Anche questo fenomeno, reso necessario nell'ulteriore sviluppo del capitalismo, per evitare crisi economiche disastrose e assicurare la riproduzione economica, deve, nelle intenzioni della classe dirigente capitalistica, garantire il saggio di profitto desiderato. Questo è il suo scopo e per questo vengono usati tutti gli strumenti di politica economica, di controllo di salari, di sussidi, di premi di produzione, e infine lo strumento più importante, la manovra monetaria, che attraverso la lenta inflazione riduca i salari reali e accresca i profitti.

Siamo sempre nel capitalismo e nella sua fase dell'imperialismo e il lettore che sia un combattente contro l'imperialismo deve sentire il dovere anche di approfondire la sua conoscenza teorica, leggendo il saggio di Lenin e gli scritti più recenti, tra i quali mi permetto di suggerire "Economia Politica" di Antonio Pesenti, che nell'ultima parte tratta ampiamente dell'imperialismo attuale.


I cinque principali contrassegni dell'imperialismo sono:

1. la concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica.

2. la fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo capitale finanziario, di un'oligarchia finanziaria.

3. la grande importanza acquistata dall'esportazione di capitale in confronto con l'esportazione di merci.

4. il sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti che si ripartiscono il mondo.

5. la compiuta ripartizione della terra tra le più grandi potenze capitalistiche. L'imperialismo é dunque il capitalismo giunto a quella fase di sviluppo, in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, l'esportazione di capitale ha acquistato grande importanza, è cominciata la ripartizione del mondo tra i trust internazionali, ed è già compiuta la ripartizione dell'intera superficie terrestre tra i più grandi paesi capitalistici.


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mercoledì 23 febbraio 2011

LIBERALASCELTA: gli appuntamenti di marzo 2011


LIBERALASCELTA: gli appuntamenti di marzo 2011


Ma, prime di dut, Scusait….


Carissimi


Sono essenzialmente due i motivi che mi spingono oggi a scrivervi.

Innanzitutto devo scusarmi con voi per il lungo silenzio (dal novembre 2010), causato soprattutto dalla mancanza di tempo da dedicare alla corrispondenza via internet. Dicembre e gennaio sono stati due mesi molto impegnativi nel mio lavoro. Attualmente il mio tempo ‘extra’ è quasi interamente dedicato al sostegno delle famiglie ‘danneggiate’ nei vari iter della L210/92 (indennizzo per danno vaccinale): dal seguire l’evoluzione delle pratiche aperte, alla raccolta di materiale per le nuove domande e, ultimamente, nel cercare di capire il funzionamento delle cause del lavoro, ovvero il percorso legale più efficace per chi si è visto negare in maniera definitiva il diritto ad un giusto indennizzo. In questo percorso davvero difficile sono guidato dall’inossidabile Dott.ssa Mariangela Milanese, pediatra in pensione che molti di voi conoscono, impegnata attualmente nell’accompagnamento delle famiglie chiamate in visita a Padova dalla CMO, non solo con la sua competente e qualificata presenza ma anche con dettagliate relazioni mediche di supporto alla documentazione presentata.


Il secondo motivo della lettera riguarda i 2 appuntamenti che stiamo preparando per il prossimo mese di marzo:


- il primo, previsto per domenica 6 marzo, si terrà a Tolmezzo ed è essenzialmente un incontro tra le famiglie di Liberalascelta della Carnia. In questa occasione parleremo di vaccinazioni, di danni da vaccino, di terapisti e di percorsi terapeutici in atto, di indennizzi e risarcimenti, e di eventuali progetti futuri.

L’appuntamento è presso la ‘Casa dello Studente’ in Piazza Centa, alle ore 15,00

- il secondo, previsto per domenica 12 marzo, si terrà a Udine e riguarderà gli aspetti legali del danno da vaccino. L’incontro è organizzato in collaborazione con il COMILVA.


