giovedì 2 agosto 2018

FËDOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ - Vita e opere (Life and Works)


Ritratto di Dostoevskij (1872) Vasilij Perov (Galleria Tret'jakov, Mosca)

FËDOR MICHAJLOVIČ DOSTOEVSKIJ

Fëdor Michajlovič Dostoevskij nasce a Mosca il 30 ottobre 1821 (11 novembre del calendario gregoriano), secondogenito di Michail Andreevič, medico, discendente da un antico ceppo lituano, e di Marija Fëdorovna Nečaeva, figlia di commercianti moscoviti.
I due figli maggiori, Michail e Fëdor, studiano insieme a Mosca e a Pietrroburgo, dove preparano gli esami per l'ammissione all'Istituto militare d'ingegneria.
Dopo la motte della moglie (febbraio 1837) il padre si è ritirato in una piccola proprietà a 150 verste da Mosca; là si abbandona al bere e maltratta i propri contadini, finché un gruppo di questi, esasperato, Io uccide. All'annuncio della sua morte Fëdor, secondo alcune testimonianze, avrebbe avuto il primo attacco di epilessia, il male che lo accompagnerà per tutta la vita.
Nell'agosto 1843, terminati i corsi, Dostoevskij  entra in servizio effettivo presso il Comando d'ingegneria militare di Pietroburgo. Ma dopo un anno rassegna le dimissioni e abbandona la vita militare. Ha appena terminato - scrive al fratello Michail - "un romanzo dell'ampiezza di Eugénie Grandet" (l'opera di Honoré Balzac da lui tradotta l'anno prima): si tratta di Povera gente, un romanzo epistolare che entusiasma i maggiori critici democratici, fra cui l'autorevolissimo Belinskij, e, pubblicato nel gennaio 1846, rende subito celebre il giovane autore, salutato come un nuovo Gogol'.
La sua attività letteraria assume subito un ritmo travolgente: più di un romanzo all'anno (senza contare i racconti), benché la malattia si stia aggravando (il primo forte attacco risale al luglio 1847). Sin dal secondo romanzo, Il sosia, Dostoevskij rivela la propria originalità, allontanandosi dalla "scuola naturale" e dall'esempio di Gogol'; ciò provoca un raffreddamento, e ben presto la rottura, con I'ambiente di Belinskij e dei critici democratici.
Dal 1847 Dostoevskij  frequenta il circolo fourierista di M. V. Petraševskij Butaševič, dove subisce l'influenza del "comunista" Spesnev, che chiamerà "il mio Mefistofele". 
Nel 1849 l'intero gruppo è arrestato e condannato a morte, Dostoevskij e i suoi compagni sono graziati davanti alle armi spianate. Ma era un'atroce commedia: già da qualche giorno Io zar Nicola I aveva commutato la pena nella deportazione.
Il 24 dicembre i condannati partono per la Siberia. Sino al febbraio 1854 Dostoevskij sconta nel penitenziario di Omsk la prima parte della condanna. Poi serve come soldato semplice nel battaglione siberiano di stanza a Semipalatinsk.
Morto Nicola I (febbraio 1855), il nuovo zar Alessandro II concede allo scrittore la nomina a sottufficiale e poi a ufficiale, poi il congedo e l'autorizzazione a tornare in Russia e a pubblicare. Il 6 febbraio 1857 Dostoevskij  sposa Marija Dmitrievna, vedova Isaeva. Nel marzo 1859 arriva finalmente il congedo, per motivi di salute (le sofferenze fisiche e morali hanno aggravato il suo male); in dicembre Dostoevskij si stabilisce a Pietroburgo. Nello stesso anno compaiono su due riviste Il sogno dello zio e Il villaggio di Stepancikovo.
A partire dal settembre 1860 escono a puntate le Memorie di una casa morta, che rievocano con animo cristiano l'esperienza della deportazione; nel gennaio seguente il primo numero di "Vremja" "Tempo), una rivista fondata e diretta da Dostoevskij, comincia a pubblicare Umiliati e offesi.
Dopo un viaggio in Francia, Inghilterra (dove incontra Aleksandr Hetzen), Germania, Svizzera e Italia (giugno-settembre 1862), Dostoevskij inizia la tempestosa relazione (adombrata poi ne Il giocatore) con Apollinarija Prokof'evna Suslova. "Vremja" chiude nel maggio 1863, a causa dell'articolo sulla Polonia di uno stretto collaboratore. 