Non è il primo incontro sul tema che organizziamo in Regione. Il primo, aperto al pubblico, si è tenuto nel 2007 a Gradisca di Isonzo con interventi dell’avv. Ventaloro di Rimini e del Dott. Dario Miedico di Milano, medico legale, entrambi del COMILVA. La presenza di un buon numero di pratiche di indennizzo aperte, due respinte, alcune in fase di preparazione ed alcune in fase di risoluzione ci ha spinto a cercare un professionista che potesse supportarci in questo cammino difficile anche aiutandoci a capire le procedure di questi percorsi e le aspettative ad essi legate.


L’avvocato Crea del foro di Firenze, che ringraziamo per la disponibilità dato che non è facile spostarsi verso est, ha accettato il nostro invito per un incontro con le famiglie direttamente interessate a questi argomenti. L’avvocato, che attualmente sta seguendo anche una delle nostre famiglie, annovera recenti successi nelle cause del lavoro intentate al Ministero della Salute con riconoscimento di indennizzi per bimbi danneggiati dalle vaccinazioni. Il professionista fiorentino ci parlerà quindi delle leggi che regolano l’indennizzo ed in particolare dei percorsi da seguire nel caso giunga il definitivo respingimento della domanda dal Ministero. Ci sarà poi ampio spazio per rispondere ai nostri quesiti.


Visto l’argomento trattato , molto specifico, abbiamo pensato di estendere l’invito solo alle famiglie potenzialmente interessate:


- quelle che hanno un congiunto danneggiato o deceduto a causa di un vaccino ed hanno intenzione di presentare domanda di indennizzo per danno vaccinale


- quelle che hanno una 210 aperta a diversi livelli


- quelle che si sono viste respingere definitivamente la domanda di indennizzo e non hanno intrapreso alcuna via legale


- quelle che si sono viste respingere definitivamente la domanda di indennizzo e si apprestano ad affrontare una causa del lavoro contro l’ASS


Se siete a conoscenza di altre situazioni che potrebbero trarre beneficio dalla partecipazione all’incontro, metteteci in contatto con queste famiglie, grazie


Non è stata ancora decisa la sede di questo incontro per cui vi chiediamo una conferma telefonica o SMS entro sabato 5 marzo in modo tale da poter reperire una sala adeguata. Gli interessati verranno poi ri-contattati ed informati su sede ed orari dell’incontro.


Gli SMS di conferma per l’appuntamento del 12/3 possono essere indirizzati a:

- Mauro 3203492912

- Maria 3333454556

- Margherita 3487845566

- Stefania 3343184597


E’ notizia recente che il Ministero della Salute ha apportato due importanti modifiche all’impianto della Legge 210/92:


- sono stati estesi i tempi per la richiesta di indennizzo, dai 3 anni dall’evento critico siamo passati ai 10 anni.


- Le domande respinte per intempestività della presentazione potranno essere ripresentate.


Andremo a verificare queste modifiche per capire meglio se potranno esserci nuove opportunità per tutte quelle famiglie del FVG che hanno visto respinte, spesso con motivazioni risibili se non offensive, le loro legittime richieste


Bene, questo è tutto per oggi, aspetto i vostri SMS di conferma per l’incontro con l’avv Crea.


Vi ricordo ancora gli appuntamenti:


1 - domenica 6 marzo a Tolmezzo

2 - domenica 12 marzo, a Udine


Un caro saluto a tutti

Mandi

Mauro Ottogalli, coordinatore comitato Liberalascelta

Codroipo, 13 febbraio 2011


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* Giovanni Duprè - Vita e opere (The Life and Work)