Dostoevskij viaggia all'estero con la Suslova (agosto-novembre); rientra poi a Mosca, dove la moglie è gravemente malata.
Il 21 marzo 1864 esce il primo numero di "Epocha", fondata e diretta da Michail e Fëdor Dostoevskij. La rivista polemizza vivacemente con i giornali di tendenza democratica. Fëdor vi pubblica, oltre a vari articoli, le Memorie del sottosuolo, dalle quali si può datare la sua fase maggiore.
Il 15 aprile muore la moglie, il 10 luglio il fratello Michail, lasciando la famiglia priva di mezzi e assediata dai creditori. Fëdor, senza esservi giuridicamente tenuto, decide di far fronte ai debiti del fratello con i propri averi, e si mette disperatamente alla ricerca di denaro, anche per tenere in vita la rivista. Ma "Epocha" chiude con il numero del 22 marzo 1865, in cui compare un racconto umoristico di Dostoevskij, Il coccodrillo.
Incalzato dai creditori, Dostoevskij "fugge" all'estero (luglio-ottobre), dopo aver firmato un contratto capestro con l'editore Stellovskij. Durante il viaggio comincia a lavorare a Delitto e castigo e, con procedimento che resterà costante nelle opere successive, lo pubblica a puntate (dal gennaio 1866) mentre è ancora in corso di stesura. Intanto l'impegno con Stellovskij sta per scadere; se non riceverà il romanzo promesso, l'editore potrà pubblicare tutte le opere future di Dostoevskij  senza pagare alcun compenso. Un amico consiglia di ricorrere a una stenografa. Dal 4 al 29 ottobre 1866 Dostoevskij  detta a Anna Grigor'evna Snitkina Il giocatore, e il 1°novembre lo consegna puntualmente.
Il 15 febbraio 1867 Dostoevskij  sposa a Pietroburgo la sua stenografa, che ha vent'anni meno di lui. Sarà una compagna piena d'amore e una collaboratrice preziosa. In aprile i due sposi partono per un viaggio all'estero che durerà più di quattro anni. A Dresda e a Ginevra, in Francia, a Milano, Firenze (novembre 1868 - luglio 1869), Venezia, Vienna, Praga, di nuovo a Dresda (di là tornerà in patria nell'estate 1871), lo scrittore è travolto a più riprese dalla passione per il gioco, e più di una volta si riduce letteralmente alla fame. Ma sono anni straordinariamente fecondi. Negli ultimi mesi del 1867 Dostoevskij  inizia L'idiota, pubblicato a puntate dal gennaio e terminato a Firenze nella primavera 1869; nei due anni successivi scrive L'eterno marito (1870), racconto "umoristico" che gode di un posto a sé nell'ambito della sua opera, e il grande romanzo "contro i nichilisti", I demoni.
Tornato in Russia, Dostoevskij frequenta ambienti governativi e vicini alla corte. Dal 1° gennaio 1873 assume la direzione del "Grazdanin" "Il cittadino), quindicinale di tendenza conservatrice, dove cura le notizie di politica internazionale e scrive una rubrica fissa, il Diario di uno scrittore. Nell'aprile 1874 la rivista annuncia però, adducendo motivi di salute, che Dostoevskij lascia la direzione: in realtà lo scrittore è di nuovo controllato dalla polizia. Dopo L'adolescente (1876), egli scrive e pubblica una nuova rivista, il "Diario di uno scrittore" (1877); intanto comincia a lavorare all'ultimo grande romanzo, l fratelli Karamazov, che esce a puntate dal gennaio 1879.
Nel giugno 1880 Dostoevskij  (dal dicembre 1877 membro dell'Accademia delle Scienze) legge il discorso in onore di Aleksandr Sergeevič Puškin durante le celebrazioni per il centenario della sua nascita. In dicembre escono in volume i Karamazov.
Il 28 gennaio 1881 Dostoevskij muore di enfisema polmonare nel suo appartamento di Pietroburgo. Il 31 gennaio una grande folla accompagna la salma al cimitero dell'Aleksandro-Nevskaja lavra.