L'ABELE MORENTE (1843) - Museo dell'Ermitage a San Pietroburgo


* La tortura in Grecia - Dittatura dei Colonnelli

Alexandros Panagulis nel 1973, intervistato dalla giornalista Oriana Fallaci





VEDI QUI

GRECIA – Dittatura dei Colonnelli




* * * * *








martedì 15 febbraio 2011

Sei Bellissima - Loredana Bertè





Che strano uomo avevo io
con gli occhi dolci quanto basta
per farmi dire sempre
sono ancora tua
e mi mancava il terreno
quando si addormentava sul mio seno
e lo scaldava il fuoco umano della gelosia
Che strano uomo avevo io
mi teneva sottobraccio
e se cercavo di essere seria
per lui ero solo un pagliaccio
e poi mi diceva sempre
non vali che un po' piu' di niente
Io mi vestivo di ricordi per affrontare il presente
e ripensavo ai primi tempi
quando ero innocente
a quando avevo nei capelli
la luce rossa dei coralli
quando ambiziosa come nessuna
mi specchiavo nella luna
e l'obbligavo a dirmi sempre
Sei bellissima
Sei bellissima
Accecato d'amore
mi stava a guardare
Sei bellissima
Sei bellissima
na na na na na na na......
Se pesco chi un giorno ha detto
il tempo e' un gran dottore
lo lego ad un sasso stretto stretto
e poi lo butto in fondo al mare
Son passati buoni buoni
un paio d'anni e di stagioni
ho avuto un paio di avventure
niente di particolare
ma io uscivo a cercarti
nelle strade fra la gente
mi sembrava di voltarmi all'improvviso e vederti nuovamente
e mi sembra di sentire ancora
Sei bellissima
Sei bellissima
Accecato d'amore
mi stava a guardare
Sei bellissima
Sei bellissima
na na na na na na na........
Sei bellissima
Sei bellissima
na na na na na na na.........
Sei bellissima
Sei bellissima

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mercoledì 9 febbraio 2011

* GERUSALEMME LIBERATA (Jerusalem Delivered) - Torquato Tasso



Gerusalemme Liberata (1628-1629) - Canto 19 (Erminia trova Tancredi ferito)
Nicolas Poussin (1594-1665)
Ermitage di San Pietroburgo - Olio su tela cm 98 x 147





sabato 5 febbraio 2011

* MIRACOLO DELLA SORGENTE (Miracle of the Spring) Giotto di Bondone






* LE NOZZE DI CANA (The Wedding Feast at Cana) - Paolo Caliari il Veronese


NON VOGLIO - Margherita Guidacci


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NON VOGLIO

La farfalla è condannata per le sue ali, che sono antieconomiche.
Osbertt Sitwell



Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri

e difficili, ma io vedo chiaro

e so che in fondo sono solamente

metri e gessetti con cui misurate

e segnate - segnate e misurate

senza stancarvi.


Sfilate spilli di tra le labbra, come una sarta:

me li appuntate sull'anima

e dite:- Qui faremo un bell'orlo.

Dopo starai meglio.


Io non voglio che mi tagliate un pezzo d'anima!

Se ne ho troppa per entrare nel vostro mondo,

ebbene, non voglio entrarci.


Sono un poeta: una farfalla, un essere

delicato, con ali.

Se le strappate, mi torcerò nella terra,

ma non per questo potrò diventare

una lieta e disciplinata formica.



Margherita Guidacci
Italia (1921 - 1992)


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giovedì 3 febbraio 2011

Silvio, io ti aborrisco...


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Silvio, io ti aborrisco e pur deploro

che anche così tu abiti il mio cuore,

ché insozza il ferro lo scorpione ferito

e il fango immondo imbratta chi lo pesta.


Tu sei come il mortifero veleno

che nuoce a chi lo versa inavvertito,

e insomma sei così spergiuro e infido

che anche per farti odiare non sei buono.


Offro il tuo vile aspetto al mio ricordo

che inorridito lo rifiuta, e io stessa

così m'infliggo la pena che merito;


e se pongo attenzione a ciò che ho fatto,

non solo ti odio, piena di vergogna,

ma odio me per il tempo che t'ho amato.




Suor Juana Inés de LaCruz
Messico 1648-1695


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