ARTHUR SCHOPENHAUER - Vita e opere (Life and Works)

 Ritratto di Arthur Schopenhauer (1815-1818) Ludwig Sigismund Ruhl

ARTHUR SCHOPENHAUER

Arthur Schopenhauer (Danzica, 22 febbraio 1788 – Francoforte sul Meno, 21 settembre 1860). Figlio di Heinrich Floris Schopenhauer, proprietario terriero e ricco commerciante, e da Johanna Trosiener, donna di grande sensibilità e intelligenza, frequentatrice di ambienti letterari ed essa stessa scrittrice nota. Dopo la caduta della repubblica di Danzica sotto il dominio prussiano, il padre, di convinzioni repubblicane, si trasferì con la famiglia ad Amburgo, ove intensificò la sua attività commerciale. Preoccupato del carattere chiuso e riflessivo del figlio, Heinrich Schopenhauer cercò di distrarlo con viaggi e permanenze all'estero: dal 1797 al 1799 Arthur abitò a Le Havre, presso un commerciante amico, e successivamente, tra il 1803 e il 1804, compì un lungo viaggio in Olanda, Inghilterra, Francia, Svizzera e Austria. L'intento del padre era anche quello di far conoscere il più possibile il mondo al figlio per prepararlo all'attività commerciale a cui lo aveva destinato e a cui il giovane si dedicò a malincuore, per compiacere il padre. Questi viaggi ebbero però il risultato di aprire la mente del giovane a paesi e culture europee diverse, contribuendo a formarlo ad una cultura europea di vasto respiro e con una grande padronanza delle lingue straniere.
Nel 1805 comincia a lavorare nel commercio; nell'aprile il padre muore suicida, ed il giovane Schopenhauer continua per altri due anni l'attività commerciale, quasi per onorare la volontà paterna. Ma, dotato di un ricco patrimonio finanziario e terriero e privo di preoccupazioni economiche, è ormai in grado di potersi dedicare liberamente ai suoi autentici interessi filosofici, scientifici e letterari.
Nel 1807, infatti, decide di seguire questa sua vera vocazione, incoraggiato in questo dalla madre, e inizia gli studi classici a Gotha per terminarli a Weimar, ove la madre si era nel frattempo trasferita, aprendo un salotto letterario frequentato da intellettuali di primissimo piano, tra cui Goethe e Wieland. Si iscrive quindi all'Università di Cottinga, ove Gottlob Ernst Schulze lo inizia alla conoscenza di Platone e di Kant, che rimarranno i suoi veri maestri filosofici. Nel 18111 segue a Berlino le lezioni di Fichte, maturando però ben presto un distacco dall'idealismo, che si trasforma in opposizione implacabile. Nel 1813 si dedica alla stesura della dissertazione Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente, con cui consegue sul finire dello stesso anno il dottorato in filosofia presso I'Università di Jena. Importante, in questo periodo, la conoscenza di Friedrich Majer, orientalista, dal quale viene iniziato alla conoscenza delle filosofie e della cultura orientale, che tanto rilievo avranno nella sua filosofia.
Stabilitosi successivamente a Dresda, nel 1816 pubblica il Trattato sulla vista e i colori e lavora intensamente alla stesura di quello che sara il suo capolavoro, Il mondo come volontà e rappresentazione, che uscirà presso l'editore Brockhaus nel 1818.
Dopo un anno di permanenza in Italia, nel 1820 consegue a Berlino la libera docenza e tiene il suo primo corso libero presso quella università, facendo coincidere, per ostilità con Hegel, le sue ore di lezione con quelle del grande filosofo, allora all'apice del successo. Il risultato assai deludente fu che Schopenhauer dovette interrompere il corso per mancanza di studenti, e da allora maturò un disprezzo - assai giustificato in uno spirito libero, ricco di varia cultura e cresciuto in ambienti di alta cultura - per I'ambiente universitario e la filosofia accademica.
Compì quindi un secondo viaggio in Italia nel 1822, e I'anno successivo, dopo varie permanenze a Monaco, Dresda, Berlino e altri luoghi, decide di stabilirsi a Francoforte sul Meno. Qui dedicherà la sua vita, povera di fatti esteriori, allo studio e alla produzione filosofica, che si fa particolarmente intensa; nel 1836 pubblicala Volontà nella natura e nel 1841 I due problemi fondamentali dell'etica, in cui riunisce due scritti di etica: la Libertà del volere umano, del 1839, scritta per partecipare ad un concorso dell'Accademia norvegese di Trondheim, che fu premiato , e Il fondamento dello morale, del 1840, presentato ad un concorso bandito dalla Società reale di Danimarca, che fu invece contestato.
Nel 1844 pubblica una nuova edizione del Mondo come volontà e rappresentazione, a cui unisce un ponderoso volume di Supplementi, che sviluppano e arricchiscono di nuove riflessioni e tematiche le idee centrali della sua opera principale. Ma anche questa volta come la precedente, I'opera non ebbe successo.
Ma il successo arrivò infine proprio con la pubblicazione dei Parerga e Paralipomena;lo stile limpido e letterariamente pregevole (in cui si nota quanto egli avesse fatto tesoro della frequentazione personale e letteraria di Goethe e degli altri scrittori che aveva conosciuto e letto) e la facilità con cui esponeva problemi filosofici complessi e profondi, insieme a riflessioni morali sulle esperienze di vita, sortirono un effetto che le altre opere non avevano potuto produrre. Un pubblico sempre più vasto comincia ad interessarsi di Schopenhauer; il famoso storico della filosofia Johann Eduard Erdmann (Wolmar, 13 giugno 1805 – Halle sul Saale, 12 giugno 1892)  gli dedica due saggi nel 1853 e nel 1854, mentre, ancora nel 1853, usciva sulla Westminster Review un saggio rilevante di John Oxenford (12 agosto 1812 - 21 febbraio 1877) sul suo pensiero, diffondendone cosi la conoscenza anche all'estero ed inaugurando una serie di studi anche di filosofi accademici sulla filosofia schopenhaueriana. Intanto si moltiplicava la schiera degli amici e dei discepoli, sull'onda di un insperato successo.
Stava attendendo alla riedizione delle sue opere principali quando la morte lo colse, nel pieno del successo, nella sua casa di Francoforte, il 2 settembre 1860.


LE OPERE

Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente (titolo originale: Über die vierfache Wurzel des Satzes vom zureichenden Grunde), 1813.

Sulla vista e i colori (titolo originale: Über das Sehen und die Farben), 1816.

Il mondo come volontà e rappresentazione (titolo originale: Die Welt als Wille und Vorstellung), 1818/1819, secondo volume, 1844.

Sul volere nella natura (titolo originale: Über den Willen in der Natur), 1836.

Sulla libertà del volere umano (titolo originale: Über die Freiheit des menschlichen Willens), 1839.

Il fondamento della morale (titolo originale: Über das Fundament der Moral), 1840.

Parerga e paralipomena (titolo originale: Parerga und Paralipomena), 1851.


OPERE POSTUME

Aforismi sulla saggezza del vivere (scelti dai Parerga und Paralipomena)

Consigli sulla felicità (antologia dagli Aforismi)

Come pensare da sé. Antologia essenziale per chi vuole usare la propria testa

Il giudizio degli altri

Il primato della volontà

La filosofia delle università

L'arte di conoscere se stessi

L'arte di essere felici esposta in 50 massime

L'arte di farsi rispettare esposta in 14 massime

L'arte di insultare

L'arte di invecchiare

L'arte di ottenere ragione esposta in 38 stratagemmi

L'arte di ottenere rispetto

L'arte di trattare le donne

L'arte della musica

Memoria sulle scienze occulte

Metafisica dei costumi. Lezioni filosofiche

Metafisica dell'amore sessuale. L'amore inganno della natura

Sulla felicità e sul dolore

Sulla lettura e sui libri

Sulla lingua e sulle parole

Sulla religione (antologia da varie opere)

Sul mestiere dello scrittore e sullo stile


VEDI ANCHE . . . 

ARTHUR SCHOPENHAUER - Vita e opere (Life and Works)

IL MONDO COME VOLONTÀ E COME RAPPRESENTAZIONE (The World as Will and Representation) - Arthur Schopenhauer


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